Aaah, la saggezza popolare. Quella buona, quella sana, quella sincera. Quella che va oltre la “narrazione” consolidata delle cose.
La “narrazione” in questione è quella che riguarda la candidatura di Bassano del Grappa a Capitale Italiana della Cultura 2029. L’amministrazione bassanese ha giocato tutte le sue carte su questa ambiziosa scommessa e siamo nella fase di pieno rigoglio delle iniziative preparatorie alla grande corsa che nel marzo dell’anno prossimo sfocerà nella nomina della città vincitrice da parte del Ministero della Cultura.
In queste settimane si sta lavorando per l’elaborazione del dossier di candidatura ed è stato anche attivato un canale social dedicato, Bassano2029, nel quale l’utente viene invitato a partecipare al percorso di candidatura dal momento che il Comune di Bassano del Grappa “apre la raccolta delle proposte progettuali” che possano contribuire al raggiungimento dell’ambito traguardo. L’avviso è rivolto “a enti pubblici, università, istituzioni culturali, imprese, associazioni, fondazioni, scuole, enti del Terzo Settore, gruppi informali e a tutti i soggetti interessati a contribuire al percorso”. È sicuramente una stimolante “chiamata collettiva” alle armi ma bisogna fare presto: il termine per presentare la proposte è fissato alle ore 12 di mercoledì 22 luglio 2026. Il dossier di candidatura deve essere presentato al Ministero in settembre e non c’è tempo da perdere.
Tutti insieme appassionatamente, quindi, nella direzione condivisa della “mobilitazione territoriale” per la conquista del prestigioso titolo nazionale.
Poi succede, come mi capita spesso in centro a Bassano, di incontrare qualcuno per strada che mi riconosce e mi chiede un parere o dei ragguagli su qualche notizia del momento. E così, in piazzotto Montevecchio, un cittadino bassanese mi ferma e mi chiede a bruciapelo: “Come sta andando con la Capitale della Cultura?”. Io gli rispondo al volo: “Mah, le cose stanno andando avanti. Stanno preparando il dossier di candidatura, stanno facendo tavoli di qua e di là…Poi sceglieranno le dieci città finaliste e il Ministero farà le audizioni.”
Al che il mio interlocutore se ne esce con le seguenti parole:
“Basterebbe che il Ministero facesse al Comune di Bassano tre domande. “Avete un teatro?”. “No”. “Avete la Ztl in centro storico?”. “Sì, ma solo alla sera e nei fine settimana”. “Avete bagni pubblici in centro?”. “Sì, uno. Ma il martedì è chiuso”. E il Ministero: “Grazie e arrivederci”.”
Certo, il cittadino bassanese è stato un po’ drastico. Ma riguardo a una città che vedrebbe alquanto aumentato il flusso di turisti e visitatori se diventasse Capitale Italiana della Cultura, ha posto comunque tre questioni interessanti. Meditate gente, meditate.

