Bassano del GrappaEventiEvidenza
  • 6 min lettura

Ditelo con i fiori

“Les fleurs d’aujourd’hui”: magica serata in piazza Libertà con la sfilata di moda dell’Associazione Oncologica San Bassiano. Sulla passerella trenta pazienti oncologiche seguite dall’Associazione, con le creazioni realizzate dalle altre pazienti del laboratorio di sartoria solidale Punto X Punto.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Set 9, 2026

magzin magzin
Foto di Alessandro Tich

Naomi Campbell? Helena Christensen? Le sorelle Hadid? Scansatevi. Da oggi, nell’olimpo della storia delle top model, irrompe un nuovo nome: quello di Giada Pontarollo, assessore comunale alla Cultura e al Turismo, guest star sulla passerella di piazza Libertà della sfilata 2026 dell’Associazione Oncologica San Bassiano OdV, attiva dal 2004 a sostegno dei pazienti oncologici del nostro territorio e delle loro famiglie.

C’è anche lei infatti tra le modelle del défilé Les fleurs d’aujourd’hui (“I fiori di oggi”), presenza esterna ed istituzionale tra le pazienti oncologiche seguite dall’Associazione, protagoniste dell’evento nel ruolo di indossatrici per una sera.

È un miracolo della creatività e della solidarietà che si rinnova ogni anno e che dopo un po’ di tempo è tornato ad animare il centro storico di Bassano: una vera e propria sfilata di moda, ma unica nel suo genere. Oltre alle pazienti modelle, le stesse sorprendenti creazioni indossate sulla passerella sono il frutto del lavoro del laboratorio di sartoria solidale Punto X Punto, una delle tante attività offerte dalla San Bassiano. Nato nel 2019, il laboratorio accoglie le pazienti per insegnare loro l’ideazione e la realizzazione di abiti su misura, partendo da cartamodelli personalizzati e dall’uso di tessuti pregiati donati alla onlus bassanese.

Si tratta quindi di un evento dal forte impatto visivo ed emotivo che porta in passerella le pazienti vestite sapientemente da chi, come loro, ha condiviso o sta vivendo il percorso della malattia oncologica. Un anno di preparazione per quasi un’ora di sfilata in mezzo a due ali di pubblico plaudente.

Al défilé di piazza Libertà, promosso dall’Associazione Oncologica con il sostegno dell’amministrazione comunale di Bassano e il patrocinio della Regione del Veneto e dell’Ulss 7 Pedemontana, è presente infatti un pubblico da tutto esaurito. E mi riferisco solamente ai posti a sedere (con le sedie messe gentilmente a disposizione da Operaestate) e ad invito. Perché molte altre persone assistono in piedi alla variopinta kermesse, all’esterno dei tre lati dell’area della sfilata a cielo aperto, amplificando il battito degli applausi che accompagnano le uscite delle indossatrici, senza sosta.

Presentata dalla brava collega Barbara Todesco, la serata di moda en plein air (scusatemi, ma per Les fleurs d’aujourd’hui un po’ di francese ci sta alla grande) viene introdotta dai classici e inevitabili interventi delle autorità.

Apre le danze il sindaco Nicola Finco che benedice “la piazza delle grandi occasioni” e l’attività della San Bassiano. E, molto stranamente, non cita Bassano del Grappa candidata a Capitale della Cultura Italiana 2029. Seguono i discorsi in abbinata del direttore generale dell’Ulss 7 Giovanni Carretta e dell’inossidabile Manuela Lanzarin, già decennale assessore regionale alla Sanità e oggi presidente della commissione Sanità del consiglio regionale.

Quindi, sitting ovation (ma poi, alla fine della serata, il pubblico entusiasta si alzerà tutto in piedi) per la presidente dell’Associazione Oncologica San Bassiano Dina Faoro, che ringrazia tutte le persone che hanno collaborato all’organizzazione dell’evento e sottolinea che gli abiti per la sfilata del laboratorio di sartoria Punto x Punto sono stati realizzati assieme ai gruppi delle “Uncinette” e delle “Creative”. Altre donne che si mettono in gioco per dare una svolta positiva alla loro convivenza con la malattia.

Infine, riguardo allo spirito messo in campo dalle indossatrici protagoniste del défilé, la presidente afferma: “È il loro inno alla vita.” In quella che è in tutto e per tutto una manifestazione di rinascita, l’iniziativa di questa particolare passerella viene presentata come “un progetto terapeutico circolare di sorellanza e di cura”. E il tema dei fleurs non è stato scelto a caso, perché il messaggio che emerge da questa coloratissima esibizione di stile e portamento è quello della voglia di rifiorire. 

Terminati i discorsi di rito, parte finalmente la musica e la scena è tutta per loro: le trenta modelle per una sera, tra cui la top model della Maison de Campese (questo è invece un francesismo veneto) Giada Pontarollo in rappresentanza del Comune, che escono un gruppetto alla volta dalla chiesa di San Giovanni, salgono i gradini della passerella e la percorrono con eleganza nelle due direzioni.

Per chi siede tra le file del pubblico, gli applausi del pubblico medesimo si riverberano acusticamente in Effetto Doppler, e cioè in avvicinamento o in allontanamento a seconda del punto di passaggio dell’indossatrice di turno. Ma per le modelle è un applauso parallelo al loro incedere e pertanto continuo. Ed è un effetto che le mannequin per una sera gradiscono assai. Lo si capisce dalle espressioni dei loro volti, emozionati, fieri e felici. 

L’apoteosi viene raggiunta nella super classica ma sempre spettacolare scena finale della sfilata, con tutte le modelle ferme in fila sulla passerella per godere dell’ovazione conclusiva dei tanti spettatori presenti, con tutti i telefonini scatenati a immortalare il momento. Poi i trenta “fiori di oggi” salutano e se ne vanno ma il pubblico, forse in attesa di un bis, rimane seduto.

E il bis, puntuale, arriva poco dopo. Nuova fila in passerella delle indossatrici e nuovi applausi a scena aperta della gente. Ma questa volta il gruppo si infoltisce: salgono infatti sotto i riflettori anche le donne dell’Associazione Oncologica e del laboratorio Punto X Punto assieme alle altre collaboratrici che hanno reso concreta questa magia e che girano attorno alle loro amiche modelle. 

Fuor di retorica, anche questa sfilata dell’Oncologica San Bassiano, come tutte le precedenti, ha dimostrato che la malattia non è un ostacolo alla femminilità e anzi può diventare un momento di profonda resilienza e rinascita biografica. È l’energia che scaturisce da una forte voglia di “rifiorire”, per l’appunto, e che si evidenzia al termine di un vero e proprio percorso terapeutico parallelo rappresentato dalla creatività, restituendo centralità all’identità e alla bellezza della persona.

Un approccio “circolare”, come sottolinea la presidente Dina Faoro, dove “chi ha ottenuto sostegno può restituirlo ad altri che chiedono aiuto, realizzando abiti su misura per pazienti che necessitano di essere sostenute all’interno del loro percorso di cura.”

Non servono altre parole per spiegare questa iniziativa così fuori dagli schemi e allo stesso momento così dentro il cuore delle persone. E anzi le parole non riescono pienamente ad esprimere quello che, assistendo a un défilé di questo genere, si percepisce con gli occhi. E allora? E allora ditelo con i fiori.

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.