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Fine dello scempio

Il degrado in cui versa l’area “Ex albergo Continental” di viale Venezia ha i giorni contati. L’iter burocratico per l’approvazione del progetto di riqualificazione urbana è in dirittura d’arrivo. In autunno potrebbero iniziare i primi lavori di bonifica.

Michela Cola Michela Cola
  • Mag 29, 2026

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Render del progetto “Ex albergo Continental”

È stato teatro di incendi, rifugio di sbandati e senza tetto, un posto degradato dove spesso le forze dell’ordine hanno dovuto intervenire. Sono stati decenni di totale abbandono che hanno visto crescere la vegetazione in modo selvaggio e deperire gli immobili fino ad assistere al loro parziale crollo.  Un biglietto da visita che in questi anni non ha fatto onore alla città di Bassano e ha infastidito non pochi cittadini e visitatori. 

È facile intuire che si tratta del civico 91 di viale Venezia, angolo con via Monte Asolone e via Piave, dove negli anni ’50 il prestigioso hotel Continental era considerato un elegante edificio liberty simbolo di Bassano. E non da meno era viale Venezia, l’importante accesso orientale alla città, che nella prima metà del secolo scorso era incorniciato da raffinate ville e palazzine, sempre in stile liberty, con giardini ben curati; una vera e propria prosecuzione del centro storico.

Oggi, a oltre quarant’anni dalla chiusura dell’attività alberghiera, l’hotel Continental è un edificio fatiscente che, se pur retaggio di un passato glorioso, rappresenta un’area dismessa verso la quale nessuna delle passate amministrazioni comunali è rimasta indifferente. Soltanto nel 2023, tuttavia, con il governo Pavan si è giunti ad un accordo pubblico-privato stipulato dopo che una delibera di Giunta lo aveva motivato come un intervento di edilizia privata “di rilevante interesse pubblico”. 

Nel progetto l’amministrazione aveva rilevato un contributo positivo all’assetto urbano determinato non solo dalla riqualificazione di un sito degradato, ma anche dalla necessità di valorizzare un’importante architettura del ‘900 tutelata dal Piano Territoriale di Coordinamento Regionale e dal Documento per la Valorizzazione del Paesaggio Veneto.

Ciò ha dato avvio ad un significativo iter di rigenerazione urbana che è passato attraverso un’apposita variante al Piano degli Interventi, diretta al “contenimento per il consumo del suolo”, all’indispensabile benestare di alcuni enti esterni e non ultimo all’approvazione politica.

Iter che, qualche giorno fa, ha visto approdare il progetto, riguardante un’area di quasi 4 mila metri quadri nota come “Ex albergo Continental”, alla Commissione Consigliare Urbanistica che, a sua volta, lo ha rimesso all’ultimo passaggio in Consiglio comunale, in calendario l’11 giugno prossimo e considerato oramai una formalità, il quale dovrà darne l’ok definitivo. 

L’assessore all’Edilizia privata, Andrea Zonta, afferma che “per settembre dovrebbe essere rilasciato il Permesso di Costruzione alla società proprietaria, la Continental srl, che sarà il nullaosta definitivo all’apertura del cantiere” e di lì a non molto si dovrebbero finalmente vedere le ruspe al lavoro.  

Cosa ne nascerà? L’accordo recepito dalla variante prevede un intervento unitario per tutta l’area

e, proprio come indicato nel PAT, la destinazione d’uso alberghiera del Continental è stata abbandonata per lasciare spazio all’uso direzionale nei primi due piani (terra e primo) e residenziale negli altri due. Nel recupero esterno del fabbricato, tuttavia, nulla cambierà in quanto, essendo “tutelato”, saranno mantenuti aspetto, altezza, sagoma, volume e superficie.

Nelle adiacenze della struttura principale, nella zona a nord-ovest, oggi insistono dei fabbricati, originariamente adibiti ad uso rurale e poi annessi all’albergo, che verranno completamente demoliti. In quello spazio sorgerà una palazzina alla quale ne sarà affiancata una seconda nella parte a sud-ovest che è oggi costituita da un terreno libero dove in passato insisteva un distributore carburanti. 

Le due costruzioni, ad uso esclusivamente residenziale, saranno arretrate rispetto alle strade laterali, via Piave e viale Venezia, formate da quattro piani fuori terra, altezza massima 12,5 metri, avranno due appartamenti per livello e all’ultimo piano ci sarà un solo attico che disporrà di ampie terrazze.

In totale saranno realizzate 14 unità abitative signorili, 7 per ciascun edificio pari ad una superficie utile complessiva di 1.400 mq, più 2 nell’ex albergo.

L’accesso carraio principale per entrare nel piano interrato dove saranno ubicate le autorimesse private abbinate alle varie unità, è previsto da via Piave nell’angolo nord-ovest. Mentre sul lato sud-est del lotto, di fronte all’albergo, saranno realizzati un ampio giardino pubblico, oltre 500 mq, una strada a doppia corsia per la viabilità di manovra interna, con accesso ed uscita su viale Venezia, e 18 posti auto a parcheggio pubblico per ulteriori 500 mq.

Particolare cura sarà riservata al verde con la conservazione delle principali alberature e negli stalli saranno usati materiali drenanti tipo green-parking.

Il progetto è risultato all’amministrazione “di rilevante interesse pubblico” per tre motivi: la riqualificazione dell’area in stato di abbandono da decenni, attuando l’obiettivo di scelta strategia del PAT di “ricucitura del fronte urbano” lungo l’asse est di accesso al centro città ritenuta ancor oggi di grande importanza viaria, residenziale e commerciale; il recupero e la valorizzazione di un edificio storico classificato dal PTRC come “Architettura del 900”, e la realizzazione di un’area a spazi pubblici di oltre 1.000 mq. di cui metà destinati a parcheggio e l’altra metà a parco, aggiuntivi rispetto allo standard dovuto. A ciò si sommi il fatto che nelle casse comunali entreranno 59.892 euro di contributo perequativo. 

Ma, al di là di questi benefici, ciò che maggiormente ha convinto le due amministrazioni coinvolte, Pavan e Finco, a detta dell’assessore Zonta è il fatto che “è un intervento di rigenerazione urbana fatto bene, equo e non la solita speculazione edilizia”. In altre parole un progetto decoroso che è piaciuto a tutti.

Come dire: questa volta lo scempio ha davvero fine.  

Michela Cola

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