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Spaghetti Western

Annullata per problemi burocratici la “pastasciutta antifascista” organizzata dall’ANPI che era in programma questa sera al Chiosco Terrabona a Solagna. Il gestore del Chiosco conferma: “Dal Comune la richiesta di documenti integrativi di cui abbiamo saputo all’ultimo momento, sistemeremo tutto e rinvieremo la festa a data da destinarsi”. Ma sui social si è scatenata la bagarre.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Lug 25, 2026

magzin magzin

Butta giù la pasta. Anzi no, contrordine compagni: tutto cancellato e tutto rinviato a data da destinarsi. Sta montando in queste ore la fibrillazione sui social per l’annullamento della “pastasciutta antifascista” che era in programma questa sera a partire dalle 19.30 nello spazio del Chiosco Terrabona, in riva al Brenta a Solagna.

Diciamo subito, per i non addetti ai clamori, che la “pastasciutta antifascista” è un classico del 25 luglio, nel giorno dell’anniversario del 25 luglio 1943, la data del Gran Consiglio del fascismo che destituì e fece arrestare Benito Mussolini, decretando la fine del regime fascista ma aprendo al contempo una nuova tragica fase di storia che avrebbe travolto il nostro Paese nei due anni successivi. Chiedere a Hitler, ai partigiani e agli Alleati per approfondimenti.

Come attestano le narrazioni storiche, quel 25 luglio la celebre famiglia antifascista Cervi festeggiò la caduta del regime nel suo paese di Campegine (Reggio Emilia) preparando enormi quantità di pasta condita con burro e formaggio e offrendola gratuitamente in piazza a tutta la popolazione. Da allora, e resistendo all’usura del tempo, la “pastasciutta antifascista” del 25 luglio è diventata una tradizione nazionale per il popolo dei “No Benito”, portata avanti dall’ANPI in collaborazione con le associazioni dei territori. 

L’appuntamento annuale è immancabile all’Istituto Alcide Cervi di Galattico (Reggio Emilia) dove si svolge una grande festa commemorativa a base di pasta. Negli anni si è poi creata una “rete delle pastasciutte antifasciste” con una serie di eventi conviviali svolti in contemporanea in tutta Italia. Compresa ovviamente anche Roma, dove la pasta celebrativa per la caduta del fascismo viene cucinata e condivisa alla Garbatella, il quartiere natio di Giorgia Meloni. Non fa eccezione il Veneto: “pastasciutte antifasciste” sono in programma questa sera a Vicenza – con tanto di segnalazione e invito nel sito internet del Comune – e ancora a Treviso, Verona, Mogliano Veneto, Asiago, Dueville, Montecchio Maggiore, Valdagno eccetera. 

Un analogo evento doveva svolgersi per l’appunto questa sera anche a Solagna, su iniziativa congiunta delle sezioni ANPI di Valbrenta, Bassano del Grappa e Marostica, con l’organizzazione coordinata da Ottorino Bombieri, presidente di ANPI Valbrenta e già sindaco di San Nazario quando faceva Comune a sé. Titolo dell’evento conviviale solagnese: “Una pastasciutta per la democrazia in riva al Brenta”. Serata ospitata al Chiosco Terrabona, con “pasta libera per tutti” e musica da vivo. 

Ma all’ultimo momento, e cioè ieri sera, è arrivato lo stop. Il Comune di Solagna ha comunicato agli organizzatori che l’evento non poteva svolgersi a causa di impedimenti tecnici riscontrati nella richiesta di autorizzazione per lo svolgimento della serata.

“A causa di problemi burocratici – hanno avvisato ieri sera sui social gli organizzatori dell’appuntamento solagnese – la Pastasciutta antifascista prevista per domani sera non si farà. Il rispetto ossessivo delle norme da parte dell’ufficio tecnico comunale non ci permette più di organizzarla. Ci siamo comunque proposti di farla comunque, in altra data. Non possiamo lasciarci sopraffare da chi delle regole ne fa un uso politico.”

“Noi eravamo sicuramente più contenti prima e siamo contenti anche adesso di ospitare l’ANPI in questo evento che viene fatto in tutta Italia – dichiara e conferma a Seven Paolo Todesco, legale rappresentante della società agricola Terrabona che gestisce anche l’omonimo Chiosco in riva al Brenta –. Non è un evento divisivo, purtroppo sono sorte delle problematiche dal punto di vista organizzativo e ci sono dei regolamenti che vanno rispettati, per quanto assurdi possano essere. Ne prendiamo atto, sistemeremo tutto e rinvieremo la festa a data da destinarsi.”

Come riferisce Todesco, il Chiosco Terrabona ha concesso in comodato d’uso gratuito all’ANPI il terreno per lo svolgimento della festa conviviale. L’intoppo col Comune di Solagna è sorto a seguito di una pratica SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per gli eventi temporanei, presentata lo scorso maggio e per la quale servono tuttavia alcune integrazioni. Il problema è che l’amministrazione solagnese ha comunicato alla società Terrabona la necessità di presentare ulteriori documenti solamente tre giorni fa ovvero lo scorso mercoledì 22 luglio. Troppo poco tempo per essere in regola entro la data di oggi.

Nella serata di ieri, gli organizzatori del convivio antifascista hanno chiamato a raccolta i “numerosi prenotati” per fare atto di presenza questa sera in riva al Brenta: “L’invito è ad incontrarsi comunque presso il Chiosco Terrabona a Solagna per bere qualcosa e ascoltare i musicisti. Pur senza la distribuzione della pastasciutta il messaggio resta chiaro.” Così un ulteriore messaggio, diffuso oggi sempre via social: “Troviamoci stasera. Non ci blocca il divieto comunale.” Nel corso delle ore, però, i promotori dell’evento hanno tirato i remi in barca con un messaggio di rettifica: “Questa sera non è possibile ritrovarsi neanche per un brindisi o per ascoltare musica per il rischio di contravvenire comunque alla normativa vigente.” Fino allo stop definitivo, diffuso questo pomeriggio: “Stasera presso il Chiosco Terrabona purtroppo non potrà tenersi alcuna iniziativa.” Con un appello che ricorda il triste periodo del Coronavirus: “Rimanete pertanto nelle vostre abitazioni.”

“Il Comune di Solagna non ha fatto nessun divieto – precisa e controbatte Paolo Todesco –. Ha solo richiesto di adeguarci alle normative sui requisiti richiesti in queste occasioni, cosa che abbiamo saputo solo adesso. Non abbiamo avuto il tempo di incaricare un professionista per seguire la pratica, regolarizzeremo tutto la settimana prossima.”

Quella del Comune di Solagna, dunque, è stata solamente una sospensione di natura tecnica. Ma vallo a spiegare ai sostenitori dell’evento conviviale antifascista che sempre sui social e anche sulle chat WhatsApp hanno scatenato la bagarre. Tra le voci di corridoio che si stanno diffondendo incontrollate da un telefonino all’altro, c’è anche la diceria di “un intervento contrario della Donazzan” che sarebbe stato all’origine del dietrofront dell’amministrazione solagnese. I toni sono avvelenati e c’è qualcuno che è arrivato persino a scrivere su Facebook “Comune di Solagna fascista”.

È sempre la solita storia: in tema di fascismo e di antifascismo, non se ne esce. E così la questione della “pastasciutta antifascista” che avrebbe dovuto svolgersi stasera in riva al Brenta, annullata e rinviata per meri motivi burocratici, si è trasformata in uno Spaghetti Western. Spari di qua e spari di là. Perché nel tritatutto dei social, anche i detrattori dell’evento dei “comunisti” non si stanno risparmiando in attacchi e in invettive.

E sempre a proposito di Spaghetti Western. Riguardo a un argomento da infinite polemiche e da eterni nervi scoperti Made in Italy come quello dell’antifascismo e della Resistenza, inguaribile pomo della discordia tra la destra e la sinistra, la domanda sorge spontanea: chi è il Buono, chi è il Brutto e chi è il Cattivo?

Io la mia risposta ce l’ho, ma – dopo 83 anni da quel 25 luglio 1943 – non ce l’ha ancora il nostro beneamato Paese.

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.