AttualitàEvidenzaSeven +
  • 5 min lettura

Anm e core

Audizione dell’Anm – Associazione Nazionale Magistrati alla Commissione Giustizia della Camera sulle disposizioni in materia di circoscrizioni giudiziarie che prevedono l’istituzione del nuovo Tribunale di Bassano del Grappa. “No alla moltiplicazione delle sedi giudiziarie, il ddl va ripensato. Le risorse impongono scelte di concentrazione degli uffici”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Giu 9, 2026

magzin magzin
Foto Alessandro Tich - archivio Seven Magazine

Niente di nuovo sotto il sole. L’Anm – Associazione Nazionale Magistrati si è sempre e motivatamente espressa contro l’istituzione del nuovo Tribunale di Bassano del Grappa, anche quando la prospettiva di istituire il cosiddetto Tribunale della Pedemontana Veneta era ancora e solamente una promessa politica. E adesso che la resurrezione dell’ottavo Tribunale del Veneto non è più una promessa ma una disposizione contenuta nero su bianco nel ddl sulla revisione della geografia giudiziaria del Governo, approvato dal Consiglio dei Ministri il 22 luglio 2025 e attualmente all’esame del Parlamento per la sua conversione definitiva in legge dello Stato, l’associazione che rappresenta i magistrati italiani prende formalmente e definitivamente posizione contro l’ipotesi di una nuova moltiplicazione delle sedi giudiziarie.

Lo attestano le dichiarazioni di Sergio Rossetti, componente della Giunta Centrale dell’Anm, sentito oggi in audizione in Commissione Giustizia alla Camera sulle disposizioni in materia di circoscrizioni giudiziarie. “L’Anm – ha affermato Rossetti – è convinta che la prossimità sia un valore da preservare: riteniamo tuttavia che questa possa essere assicurata in forme più flessibili rispetto alle moltiplicazioni delle sedi giudiziarie.” “Non possiamo abbandonare la strada della razionalizzazione – ha aggiunto –, i risultati ottenuti sono un fatto e le risorse disponibili impongono scelte di concentrazione, non di frammentazione. Questo disegno di legge, peraltro, non si pone le domande che un ripensamento complessivo della geografia giudiziaria richiederebbe. Per queste ragioni l’Anm richiede un radicale ripensamento del disegno di legge e degli altri depositati che vanno nella medesima direzione.”

In particolare – ha spiegato il rappresentante del sindacato nazionale delle toghe – “nei territori serviti dai tribunali accorpati i reati contro il patrimonio sono diminuiti del 6-8% e quelli di criminalità organizzata del 7-13%”.

“Quanto agli organici, il disegno di legge presenta una lacuna istruttoria che non può essere sottaciuta – ha detto Rossetti –. Il provvedimento istituisce il tribunale di Bassano del Grappa e ripristina quattro tribunali abruzzesi senza indicare le dotazioni organiche.”

Ed eccoci qua, egregi lettori, al punto che ci interessa: il Tribunale di Bassano del Grappa, al quale è dedicato ampio spazio nel documento di osservazioni dell’Anm sul disegno di legge del Governo “Disposizioni in materia di circoscrizioni giudiziarie”, presentato oggi all’audizione in Commissione Giustizia della Camera.

Una forte critica viene espressa sul “ridisegno delle circoscrizioni” che evidenzia “profili di incongruenza territoriale”. Così afferma il documento riguardo al nuovo circondario di Bassano del Grappa: “ Contrariamente all’invocato criterio della prossimità, una parte dei comuni inclusi nel perimetro risulta di fatto meglio collegata, per distanza e tempi di percorrenza, ad altri poli giudiziari.” “È il caso, ad esempio, del Comune di Campo San Martino, distante circa 28 km da Bassano del Grappa (con tempi di percorrenza di circa 40 minuti), ma a soli 19 km da Padova (circa 25 minuti) – evidenzia il testo –. Si trovano più vicini a Vicenza che a Bassano, inoltre, i Comuni di Bressanvido, Caltrano, Chiuppano, Cogollo del Cengio, Montecchio Precalcino, Sandrigo e Valdastico. Il dato evidenzia come il perimetro proposto non rifletta la reale gravitazione territoriale, risultando, al contrario, disallineato rispetto alle direttrici effettive di mobilità.”

Nel paragrafo dedicato alla situazione attuale degli uffici giudiziario del distretto di Venezia, si rimarca che “la relazione del Presidente della Corte d’Appello di Venezia per l’anno giudiziario 2026 delinea un quadro di diffusa e persistente sofferenza organizzativa, in particolare sotto il profilo delle risorse umane”. “In tale contesto – osserva l’Anm, l’articolo 5 del ddl prevede che la copertura dell’organico del nuovo tribunale di Bassano avvenga «mediante le ordinarie procedure di trasferimento» e che il soprannumero nelle sedi di provenienza «sia riassorbito con le successive vacanze». Ne deriva che le risorse destinate alla nuova sede verrebbero sottratte agli uffici di Vicenza, Padova e Treviso, senza contestuale reintegrazione degli organici, con effetti potenzialmente negativi sugli equilibri organizzativi degli uffici interessati.”

C’è poi il “mistero” della dotazione organica prevista per i nuovi tribunali: “Il ddl istituisce il tribunale di Bassano del Grappa e ripristina i tribunali di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto senza mai indicare quale sarà il loro organico. L’articolo 4, comma 1, demanda a un decreto ministeriale la determinazione dell’organico del solo tribunale di Bassano, «sentito il CSM», entro 120 giorni.”

Riguardo all’organico previsto al nuovo tribunale di Bassano, infatti, “il ddl tace completamente”. Prosegue l’Anm: “Secondo quanto emerso in sede di interrogazione parlamentare dell’on. Zanettin del 9 gennaio 2025, un’ipotesi tecnica formulata in via provvisoria avrebbe stimato che il nuovo circondario di Bassano — con un bacino di circa 523.000 abitanti su 72 comuni — richiederebbe un organico di 26 giudici e 10 pubblici ministeri (oltre a 84 unità di personale amministrativo per il tribunale e 36 per la procura).” “Si tratta di una stima che, se confermata, dimostrerebbe l’insostenibilità dell’operazione: per dotare Bassano del Grappa di un organico adeguato, tenuto conto della popolazione trasferita al nuovo circondario, in mancanza di dati disaggregati sui flussi per singolo comune (che non esistono), occorrerebbe sottrarre ai tribunali di Vicenza, Padova e Treviso rispettivamente il 33%, il 9% e il 20% dei magistrati giudicanti e il 29%, l’11% e il 21% dei requirenti – incalza il documento –. Questi dati confermano che si tratta di uffici piccoli o piccolissimi, che ricadono esattamente nella categoria che gli studi della Banca d’Italia e di Denti-Di Cataldo indicano come strutturalmente inefficiente: tribunali con meno di 20 magistrati, nei quali non sono possibili né economie di scala né specializzazione.”

Insomma, e in via definitiva: per l’Associazione Nazionale Magistrati questo tribunale non s’ha da fare. E più in generale, per il sindacato delle toghe “il disegno di legge rappresenta una ‘controriforma’”, dal momento che “non corregge la riforma del 2012 sulla base di una valutazione dei suoi effetti, ma la rovescia in assenza di un’adeguata istruttoria in contrasto con le evidenze empiriche disponibili”.

È quanto affermano i rappresentanti del magistrati italiani in tutta sincerità e senza riserve. Come canterebbero a Napoli: Anm e core.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.