È calato il sipario sulla sede associata della Pedemontana del Grappa dell’Istituto Alberghiero Maffioli di Villa Fietta, a Fietta di Paderno del Grappa.
La vera e propria “Maffiolinovela” risale a due anni fa, quando la Provincia di Treviso aveva già deciso di chiudere la sede associata dell’I.P.S.S.E.O.A. (Istituto Professionale di Stato per i Servizi di Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera) “Giuseppe Maffioli”, punto di riferimento formativo dell’area pedemontana, frequentato anche da studenti del Bassanese.
Ne conseguì una mobilitazione generale degli attori del territorio, con le famiglie degli studenti in prima linea, rappresentate dal “Gruppo spontaneo per il mantenimento dell’Istituto Alberghiero di Pieve del Grappa”, e con una raccolta di oltre 3.600 firme a supporto della sede di Villa Fietta. Ad opporsi alla chiusura del presidio scolastico furono anche i rappresentanti delle istituzioni della zona: Unione Montana del Grappa, IPA Terre di Asolo e Monte Grappa, 13 sindaci del Bassanese, consiglieri regionali e consiglieri provinciali.
Alla fine, a fronte dello spiegamento di forze a sostegno della scuola e con il decisivo intervento dell’assessore regionale all’Istruzione Valeria Mantovan, nel gennaio dell’anno scorso si era trovata una soluzione, per quanto provvisoria. Il “Maffioli” di Villa Fietta avrebbe continuato la propria attività anche nell’anno scolastico 2025-26, ma limitatamente alle classi iscritte dal secondo al quinto anno. Una soluzione che tuttavia, pur salvando capra e cavoli nella situazione contingente, lasciava aperta la questione del futuro della sede associata dell’istituto, una volta concluso l’anno di vita “supplementare” che le era stato concesso.
E adesso? Adesso il nuovo anno scolastico 2026/27 è alle porte. Sul sito internet dell’I.P.S.S.E.O.A. Maffioli, alla pagina “I luoghi”, la sede associata di Pieve del Grappa non c’è. Le indicazioni riguardano la sede centrale dell’Istituto di Villa Dolfin a Castelfranco Veneto, la sede coordinata di Montebelluna e la sede succursale di San Giacomo, ancora in territorio di Castelfranco Veneto. E il perché è presto detto.
La sede scolastica di Fietta di Paderno, infatti, è stata soppressa. La Provincia di Treviso, quando il presidente era ancora Stefano Marcon, non ha rinnovato il contratto d’affitto con gli Istituti Filippin, proprietari dello storico edificio. Le classi terze, quarte e quinte – ovvero le “reduci” dell’ultimo anno di vita della sede pedemontana – sono state quindi trasferite d’ufficio nelle sedi di Castelfranco e Montebelluna, su disposizione della dirigente scolastica Simona Caciotti.
Questo è il de facto e cioè la situazione attuale. Attorno alla quale continua tuttavia ad aleggiare la principale questione di fondo. Ovvero se si tratti di una obbligata fase di passaggio che lascia comunque aperto uno spiraglio sul possibile ritorno in futuro della scuola nel territorio della Pedemontana del Grappa, zona marginale del Trevigiano di cui la sede staccata dell’Istituto è sempre stata il fiore all’occhiello, oppure se su questa prospettiva sia stata messa definitivamente una pietra tombale.
Va ricordato che nell’agosto dell’anno scorso il sindaco di Possagno Valerio Favero aveva proposto il trasferimento in blocco del Maffioli di Pieve, ormai in odore di chiusura, in una sede alternativa e adeguata del suo Comune: un immobile di proprietà comunale, di recentissima ristrutturazione e adiacente alle scuole Cavanis, con uno spazio sufficiente per ricavare 10 aule in cui accogliere gli studenti dell’Alberghiero a partire da settembre 2026. Quello stabile ospitava la scuola media di Cavaso e Possagno: ma poiché dal prossimo anno scolastico 2026/27 la scuola media ritornerà a Cavaso, quella sede si sarebbe liberata, pronta all’uso.
Sempre il sindaco Favero aveva riferito che la sua amministrazione era disponibile a mettere a disposizione a costi contenuti quegli spazi “ai quali, dopo un sopralluogo tecnico con i dirigenti della Provincia, la Regione ha dato parere favorevole”. La soluzione per il mantenimento del Maffioli nel territorio della fascia pedemontana era quindi già definita, praticamente chiavi in mano. Ma da allora la Provincia non si è mossa e non se ne è fatto più nulla. Niente Possagno. La prima campanella dell’Alberghiero suonerà tra poche settimane e gli studenti reduci da Villa Fietta la sentiranno a Castelfranco oppure a Montebelluna.
Per questo motivo, in questi giorni sta nuovamente montando la preoccupazione delle famiglie, nel timore che il trasferimento coatto a nuova sede dei loro figli altro non sia che il primo passo della cancellazione definitiva del polo formativo dal territorio della Pedemontana trevigiana, di cui ha sempre costituito un presidio scolastico fondamentale.
Della questione si sta nuovamente interessando la politica: un comunicato stampa trasmesso in redazione dai consiglieri regionali del Pd Chiara Luisetto e Paolo Galeano afferma che “l’Istituto Alberghiero della Pedemontana non può essere smantellato nel silenzio delle istituzioni” e invita Regione e Provincia a “fare chiarezza sul futuro della scuola”. Me ne occuperò nel mio prossimo articolo.
È di nuovo mobilitazione, quindi, anche se non ancora ai livelli raggiunti due anni fa, per non perdere per sempre l’unico istituto superiore statale ai piedi del Grappa trevigiano. Ed è inevitabile che l’atmosfera sui destini locali del “Maffioli” – e le temperature di questi giorni non c’entrano – stia diventando sempre più calda. Il minimo che può capitare, in quella che al momento appare come la silenziosa eutanasia di una scuola.

