Luca Rebellato è interista. E anche lui ha fatto il Doblete. Rieletto sindaco di Nove col 49,16% dei consensi, oltre ogni più rosea previsione. A capo di un’alleanza con tutti i simboli del centrodestra (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Unione di Centro, Noi Moderati) più la civica Nove Assieme per Cambiare. Ma c’è anche chi, tra i candidati della sua coalizione, considera la vittoria di Rebellato addirittura come un Triplete, costituito dai seguenti tre risultati: il nuovo trionfo alle elezioni comunali, il travaso di voti a suo favore da quello che è il bacino elettorale del centrosinistra e il fatto di avere “annientato” la lista concorrente di centrodestra che candidava a sindaco l’attuale segretario della Lega di Nove Paolo Zanon.
Lo ha sancito l’insindacabile verdetto del consenso popolare: la coalizione Per Nove che ricandidava a sindaco Luca Rebellato ha ottenuto 1.284 voti, pari a un semi-bulgaro 49,16% delle preferenze. Alessandro Pigatto, a capo della lista civica Nove Concreta, si è fermato al 33,77% (822 voti) e il leghista Paolo Zanon, che aspirava a diventare primo cittadino con la lista Nove al Centro, chiude la graduatoria col 17,08 % (446 voti).
Rebellato succede quindi a sé stesso, dopo la caduta del suo primo mandato da sindaco a seguito delle dimissioni contestuali dello scorso 16 febbraio di otto consiglieri comunali: i quattro di minoranza e quattro di maggioranza, questi ultimi tutti in quota Lega. Un “rottura” che in questa nuova campagna elettorale ha inevitabilmente generato una scissione nel centrodestra, compatto nell’alleanza (Lega compresa) pro sindaco uscente, e tuttavia rappresentato in parte dalla lista civica ma di matrice leghista di Zanon. Tutto ciò, ad ogni modo, non ha impedito il Doblete: Rebellato e riconfermato.
Luca Rebellato: quasi il 50% dei consensi. Per lei che era il sindaco uscente, cosa rappresenta questo risultato?
Innanzitutto è un risultato che conferma il buon lavoro che abbiamo svolto in questi due anni e mezzo di mandato. Diversi novesi, più delle aspettative, hanno confermato quello che ho sempre detto: che noi siamo qua per il bene del paese e siamo qua per mettere a terra i progetti che abbiamo presentato con il nostro programma, sia quello del 2023 che quello del 2026. Al programma del ‘23 abbiamo aggiunto diversi altri obiettivi: sono obiettivi ambiziosi e serviranno risorse importanti per poterli attuare. Ma come ho sempre detto, noi dobbiamo contare sulle forze del centrodestra che all’unisono hanno voluto esserci con il nostro simbolo. È stata una cosa eccezionale, rispetto alla norma, rispetto a quello che può succedere nel territorio e rispetto a tante altre elezioni comunali. E cioè quella di mettere assieme, in un paese di neanche 5.000 abitanti, i cinque simboli di tutto il centrodestra in maniera coesa e convinta, compresa la Lega, che hanno accettato e promosso il nostro progetto e il nostro programma. È veramente una soddisfazione.
Ma i cinque simboli del centrodestra tutti insieme nella sua coalizione, oltre alla civica, sono solo un “cartello elettorale” o qualcosa di più, adesso che nasce la nuova amministrazione?
Noi abbiamo avuto testimonianze tangibili. Dall’europarlamentare Elena Donazzan ai consiglieri regionali, assessori, senatori. Tutti della filiera politica del centrodestra, che si sono presentati a Nove. Si sono presentati volendo portare la loro testimonianza, ma chiedendoci proprio di essere interpellati nel momento del bisogno. Quindi noi sfrutteremo al massimo questa opportunità. Perché noi abbiamo lavorato per loro nel passato, abbiamo portato avanti le candidature di diverse figure che oggi sono in Regione e sono in Europa. Ci facciamo quindi forti di questa unione che in maniera indiscriminata, senza guardare il simbolo del singolo partito ma guardando al progetto del singolo candidato, abbiamo voluto sostenere. Io non ho mai voluto sostenere un partito in particolare, mi sono adoperato e ci siamo adoperati per l’unione del centrodestra. E adesso dico che portiamo a casa i frutti.
Sinceramente: la presenza di una terza lista, quella di Zanon, che pescava dal suo stesso bacino elettorale e in particolare della Lega, la preoccupava?
Mi preoccupava molto. Perché sappiamo benissimo che sono tutti voti che partono dai nostri elettori. Ma quello che è stato straordinario è proprio essere riusciti a captare i voti che prima erano andati al centrosinistra. Probabilmente il nostro progetto è stato credibile, è stato creduto e ci ha consentito di portare a casa un risultato che, ripeto, io ritengo sia straordinario. 16 punti di differenza tra il primo candidato e il secondo parlano in maniera chiara, netta, diretta, di quella che è la volontà del popolo di Nove.
Le prime cose che farà in municipio?
Innanzitutto, riprendere da dove io ho lasciato i 22 dipendenti il 16 di febbraio. Quel giorno ci siamo emozionati e penso e spero che questa emozione ritorni nel momento in cui tornerò all’interno del palazzo.
La sua prima amministrazione è caduta perché lei è stato sfiduciato anche da quattro consiglieri della allora maggioranza. Il risultato di oggi che cosa ci insegna?
Insegna una cosa molto semplice. In primo luogo che sono andati contro le indicazioni del loro partito, la Lega, che aveva detto in maniera chiara e diretta di non sfiduciare il sindaco. E più volte sono intervenuti per calmare gli animi. La questione non era più politica, era una questione personale. Quindi il partito, avendo giudicato la questione come personale, ha deciso di sfiduciare queste persone. Sicuramente ci saranno dei provvedimenti anche nei confronti della sezione del partito. Ma quello che è bello è che all’interno della nostra lista abbiamo due rappresentanti della Lega che si preoccuperanno di ricostruire una sezione all’interno del Comune di Nove, perché anche la Lega merita verità, merita giustizia e noi pensiamo di averla fatta.
Da uno a dieci, quanto è contento?
Undici!