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Murales della favola

“Burning Walls”. A Solagna un enorme murales collettivo realizzato da 13 noti esponenti della Street Art del Nordest. Finanziato con fondi europei, il progetto ha coinvolto anche un gruppo di ragazzi in situazione di fragilità lavorativa.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Lug 6, 2026

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Foto Alessandro Tich

“Burning Walls”. Ovvero “bruciando i muri”. Il verbo “bruciare”, in questo caso, calza a pennello: perché l’enorme murales collettivo che ha preso forma a colpi di spray sabato 4 e domenica 5 luglio a Solagna è stato realizzato sotto la costante e canicolare irradiazione di un sole cocente. Eroismo allo stato puro.

Vi spiego innanzitutto dove ci troviamo. Il luogo interessato dall’intervento artistico è via Torre a Solagna, la strada dello svincolo di entrata sulla Statale Valsugana provenendo dal centro del paese e in direzione di Bassano. Siamo all’altezza dell’ultimo tratto in discesa verso sud del cavalcavia della Statale sotto il quale, fino all’altro ieri, insisteva un lungo muro grigio. Ed è su questo muro che 13 noti esponenti della Street Art del Veneto e non solo hanno rivoluzionato lo sfondo grigio trasformandolo in una festa di scritte e di disegni multicolori. Tema del murales: “Magia”. Un argomento che gli street artist hanno interpretato elaborando varie suggestioni grafiche ispirate alle saghe fantasy ma anche al mondo dei fumetti e dei cartoni animati: da Harry Potter a Il Signore degli Anelli e dal Topolino apprendista stregone di “Fantasia” ad Asterix.

Sono tutti artisti di comprovata esperienza nel settore e li elenchiamo di seguito con i loro tag, in ordine alfabetico: Cera, Colli36, Dan 17, Keibi, Koes, Morky, Ojey Sindo, Siner, Skah, Slog175, Smogone, Smoker e Sparta. Il tutto a cura di Camilla “Keibi” Baron e di Matteo “Smogone” Benacchio. E così, almeno due nomi reali celati dietro ai tag dei protagonisti li abbiamo scoperti.

È stata quindi una performance dal vivo di “writers” di chiara fama ovvero, come indicato nel manifesto dell’evento, un Hall of Fame live painting. E non stiamo parlando di un’azione estemporanea: “Burning Walls”, che ha avuto anche il sostegno istituzionale del Comune di Solagna, è un progetto finanziato da fondi europei erogati dalla Regione (iniziativa “Giovani Energie in Azione”) e destinati al progetto “RiGeneraZione: Occupabiità, Rilancio, Inclusione e Partecipazione per Giovani Infrangibili” dell’ente di formazione Equasoft di Vicenza.

L’aspetto speciale e distintivo della creazione del murales è stato infatti il coinvolgimento diretto di un gruppo di ragazzi in situazione di disagio lavorativo che nella giornata di sabato hanno contribuito alla realizzazione dell’opera collettiva. A confermarcelo è la co-curatrice del live painting Camilla “Keibi” Baron, artista solagnese, da noi avvicinata in via Torre a Solagna, sempre sotto un sole cocente, nel tardo pomeriggio di domenica 5 luglio.

“Questa è la giornata conclusiva di un progetto che si chiama “Burning Walls” e cioè, letteralmente, “bruciando i muri” che è un modo gergale per dire di riempirli di colori – mi spiega Camilla –. Il progetto è stato finanziato grazie a dei fondi europei della Regione Veneto dedicati ai giovani e realizzato in collaborazione con Equasoft, che è una agenzia di formazione promotrice del progetto “Giovani Infrangibili”, e con la preziosissima collaborazione del Comune di Solagna, che non è scontata.”

Ma come sono stati coinvolti in questo lavoro d’insieme i ragazzi del progetto “Giovani Infrangibili” di Equasoft? “Abbiamo prima fatto un corso dedicato ai ragazzi in situazione di fragilità lavorativa, quindi working poor o disoccupati o inoccupati – risponde “Keibi” –. Ragazzi dai 18 ai 30 anni che hanno seguito un corso teorico-pratico dove abbiamo spiegato le discipline dell’hip hop, la storia e la filosofia che sta dietro a questa cultura che ha cambiato la vita a milioni di ragazzi e ragazze in tutto il mondo da ormai 50 anni, perché l’hip hop nasce nei primi anni ‘70.” “Abbiamo poi spiegato le nozioni tecniche su come si costruisce un “pezzo”, ovvero quello che la gente comunemente chiama “graffito” – prosegue la nostra interlocutrice –. Abbiamo spiegato tra l’altro che “graffiti” è un termine dispregiativo, nato dalla stampa, quando in realtà il nome corretto di questa disciplina è “style writing” ovvero “scrittura con stile”. Gli abbiamo quindi insegnato le basi per modificare le lettere in modo da costruire appunto un “pezzo” e poi li abbiamo fatti andare sul muro qui a Solagna. Ed era bello che, nelle giornate conclusive del progetto ci fossero anche artisti veri, al lavoro con loro.”

E così, sabato 4 luglio, il gruppo di ragazzi del progetto Equasoft (otto in tutto, provenienti da varie parti del Veneto) hanno realizzato con un lavoro condiviso l’ultima parte del muro in direzione di Bassano. “Durante il corso – spiega ancora “Keibi” –  hanno avuto modo di progettare le loro lettere, le hanno unite insieme in un unico “pezzo”, sapevano qual era la palette dei colori, sapevano il tema che è “Magia” e hanno scritto appunto “Burning Walls”, che è il nome del progetto, ed è un lavoro collettivo dei ragazzi.”

“Abbiamo avuto l’onore di avere qua a Solagna artisti di grosso calibro, anche pionieri di questa disciplina, dal Veneto ma anche da Trento, tra cui artisti storici anche di Bassano come Koes e Cera – conclude Camilla Baron –. È stato bello per i ragazzi anche vedere gli artisti veri al lavoro ed è stato bello per noi regalare a Solagna un’opera a più mani che in questi due giorni è nata sotto gli occhi del pubblico.”

Murales della favola: anche noi qui a Solagna, Pink Floyd permettendo, abbiamo il nostro “The Wall”.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.