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Mar mosso

Atto d’obbligo della proprietà Namira per il Piano Mar. Interviene Riccardo Poletto: “Sull’intervento nell’area ci sono alcune cose da chiarire. Procedura portata avanti senza alcun confronto preliminare in Commissione Urbanistica. Noi consiglieri di minoranza informati dai mass media”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Set 16, 2026

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Uno scorcio dell’attuale area “Ex Piano Mar” (foto di Alessandro Tich)

Prendete nota: c’è una nuova usanza nella comunicazione politica di Bassano del Grappa. È la comunicazione congiunta (ma senza Giunta) dei quattro capigruppo di maggioranza extra Fratelli d’Italia, più il vannacciano Pietrosante, sulle cose della cosa pubblica bassanese. Lo avevano già fatto sostenendo il sindaco Finco dopo l’attacco di Ferragosto della Donazzan e si sono poi ripetuti col comunicato stampa del secolo nel quale annunciavano la loro sfiducia al capogruppo di Fratelli d’Italia Stefano Giunta, da loro “non più considerato parte del perimetro politico della maggioranza che sostiene il sindaco Nicola Finco”.

Adesso Chiara Tessarollo, Arianna Lunardon, Giulia Bindella, Luca Faccio e Gianluca Pietrosante esultano congiuntamente, sempre tramite un comunicato stampa trasmesso ieri alle redazioni, sugli ultimi sviluppi dell’annosa questione del Piano Mar dopo l’annuncio del sindaco della presa d’atto da parte della giunta comunale dell’atto unilaterale d’obbligo della proprietà privata Namira S.G.R.p.A., con impegni e garanzie per quasi 5,8 milioni di euro. Titolo del comunicato: “Un passo concreto verso la Bassano del futuro”.

In realtà i cinque firmatari di maggioranza hanno rivelato un’informazione che nemmeno il sindaco aveva dato alla stampa: e cioè che la giunta comunale non solo “ha preso atto dell’atto” di Namira, ma lo ha addirittura firmato. 

“Quello che ha firmato la giunta comunale nei giorni scorsi ha un significato importantissimo per la Bassano di domani e per la visione di città che da sempre questa maggioranza ha manifestato di avere – hanno dichiarato nella nota congiunta Tessarollo & Friends –. Ci avviamo a sciogliere il bandolo della matassa di uno dei più annosi temi irrisolti della nostra città. Con responsabilità mettendo definitivamente fine al contenzioso con il privato si è trovato un accordo che giova al nostro contesto urbano, che consentirà di valorizzare e risolvere i principali problemi di traffico di una zona molto delicata della nostra città.” Per la serie: Fink Fink Urrà!

Tuttavia, la procedura che riguarda un argomento così strategico per gli assetti della città è stata portata avanti senza alcun confronto preliminare in Commissione Urbanistica, né tanto meno con la minoranza consiliare, costituendo “un “cambio di passo” negativo in riferimento al rispetto istituzionale e alla prassi fin qui seguita dalle precedenti amministrazioni”.

È quanto afferma – tra le numerose altre cose – il consigliere di minoranza Riccardo Poletto in un comunicato stampa trasmesso questo pomeriggio in redazione, che pubblichiamo di seguito. Breve nota a margine sul linguaggio polettiano: “dal pdv” = “dal punto di vista”.

COMUNICATO

Gentile redazione,

stiamo assistendo in questi giorni ad una serie di novità legate agli sviluppi dell’Accordo 5 alias PPE4 Parolini alias “Ex Piano Mar” alias ecc.

La parte privata ossia la società Namira ha presentato un atto d’obbligo che intenderebbe superare la situazione venutasi a creare dopo le due sentenze del TAR del Veneto che l’hanno vista soccombere e che la vedono tuttora inadempiente sia dal pdv dell’attuazione del Piano approvato a suo tempo e della relativa Convenzione, sia dal pdv della produzione delle polizze fideiussorie a favore del Comune per complessivi € 4.034.761,00.

Alcuni contenuti di questo atto d’obbligo unilaterale sono stati oggetto di un comunicato stampa del Sindaco che parla di un “cambio di passo”.

Premesso che se ci sarà una soluzione favorevole alla città di questa decennale “partita” sarò tra i primi a gioire, da cittadino e da amministratore, e che tra i molti dubbi che sorgono preferisco in ogni caso pensare positivo fino a prova contraria, mi sento in obbligo di esprimere alcune considerazioni.

La prima consiste nel fatto che i consiglieri comunali non ne sapevano e non ne sanno nulla, se non dai mass media.

Nessuna spiegazione in Commissione Urbanistica (ho chiesto oggi una convocazione urgente al Presidente Valentino Piccolotto), o in riunioni dei capigruppo o in altri incontri, né pubblici né riservati, tranne, immagino, che per i consiglieri di maggioranza.

Con una battuta potrei dire che il Sindaco e l’assessore Zonta se ne saranno dimenticati perché impegnati a fare la conta dei capigruppo o a misurare i perimetri variabili della maggioranza…

Sta di fatto che questa prassi genera tra i consiglieri di minoranza un forte imbarazzo e costituisce senz’altro un “cambio di passo” negativo in riferimento al rispetto istituzionale e alla prassi fin qui seguita dalle precedenti amministrazioni.

Io ho fatto alcune settimane fa una richiesta di accesso agli atti, in base alla risposta ad una delle nostre numerose interrogazioni sull’argomento, e lunedì scorso (stesso giorno del comunicato stampa del Sindaco) ho ricevuto gli ultimi documenti (non ancora tutti), li sto studiando e ci sono a mio avviso alcune cose da chiarire.

Innanzitutto relativamente alla competenza delle decisioni sulla variante: dai proponenti viene interpretata come poco più di un’operazione di maquillage e di conseguenza sarebbe di sola competenza della Giunta comunale, ma per certi versi appare come una modifica del Piano e in questo caso dovrebbe essere approvata dal Consiglio Comunale.

Vanno poi fatti molto bene i conti delle somme dovute (monetizzazioni di opere di urbanizzazione, costo di costruzione ecc.), confrontate con quelle del Piano vigente e della Convenzione cogente, attualizzate ecc… Sappiamo che è stato incaricato un professionista, ma non abbiamo visto ancora nessuna relazione. Speriamo che abbia tenuto conto anche dei danni che il comune ha patito nel tempo, a partire dalle somme destinate agli espropri immobilizzate per anni.

Dal punto di vista delle edificazioni previste, nella corposa porzione a sud (il comparto D) la variante parrebbe proporre di “spalmare” la stessa volumetria con altezze molto inferiori, il che vorrebbe dire molta più superficie occupata. Si rischierebbe in tal caso di assistere, dopo il passaggio dalla vertiginose Torri di Portoghesi alla via di mezzo delle “case alte”, ad una colata di cemento orizzontale che lascerebbe gran poco spazio libero a terra.

Nulla si sa poi di eventuali variazioni di destinazioni urbanistiche, si deduce quindi che rimarranno le attuali: in prevalenza residenziale e in minor misura commerciale/direzionale, verrebbero quindi meno le ipotesi di cambio in zone destinate a servizi sociosanitari.

Insomma ci sono molte questioni che è necessario vedere insieme, con tutto il Consiglio comunale e con tutta la città.

Se è vero come apprendiamo oggi dai capigruppo di maggioranza (tranne uno), per tramite degli dagli organi di stampa, che la Giunta avrebbe già “firmato” l’atto d’obbligo presentato dalla parte privata, è proprio il caso allora che la maggioranza al governo, pur in forte ritardo, questo confronto lo faccia quanto prima possibile.

Bassano del Grappa 16 settembre 2026

Riccardo Poletto

Lista civica “Bassano Passione Comune”

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.