Pedalare in una zona in mezzo ai capannoni, tipica del Veneto che produce e con tutto il traffico che ne consegue, non è il massimo della goduria su due ruote. Ma qualcuno deve pur farlo, soprattutto se abita nei dintorni della SP 58 a Rosà, nel tratto in cui l’arteria prende il nome di via Manzoni, e per qualsiasi ragione deve percorrere quella strada in bicicletta. Meglio dunque se può farlo in sicurezza.
E così, l’amministrazione del sindaco Elena Mezzalira, con adeguata cerimonia di inaugurazione, ha aperto al pubblico il secondo tratto della pista ciclopedonale che corre a sud della strada provinciale 58. La quale, a opera conclusa con l’aggiunta del terzo e ultimo stralcio, collegherà Rosà a Cartigliano per una percorrenza totale di 1,6 km.
Si aggiunge in questo modo un altro strategico ed esteso segmento di ciclopedonale in un’arteria di unione tra Comuni e particolarmente trafficata, anche da mezzi pesanti, e per questo da sempre considerata pericolosa per ciclisti e pedoni.
Entro la fine del prossimo anno, a cantiere concluso, la ciclopista rosatese permetterà di mettere in sicurezza gli utenti fino alla rotatoria di Ponte Paoletti che rappresenta un’importante intersezione con un’altra strada provinciale, la Sp59, che attraversa le frazioni di Sant’Anna e Travettore in direzione nord-sud e si immette in SPV.
Il primo stralcio, terminato nel 2023, ha visto realizzati i primi 320 metri che dal confine di Cartigliano arrivano alla nuova rotatoria 4 Strade, mentre oggi si inaugura la fine del cantiere del secondo stralcio di 830 metri che dalla suddetta rotatoria giunge fino alla zona industriale, per concludersi con il prossimo terzo stralcio con gli ultimi 450 m fino alla rotatoria di Ponte Paoletti.
I lavori di realizzazione hanno dovuto tener conto della presenza di un consistente dislivello fra il piano stradale e quello di campagna che, da via dell’Amicizia all’inizio della zona industriale, ha richiesto la progettazione e la costruzione di un muretto di contenimento in cemento armato a margine della pista.
L’intera opera, a fine lavori, costerà circa 2 milioni di euro ripartiti in: 405 mila euro per il primo stralcio, 975 mila per il secondo e in previsione 580 mila per il terzo e ultimo stralcio; importo complessivo che comprende sia le spese di progettazione e realizzazione che il compenso per accordi bonari presi preventivamente tra l’amministrazione rosatese ed i confinanti interessati dall’attraversamento della ciclopista nella loro proprietà.
Importo a carico delle casse comunali, che tuttavia ha beneficiato di un contributo della Provincia di oltre 750 mila euro grazie ad un bando provinciale finalizzato alla messa in sicurezza delle strade provinciali e alla realizzazione di percorsi dedicati alla mobilità dolce.
“Sappiamo quanto Rosà sia attraversata da flussi di traffico importanti e per noi è primario mettere in sicurezza i pedoni e i ciclisti – dichiara il sindaco Elena Mezzalira –. È questo un intervento legato alla mobilità dolce che rientra nel BiciPlan riconosciuto a livello provinciale e che consente di collegare le piste ciclabili tra di loro ma anche tra Comuni contermini, acquisendo così una valenza per tutto il territorio. Inoltre, al termine dell’opera sarà protetto anche un attraversamento particolarmente critico, quello della rotatoria Ponte Paoletti, in una zona dove sono presenti, tra l’altro, diverse aziende e che si trova a cavallo tra due frazioni, Sant’Anna e Travettore.”
“Il prossimo step – anticipa la sindaca – sarà l’approvazione del terzo stralcio, in programma nelle prossime settimane, e poi l’apertura dell’ultimo cantiere per vedere terminata l’intera opera entro 12 mesi. Al termine sarà una ciclopista di collegamento sovracomunale rilevante, non solo in termini di lunghezza ma anche di sicurezza che faciliterà gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro.”
“Sulla mobilità dolce – conclude Elena Mezzalira – Rosà ha sempre creduto: è stato infatti uno tra i primi Comuni ad iniziare la costruzione di percorsi dedicati e oggi nel nostro territorio sono presenti ben 30 km di ciclopiste, infrastrutture indispensabili sia per l’incolumità che per la qualità di vita dei cittadini.”

