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Russians

L’incredibile storia di Artem Pismennyi, fan russo di Sting, che dopo l’enorme delusione dell’anno scorso, grazie all’organizzazione DuePunti Eventi e all’Hotel Alla Corte è stato ospite del concerto della popstar britannica assieme alla moglie Anastasia. Giovedì il matrimonio a Venezia, ieri sera il “sogno” diventato realtà al Bassano Music Park.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Ago 1, 2026

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Artem Pismennyi con la moglie Anastasia (foto di Alessandro Tich)

Quando Sting ha fatto uscire Russians, uno dei suoi tanti grandi successi, Artem Pismennyi era ancora tra le nuvole. Artem, russo di Rostov sul Don, è nato infatti nel 1998. Russians è del 1985: composta da mister Gordon Sumner in periodo di guerra fredda, nell’era di Reagan e Gorbaciov, quattro anni prima della caduta del Muro di Berlino, la canzone elaborata da un tema musicale di Sergej Prokof’ev affronta i timori di un conflitto nucleare tra le due superpotenze. E oggi Russians, per quanto non compresa nella scaletta del concerto di ieri sera della popstar britannica al Bassano Music Park, funge da colonna sonora ideale all’incredibile storia che vi sto per raccontare. 

Sting è un artista che unisce le generazioni e il 28enne Artem, cresciuto con le sue canzoni, è un suo fan assoluto. Il 6 luglio dell’anno scorso il giovane russo ha provato però sulla sua pelle il significato della parola “sconforto”. Era arrivato a Bassano dopo due giorni di viaggio, dando fondo ai suoi risparmi, per il concerto del tour Sting 3.0 in Parco Ragazzi del’99. Aveva pernottato all’Hotel alla Corte ma poi, giunta l’ora fatidica dello show, il concerto era stato prima sospeso e poi annullato a seguito dell’immane acquazzone abbattutosi poco prima su Bassano. “Acquazzone” che, in questo caso, ha fatto rima con “disperazione”. Mettetevi nei panni di questo ragazzo proveniente dalla fine del mondo che all’ultimo momento ha visto dissolversi tutti i suoi sforzi per assistere a quello che per lui sarebbe stato “il concerto della vita”. 

Ma a volte il lieto fine non accade soltanto nelle fiabe. Ieri sera, venerdì 31 luglio 2026, il concerto di Sting al Bassano Music Park, di cui scriverò nel mio prossimo articolo, si è finalmente svolto ed anche alla grande. E Artem – dopo la botta epocale dell’anno scorso – se l’è potuto godere grazie all’organizzazione DuePunti Eventi, che gli ha offerto i due biglietti, e all’Hotel Alla corte che gli ha offerto il pernottamento.

Ho scritto “due biglietti” perché l’ospite da Rostov sul Don non era da solo, ma assieme alla moglie Anastasia, sposata il giorno prima del concerto e cioè giovedì 30. Il matrimonio ha avuto luogo a Venezia, ma senza chiese e senza sindaci: lui ha semplicemente dato a lei un anello, di sera, in una calle veneziana. “Nel nostro Paese si fa così”, mi spiega. Poi al loro rientro in patria dovranno regolarizzare l’unione all’ufficio di stato civile, ma intanto il lato più romantico di tutta questa storia è servito. 

Incontro Anastasia ed Artem (prima le signore, sempre) all’Hotel Alla Corte, nel Day After del concerto bassanese di Sting. Per fortuna Artem parla un po’ d’inglese, così possiamo capirci. Lui indossa la maglietta del tour Sting 3.0, comprata ieri in Parco e già destinata a diventare una reliquia. Alla reception dell’albergo fa bella mostra di sé un matrioska, dipinta a mano, con tutte le sue bamboline dalla più grande alla più piccola che accolgono gli ospiti dell’hotel: è il regalo portato dalla Russia dalla coppia di novelli sposi per il manager della Corte Roberto Astuni e per sua moglie Daria. I due protagonisti di questa vicenda da libro “Cuore” hanno portato dal loro Paese anche delle barrette di cioccolato ripieno: è la cioccolata “Rossiya” (“Russia”), con il marchio del prodotto scritto ovviamente in alfabeto cirillico. Mi viene chiesto di assaggiarla e ne degusto un quadratino: buona davvero. Spasibo.

“Non posso credere quello che è accaduto ieri – mi dice Artem riguardo al concerto di Sting –. Il concerto è stato fantastico, sono felice che il mio sogno si sia avverato.” Ma per capire veramente la sua felicità, bisogna un attimo ricostruire quello che è successo l’anno scorso, con degli accadimenti degni di un romanzo russo alla Dostoevskij.

“È stato un giorno molto brutto – racconta il giovane da Rostov sul Don –. Sono arrivato in Italia per il concerto, spendendo tutti i miei risparmi. La delusione per l’annullamento del concerto di Sting è stata veramente travolgente e anche dolorosa. Perché ero convinto che non avrei mai più potuto vederlo di nuovo. Anche il viaggio era stato molto impegnativo. Ho volato dalla Russia ad Istanbul, poi ancora un volo da Istanbul a Venezia e quindi sono arrivato a Bassano. Lo stesso viaggio di quest’anno: due giorni per arrivare a destinazione.”

Roberto Astuni fornisce ulteriori particolari su quel “terribile” 6 luglio 2025 per Artem Pismennyi. “Per me è stata una cosa veramente toccante vedere questo ragazzo, arrivato con questo grande entusiasmo, dopo aver dato fondo a tutti i suoi risparmi tra viaggio, hotel e costo del biglietto – racconta –. Quando ho avuto le prime avvisaglie che il concerto poteva non svolgersi, è cominciata la “prima fase” di irrequietezza. Poi quando gli abbiamo detto che ormai il concerto avrebbe potuto essere annullato, lui sotto la pioggia, grandine e vento è partito a piedi dall’Hotel Alla Corte ed è andato fino al Parco Ragazzi del ‘99. Mi aveva detto: “Io devo andare lì, questo è il sogno della mia vita e non potrò più farlo di nuovo perché non posso permettermelo”. Quando è tornato, piangeva a dirotto come un bambino.” “In un primo momento – continua Astuni – sembrava che il concerto venisse riprogrammato la settimana successiva. Gli ho detto che se lo rifacevano dopo qualche giorno lo avrei ospitato io, ma lui aveva già prenotato il volo di rientro.”

Ma ecco che qualche mese dopo, come per incanto, è successa la magia della Fata Astunina.

“Quando in primavera abbiamo appreso che Sting sarebbe ritornato a Bassano,  abbiamo subito ricontattato Artem – continua l’albergatore –. Ho sentito prima DuePunti Eventi e gli organizzatori sono stati disponibilissimi ad offrirgli il biglietto. Volevano anche offrirgli il volo, ma lui poi ha rifiutato perché per uscire dalla Russia deve dimostrare di aver pagato almeno il volo. Gli abbiamo scritto su WhatsApp e via mail: “guarda che se vuoi hai i biglietti offerti dalla DuePunti Eventi e anche l’hotel offerto da noi”.

“Per un mese e mezzo, Artem non ha mai risposto – prosegue il general manager dell’hotel –. Eravamo un po’ preoccupati perché poi abbiamo visto che la sua città di residenza è quasi ai confini con l’Ucraina, e abbiamo pensato anche il peggio. Invece fortunatamente a un certo punto ha risposto e da come lo ha scritto abbiamo capito la sua gioia e felicità. Ci ha chiesto se poteva venire con la sua fidanzata e ovviamente gli abbiamo detto di sì. E quando è arrivato in hotel abbiamo appreso che si era appena sposato con lei.”

“Roberto è un grande uomo, con un grande cuore – si illumina Artem Pismennyi –. Ci ha accettato come se fossimo dei suoi cari. Non credevo ai miei occhi quando lo staff dell’hotel mi ha scritto che potevo tornare qui senza pagare. Ringrazio anche l’organizzazione per i biglietti, è stato tutto incredibile. Sono venuto qui con mia moglie e questa vacanza è stata ancora più bella grazie all’Hotel Alla Corte e alla Due Punti Eventi. Sarò loro grato per sempre.”

“Bassano è bellissima”, mi dice Artem a riguardo della città che lo ha ospitato e dove, tra le altre cose, è stato anche introdotto al rito dello spritz, primo passo obbligatorio della procedura per la nomina a “bassanese di adozione”. E assieme ad Anastasia lancia una promessa a Roberto Astuni: “Speriamo di tornare qui di nuovo l’anno prossimo. Ma questa volta non a gratis.”

Eccoli qua. Sono i giovani Russians di oggi, nell’anno del Signore 2026.

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.