È del tutto inedita la nuova proposta con cui Bassano si gioca, ancora una volta, la carta dell’attrattività turistica. Dopo aver curato, negli anni scorsi, itinerari di visita a tema culturale e artistico, paesaggistico ed enogastronomico, ora la città ai piedi del Grappa sfila l’asso nella manica con un’idea dal sapore tutto religioso e avvia il progetto: “Arte e Fede a Bassano. Un percorso tra le Chiese del centro e il Museo civico”.
In questi giorni a rendere nota alla stampa la nuova iniziativa è stato l’abate di Bassano, don Andrea Guglielmi, che di questa idea ne aveva parlato con l’allora neo eletto sindaco di Bassano Nicola Finco, oltre un anno fa.
Uno scambio di opinioni che in poco tempo è diventato realtà grazie alla collaborazione della parrocchia di Santa Maria in Colle con l’amministrazione comunale di Bassano, i Musei civici, il Comitato per la Storia di Bassano e non ultima la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Verona, Rovigo e Vicenza.
Il progetto ha così dato vita ad un itinerario che propone una lettura spirituale del patrimonio storico-artistico della città mettendo in connessione le tre chiese monumentali del centro storico ed il Museo civico. Ne fanno parte il duomo di Santa Maria in Colle all’interno dello spiazzo del Castello Superiore, la chiesa di San Francesco in piazza Garibaldi, entrambe rappresentano i principali luoghi di culto dentro le mura cittadine, e la chiesa di San Giovanni Battista in piazza Libertà.
Un progetto che finora si è concretizzato in una serie di testi pubblicati on line sul sito del Comitato per la Storia di Bassano, alla voce “itinerari”, pensati quale strumento di orientamento e approfondimento su alcuni tra i luoghi più significativi della città, sulle considerevoli opere d’arte che vi sono custodite e sui legami tra le stesse e il contesto per il quale sono state create.
Il visitatore potrà pertanto leggere, ad esempio, dell’altare del Rosario nel duomo di Santa Maria in Colle, dove spicca la pala della Madonna del Rosario di Leandro Bassano ornata dalle grandi statue dei santi Domenico e Caterina di Orazio Marinali. Oppure della pregevole Cappella del Santissimo Sacramento, oggetto di un recente restauro, nella Chiesa di San Giovanni Battista o ancora della pala della Discesa dello Spirito Santo accanto alla splendida tela di San Giovanni Battista nel deserto, entrambe di Jacopo Dal Ponte, che, assieme alla Croce dipinta di Guariento di Arpo, oggi sono esposte al Museo civico ma appartenevano alla chiesa di San Francesco.
Per don Andrea Guglielmi si tratta di “una rilettura, in chiave spirituale, del nostro patrimonio storico-artistico per sentirci custodi di una serie di ricchezze e al tempo stesso lasciarci custodire da questi tesori che curano la nostra umanità, aiutano a non perdere il contatto con la nostra profondità e a considerare i nostri valori”.
Il sindaco Nicola Finco, dal canto suo, parla dell’iniziativa come di un progetto pilota in quanto “il turismo religioso è in costante crescita nel Veneto” e vede la città di Bassano come “un importante riferimento per la presenza di molte chiese e monasteri, testimonianze di un’antica tradizione soprattutto benedettina che interessa il centro storico e la prima cintura”.
L’obiettivo di Finco sarebbe convertire, a breve, l’approfondimento sul sito web in vere e proprie visite guidate artistico-spirituali da affiancare ai percorsi turistici già attivi in città. Inoltre, da questa prima analisi, definita “semplice ma ben documentata” da Francesca Meneghetti della Soprintendenza che ne ha curato i testi in collaborazione con gli storici del Museo, in un prossimo futuro Finco intenderebbe “ampliare l’offerta turistico-religiosa ad altri luoghi di culto del Bassanese altrettanto interessanti dal punto di vista storico-artistico”.
Come dire, un progetto che si arricchirà di nuovi approfondimenti per importanti edifici religiosi come San Felice e Fortunato, alcune cappelle tra cui San Vito, San Donato, San Biagio, tutte di origine benedettina. Per non parlare del più significativo monastero, quello di Campese creato da Ponzio di Melgueil, abate di Cluny, nel 1124 e dedicato alla Santa Croce.
Ma Bassano nella storia ha vantato anche il titolo di “territorio a vocazione eremitica” per la presenza nel Basso Medioevo di anacoreti che abitavano e custodivano le cappelle campestri o altri luoghi sacri isolati. Nel duomo di Santa Maria in Colle, ad esempio, è sepolto il più celebre fra loro, Antonio Grandi, conosciuto come frate Antonio eremita, la cui memoria viene associata in particolare alla chiesetta di San Vito dove incontrò Sant’Ignazio di Loyola.
Una sfida quella dell’abate Guglielmi che chiede se “siamo capaci noi adesso, immersi nella movida bassanese favorita da un numero impressionante di bar e locali, di riscoprire la ricchezza della vita interiore e la capacità di abitare il silenzio”. Una sfida anche per il sindaco Finco che punta a “costruire un itinerario turistico-religioso che esca dal centro storico per raggiungere le chiese campestri a destra e a sinistra de “La Brenta”, veri gioielli di bellezza”.
E una sfida infine per Gianni Tasca, presidente del Comitato per la Storia di Bassano, che vuole “coinvolgere i giovani nella conservazione della memoria storica e nella cura dei luoghi simbolo di Bassano” e che sta lavorando per “introdurre l’Intelligenza Artificiale sul sito web al fine di rendere le informazioni più appetibili alle nuove generazioni”.