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“Giunti” a questo punto

Il “consiglio comunale della verità” di Bassano del Grappa. Finco: “Una maggioranza esiste, è solida e il gruppo di Fratelli d’Italia fa parte a pieno titolo del suo perimetro politico”. Ma attacca il capogruppo FdI Stefano Giunta: “Se qualcuno è abituato a fare il battitore libero, è libero di farlo, ma sicuramente non all’interno della mia maggioranza”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Set 22, 2026

magzin magzin
Fermo immagine da bassanodelgrappa.consiglicloud.it

Aaah… che meraviglia. Il “consiglio comunale della verità” di Bassano del Grappa, convocato alle ore 18.30 di lunedì 21 settembre nella sala consiliare di Via del Popcorn, inizia sotto i migliori auspici.

Gruppo Misto Mare

Dopo l’ouverture con l’ingresso sui banchi di maggioranza del neo consigliere comunale di Impegno per Bassano Massimo Gianesin, subentrato al dimissionario Paolo Bertuzzo, prende subito la parola “per motivo personale” la consigliera di minoranza del Gruppo Misto Paola Teosini. E lo fa per mettere i Teosini sulle “i” su una questione che riguarda il Gruppo Misto medesimo.

Il riferimento è ai comunicati stampa ultimamente diffusi dai “capigruppo delle forze di maggioranza che sostengono il sindaco Nicola Finco”, extra Fratelli d’Italia, tra i quali compare anche la firma del consigliere del Gruppo Misto Gianluca Pietrosante. Teosini afferma con fermezza che “Pietrosante non è il capogruppo del Gruppo Misto” perché semmai il capogruppo “è la sottoscritta”. Chiede quindi all’assemblea di “considerare gli interventi di Pietrosante, sia interni che esterni al consiglio comunale, come strettamente personali, e altrettanto i miei”.

Chiede quindi la parola e corre immediatamente ai ripari la capogruppo di Forza Italia Chiara Tessarollo: “Non ho qui il testo, ma sono abbastanza sicura che noi abbiamo indicato i capigruppo con i loro nomi e poi Pietrosante Gianluca, ma solo come Gruppo Misto”. Quindi non come capogruppo. Una circostanza confermata alla Teosini dal Pietrosante medesimo. Ma non è vero. La Tessarollo non ricorda bene e anche Pietrosante ha un vuoto di memoria.

Nel famoso comunicato stampa di “sconfessione” del capogruppo FdI Stefano Giunta “non più considerato parte del perimetro politico della maggioranza che sostiene il sindaco Nicola Finco”, i firmatari si sono infatti firmati testualmente così: “I Capigruppo delle forze di maggioranza che sostengono il Sindaco Nicola Finco. Arianna Lunardon – Lega, Chiara Tessarollo – Forza Italia, Giulia Bindella – Impegno per Bassano, Luca Faccio – Finco Sindaco, Pietrosante Gianluca – Gruppo Misto”. Ahi ahi ahi…

Una “auto-nomina” dell’esponente vannacciano che secondo la Teosini è indebita perché il capogruppo non è lui, bensì lei.

Et voilà, il Gruppo Misto Mare è servito.

The Fab Four  

Va notato che ai lavori consiliari partecipano regolarmente i Fab Four ovvero i quattro consiglieri di Fratelli d’Italia, di cui uno seduto sul suo scranno di presidente del consiglio comunale e gli altri tre ai loro posti sui banchi di maggioranza. Compreso Stefano Giunta, capogruppo e “Personaggio dell’Anno” (titolo conferito non da Time ma da Seven Magazine), nell’occhio del ciclone di tutto il bailamme politico comunale di questo periodo.

Giunta abbandonerà l’aula consiliare solamente in occasione della discussione e del voto sulla nota convenzione urbanistica per il rilascio del permesso a costruire del fabbricato privato alla Ss. Trinità, già bocciata dalla delibera del consiglio comunale dello scorso 28 aprile, impugnata dal privato, sospesa dal TAR e rimessa nuovamente ai voti per evitare una mazzata giudiziaria con la sentenza di merito del TAR medesimo. Il capogruppo FdI, allora presidente della VI Commissione Lavori Pubblici, aveva disertato anche la discussione del 28 aprile per non votare contro un intervento urbanistico presentato dall’assessore Andrea Zonta del suo stesso partito.

Per la cronaca, lo schema di convenzione col privato, già respinto, viene ora approvato con 16 voti della maggioranza e 1 astenuto (Teosini). Le minoranze di centrosinistra non partecipano al voto. Ciao TAR e scusa del disturbo.   

Buon sangue non mente

C’è anche un attimo in cui la scena del consiglio comunale si trasferisce, idealmente, al Centro Trasfusionale del San Bassiano. Accade quando il sindaco Nicola Finco risponde all’interpellanza delle minoranze, presentata da Roberto Campagnolo, sulla “compatibilità tra le linee programmatiche dell’Amministrazione e l’adesione del consigliere Pietrosante a Futuro Nazionale”.

“Non è compito di un sindaco fare l’esame del sangue ideologico alla propria maggioranza”, afferma Finco in modalità medico di laboratorio analisi della coalizione. Per il sindaco, quindi, l’esponente vannacciano può aderire tranquillamente al partito che vuole, nella misura in cui si dimostra fedele alla causa comunale. Per la serie: buon sangue non mente.

“Il consigliere comunale Gianluca Pietrosante, fino ad oggi, a differenza di qualcun altro, non mi ha mai causato problemi – dichiara il primo cittadino –. È sempre stato leale, ha sempre votato i provvedimenti di questa amministrazione. Per me ciò che conta è questo.”

Anche Finco, però, non ricorda bene perché lo scorso 28 aprile, per il già citato schema di convenzione col privato alla Ss. Trinità, Pietrosante aveva votato contro assieme alle minoranze. Pensate un po’ se lo avesse fatto Giunta. Ma che ce voi fa’, so’ ragazzi…

“Quello che chiedo a tutti i consiglieri comunali è di lasciare la politica nazionale – è un altro passaggio della risposta di Finco –. E il bisogno di visibilità di qualche esponente politico locale è fuori da quest’aula.” Poi il sindaco rimarca: “I valori della mia amministrazione sono scritti nel programma votato dai bassanesi.” “Lealtà e zero polemiche inutili sui media – è l’anatema finchiano –. Su questo giudico la mia maggioranza.”

Il tutto dichiarato alla presenza di quel “qualcun altro” che altri non è che il capogruppo di Fratelli d’Italia Stefano Giunta. Ma la parte più succosa, con cui concludo questo reportage, deve ancora arrivare.

Il Processo di Kafka

La vera “prova della verità politica” del consiglio comunale è l’altra interpellanza delle minoranze, presentata dal primo firmatario Paolo Retinò, che dopo tutti i casini successi nelle ultime settimane, con il capogruppo di Fratelli d’Italia messo nell’angolino dei cattivi e guardato a vista, chiede lumi a Finco su quale sia oggi il “perimetro politico della maggioranza” in rapporto al “progetto amministrativo della coalizione che sostiene il sindaco”.

“Comunico che una maggioranza esiste, è solida e non l’ho mai disconosciuta – risponde l’interpellato –. Il gruppo di Fratelli d’Italia fa parte a pieno titolo del perimetro politico della maggioranza. Condivido al 100% le dichiarazioni dei capigruppo di maggioranza che a seguito delle continue polemiche, inutili e dannose, da parte del consigliere Giunta, hanno ridefinito questo perimetro ritenendo lo stesso consigliere Giunta non più componente della maggioranza stessa.”

Il sindaco elenca quindi i “peccati”compiuti a suo modo di vedere da Stefano Giunta: il voto “contro la delibera sull’uscita della nostra Polizia Locale dall’Unione Montana” (in realtà, fatta eccezione per l’allora meloniano Pietrosante, avevano votato contro anche gli altri consiglieri di FdI, NdR), la richiesta pubblica “della testa dell’assessore alla Sicurezza, senza mai parlarmene”, l’astensione sugli equilibri di bilancio “a differenza di tutte le altre componenti della maggioranza che hanno votato compatte a favore”, il suo “rifiuto a convocare una commissione consiliare che presiedeva, bloccando il lavoro istituzionale”, le sue dimissioni da presidente della commissione stessa e in fase in votazione del nuovo presidente “il sostegno a un componente del Partito Democratico, a presidente di una commissione che solitamente spetta alla maggioranza”. “Il giorno dopo – aggiunge – è stato sbugiardato pubblicamente dal Circolo locale di Fratelli d’Italia che lo ha accusato di aver agito a titolo personale e non a nome del partito.”

“Questo è un consigliere che ha fatto tutto da solo, in totale autonomia dalla sua maggioranza – incalza Finco –. Ad una maggioranza chiedo rispetto, compattezza, serietà e zero polemiche inutili sui media. Queste sono le regole d’ingaggio. Se qualcuno è abituato a fare il battitore libero, è libero di farlo, ma sicuramente non all’interno della mia maggioranza.”

Trattandosi di un’interpellanza e non di un punto da votare, Giunta non può intervenire e non può quindi difendersi e replicare. Abbiamo pertanto assistito a una riedizione bassanese del Processo di Kafka.

Epilogo

In attesa della prossima mossa di Stefano Giunta, che non può continuare a sedere al suo posto in consiglio comunale in questo clima di ostracismo nei suoi confronti, confermato anche da un’acida battuta nei suoi riguardi del capogruppo di Finco Sindaco Luca Faccio per la sua assenza alla discussione e voto per la convenzione urbanistica alla Ss. Trinità, questa è dunque l’atmosfera che si respira attualmente a Palazzo.

Nicola Finco non ha teso la mano a Fratelli d’Italia. Ha chiesto invece al gruppo dei meloniani di fare la prima mossa: “Io non ho mai rotto gli accordi con nessuno. È ovvio che, giunti a questo punto, chiedo a Fratelli d’Italia di fare chiarezza. Perché devo capire se Fratelli d’Italia vuole continuare a sostenere il sindaco di Bassano del Grappa. Altrimenti saranno liberi di fare quello che meglio credono. Io comunque i numeri per andare avanti ce li ho lo stesso.”

Ed è con queste prospettive, tutte ancora da chiarire, che la maggioranza di centrodestra si appresta a percorrere i prossimi tre anni di mandato.

Da Via del Popcorn per il momento è tutto, a voi la linea.

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.