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Suolo ed esclusivamente

L’azienda AGB, già co-proponente dell’insediamento produttivo a San Lazzaro, propone al SUAP di Marostica un nuovo intervento di localizzazione industriale su un’area agricola in località Torresin. Interviene Italia Nostra: “Preoccupati per il progetto, il Comune valuti con la massima prudenza la variante urbanistica richiesta”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Set 14, 2026

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Uno scorcio dell’area di progetto. Sullo sfondo, Palazzo Torresin e la Chiesetta di Sant’Anna

Rieccolo qua. Cambia il luogo e cambia il Comune di riferimento, ma il problema è sempre lo stesso. E cioè il “nodo” sempre duro da sciogliere dello sviluppo economico e produttivo del territorio contrapposto alla tutela del suolo e alla salvaguardia ambientale e paesaggistica del territorio medesimo.

Ritorna agli onori della cronaca l’azienda metalmeccanica AGB – Alban Giacomo S.p.A., con sede centrale a Romano d’Ezzelino, leader mondiale nel settore dei sistemi di ferramenta per infissi, serramenti, porte e finestre. Nel 2022 il suo nome era comparso nella brentana di articoli e servizi televisivi dedicati al progetto di realizzazione di un “hub produttivo” nell’area ad uso agricolo ex Campagnolo Commercio di via Riva Bianca in quartiere San Lazzaro a Bassano del Grappa, condiviso con le altre due aziende MEB e Brunello Salumi. Una telenovela che ha tenuto banco sui media locali per un anno abbondante, prima di risolversi con un nulla di fatto.

Adesso l’AGB, ancora alla ricerca di un sito in cui insediare un nuovo stabilimento, è tornata alla carica e ha individuato una nuova area in cui collocare l’insediamento produttivo. Si tratta di località Torresin, in Comune di Marostica. A tale riguardo, la Alban Giacomo S.p.A. ha proposto al Comune il progetto di nuova localizzazione industriale, attualmente oggetto di procedimento SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive).

Sull’intervento di riconversione urbanistica a scopo produttivo, che comporta trasformazione di suolo agricolo, viene espressa “preoccupazione” dalla Sezione di Bassano del Grappa di Italia Nostra. In un comunicato stampa trasmesso in redazione, l’Associazione impegnata nella tutela del patrimonio storico, artistico e naturale sottolinea innanzitutto che “dai documenti ufficiali della Conferenza dei Servizi del 9 luglio 2026, emerge che il progetto richiede la trasformazione di una porzione significativa di area agricola (ZTO E2b) e di area agro-industriale (ZTO D4) in zona produttiva.” La stessa Conferenza, come attestato dal verbale, ha rilevato che “il progetto risulta in contrasto con le previsioni dello strumento urbanistico vigente” e che la variante urbanistica è necessaria per consentire l’insediamento di un sito metalmeccanico di grandi dimensioni.

Italia Nostra focalizza quindi l’attenzione sulla vicinanza dell’area di progetto a edifici di pregio storico e paesaggistico. “L’area interessata – rimarca l’Associazione – si colloca in prossimità di Palazzo Torresin e della Chiesetta di Sant’Anna, beni riconosciuti dalla comunità locale come elementi identitari del paesaggio marosticano, pur non essendo formalmente vincolati dalla Soprintendenza.” Si ricorda inoltre che la Commissione Locale per il Paesaggio, riunitasi lo scorso 25 giugno, ha evidenziato nel proprio parere sospensivo “l’opportunità di approfondire maggiormente il rapporto tra l’edificio e il paesaggio circostante” e “la necessità di un progetto di paesaggio più articolato, comprensivo anche dell’area a verde privato”.

“Italia Nostra – afferma il comunicato – ritiene che la vicinanza a questi beni meriti una valutazione attenta, anche mediante segnalazione alla Soprintendenza, affinché sia verificata la compatibilità dell’intervento con i valori storici e paesaggistici del luogo.”

Nella nota, vengono quindi poste in rilievo le “criticità tecniche e ambientali evidenziate dagli enti pubblici” in sede di Conferenza dei Servizi, con l’attestazione di numerosi pareri sospensivi e con richieste di integrazioni rilevanti.

Vi.Abilità S.r.l. ha segnalato che l’accesso previsto sulla S.P. 248 è “non conforme” alle norme statali e che il livello di servizio della strada è già classificato come “E – flusso instabile”, con manovre “quasi impossibili”. L’Area Lavori Pubblici del Comune ha rilevato “criticità idrauliche” e ha inoltre prescritto “verifiche sulla vulnerabilità sismica, sulla congruità dei prezzi e sulla gestione futura della comunità energetica”. Mentre la già citata Commissione Paesaggio ha chiesto “una revisione profonda del progetto architettonico e delle mitigazioni ambientali. Infine, il Consorzio di Bonifica e l’Autorità di Bacino hanno richiesto “chiarimenti sulla gestione delle acque meteoriche e sulla compatibilità idraulica”.

“Questi elementi confermano che il progetto, nella sua forma attuale, non è ancora ritenuto idoneo dagli enti competenti”, commenta la sezione bassanese di Italia Nostra, il cui raggio d’azione di impegno civico non si limita a Bassano del Grappa ma si estende anche alle aree limitrofe del comprensorio pedemontano.

Due ulteriori punto critici rilevati dall’Associazione riguardano “la perplessità della popolazione” e “i precedenti tentativi di localizzazione”.

“Già nel precedente incontro pubblico organizzato dall’Amministrazione comunale – dichiara il comunicato –, i residenti della zona di Torresin avevano espresso forti perplessità, in particolare sulla regimentazione delle acque e sull’impatto volumetrico del nuovo magazzino.” “Va inoltre ricordato – prosegue il testo – che un analogo tentativo di insediamento della stessa azienda in Bassano del Grappa – San Lazzaro aveva generato una significativa mobilitazione popolare, sfociata nel rigetto dell’istanza da parte dell’Amministrazione Comunale.”

Si lamenta poi la “mancanza di un chiarimento politico”. “Ad oggi, non risulta espresso un orientamento definitivo da parte dell’Amministrazione comunale – rileva la nota –. La Conferenza dei Servizi ha infatti sospeso l’esame della pratica, assegnando alla Ditta 60 giorni per la presentazione delle integrazioni richieste: “Si sospende l’esame della richiesta in attesa della documentazione integrativa” (Verbale Conferenza dei Servizi, Determina n. 1).”

E si arriva infine a quello che viene considerato il “tema centrale”, vale a dire il consumo di suolo: “Italia Nostra ribadisce che la tutela del paesaggio e del territorio passa attraverso una rigorosa limitazione del consumo di suolo, soprattutto in aree agricole di pregio e in contesti paesaggistici caratterizzati da edifici storici e da un equilibrio ambientale delicato.”

In definitiva, Italia Nostra – Sezione di Bassano del Grappa ritiene necessario “che il Comune di Marostica valuti con la massima prudenza la variante urbanistica richiesta” e “che la Soprintendenza sia formalmente informata dell’intervento, pur in assenza di vincolo, per una valutazione di compatibilità paesaggistica”. E ancora, “che siano garantiti processi decisionali trasparenti e partecipati, nel rispetto delle osservazioni della popolazione” e “che si consideri prioritariamente la tutela del paesaggio, del suolo agricolo e dei beni identitari del territorio”.

“Italia Nostra – conclude il comunicato – seguirà con attenzione l’evoluzione del procedimento, nel solo interesse della tutela del patrimonio storico, ambientale e paesaggistico del Bassanese e della Pedemontana Vicentina.”

E allora: consumo di suolo o tutela del paesaggio? All’amministrazione Mozzo l’ardua sentenza. 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.