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God Save Canova

Trasferta a Londra dei Fab Four – sindaco Nicola Finco, assessore Giada Pontarollo, presidente di commissione Chiara Tessarollo e direttrice dei Musei Civici Barbara Guidi – per presentare il restauro del Cavallo Colossale di Antonio Canova. Finco verso l’infinito e oltre: “Bassano oggi sempre più un punto di riferimento culturale non solamente per l’Italia ma anche per il mondo intero”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Giu 9, 2026

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Foto di gruppo di autorità e relatori dell’incontro all’Istituto Italiano di Cultura di Londra

London Calling, cantavano e suonavano gli inimitabili The Clash. Il sindaco di Bassano del Grappa Nicola Finco è stato ospite oggi a Londra dell’Istituto Italiano di Cultura, in occasione di un evento promosso da Venice in Peril Fund e dedicato al restauro del Cavallo Colossale di Antonio Canova, importante progetto reso possibile grazie alla collaborazione tra il Comune di Bassano del Grappa, Venice in Peril Fund e Banca Intesa. Per l’occasione, l’amministrazione comunale si è fatta in quattro: oltre al primo cittadino hanno infatti partecipato alla trasferta britannica anche l’assessore alla Cultura Giada Pontarollo, la presidente della commissione consiliare Cultura Chiara Tessarollo e la direttrice dei Musei Civici e dirigente dell’Area Cultura del Comune Barbara Guidi. Davvero un bel quartetto in terra londinese, ma i Fab Four erano un’altra cosa.

“L’iniziativa – afferma un comunicato stampa del Comune di Bassano trasmesso in redazione – ha rappresentato un’importante occasione per promuovere Bassano del Grappa nella capitale britannica, valorizzandone il patrimonio artistico e culturale, oltre che per consolidare i rapporti con le istituzioni italiane presenti nel Regno Unito e rafforzare il dialogo internazionale attorno alla figura e all’eredità di Antonio Canova.”

Nel corso dell’incontro, la direttrice dei Musei Civici Barbara Guidi ha dialogato con Christopher Baker, direttore di The Burlington Magazine, illustrando il complesso percorso di restauro del Cavallo Colossale, una delle opere più significative legate al patrimonio canoviano della città.

“Il restauro, sostenuto con grande sensibilità e attenzione da Venice in Peril Fund e Banca Intesa – prosegue la nota stampa –, testimonia il valore della collaborazione tra istituzioni pubbliche, realtà culturali e partner privati nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio artistico italiano.”

“È un grande orgoglio per Bassano, ma questo ci permette anche di aggiungere un altro importante tassello alla candidatura a Capitale Italiana della Cultura”, dichiara il sindaco Nicholas Finch, pardon Nicola Finco. “Perché le relazioni internazionali e i rapporti con le Fondazioni estere – aggiunge il primo cittadino – ci permettono di portare Bassano in un contesto internazionale ma anche di far capire che Bassano oggi è sempre più un punto di riferimento culturale non solamente per l’Italia ma anche per il mondo intero.” Per la serie: verso l’infinito e oltre. La nostra città riferimento culturale per il mondo intero? Accidenti: in Patagonia, in Sudafrica, in Tasmania e in Nuova Zelanda stanno già prendendo d’assalto le agenzie di viaggio per prenotare un soggiorno culturale a Bassano del Grappa.

“Abbiamo presentato a Londra il restauro del Cavallo Colossale grazie a Venice in Peril, sponsor del restauro e al Burlington Magazine, una delle più importanti riviste di arte e di restauro a livello internazionale, con il cui direttore Christopher Baker abbiamo avuto oggi un dialogo che ha raccontato la storia dell’opera del nostro Museo e di questo straordinario recupero per la restituzione di uno dei capolavori di Antonio Canova alla collettività”, afferma invece la direttrice dei Musei Civici Barbara Drive, pardon Barbara Guidi. 

“Il Cavallo Colossale – conclude il comunicato stampa – tornerà ai Musei Civici di Bassano del Grappa entro la fine del 2026, restituendo alla comunità e ai visitatori un’opera di straordinario valore storico e culturale.” Siamo tutti eccitati: God Save Canova.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.