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Il dente avvEllenato

Ellena Bontorin colpisce sui social: “Da settimane assisto a un modo di fare politica che trovo profondamente sbagliato, che trasforma ogni occasione in uno scontro ideologico permanente”. La dichiarazione a Seven: “L’obiettivo del mio messaggio è un certo tipo di partito”. Quale partito e perché? Intervista al sindaco di Mussolente.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Mag 20, 2026

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Il sindaco di Mussolente Ellena Bontorin (foto da Facebook / Ellena Bontorin)

A volte, non serve suonare la grancassa, sbattere la porta o strombazzare col clacson per fare rumore. Può infatti capitare di suscitare clamore producendo silenziosamente un testo scritto e postandolo sui social, a maggior ragione se chi lo ha prodotto riveste la responsabilità di pubblico amministratore. È il caso del sindaco di Mussolente Ellena Bontorin, che nella giornata di ieri ha pubblicato sul suo profilo Facebook quello che appare essere molto più di uno sfogo passeggero, suscitando reazioni e commenti a catena.

“Da settimane assisto a un modo di fare politica che trovo profondamente sbagliato – scrive Ellena Bontorin nel suo post –. Si prova a politicizzare realtà che dovrebbero restare patrimonio di tutti, come il volontariato, e nello stesso tempo di continua ad alimentare polemiche su temi delicati che riguardano le nostre comunità, le scuole, i diritti, il rispetto delle persone.” “Mi chiedo quanto ancora si voglia andare avanti così, trasformando ogni occasione in uno scontro ideologico permanente – prosegue il testo social del sindaco –. Mi chiedo se qualcuno ricordi ancora che abbiamo una Costituzione che parla di libertà, diritti, doveri e rispetto. E mi chiedo soprattutto se qualcuno ricordi davvero cosa significhi fare politica: affrontare i problemi reali delle persone, senza creare divisioni continue solo per alzare i toni.”

Si tratta di un testo molto particolare. Il sindaco lancia infatti una precisa denuncia su un certo “modo di fare politica”, senza tuttavia specificare chi siano i destinatari dell’accusa. Ma una cosa è certa: il primo cittadino misquilese ha il dente avvEllenato con qualcuno. Cerchiamo di capire chi e perché.

Sindaco Bontorin: da cosa è scaturito questo suo messaggio affidato ai social?

Da una sofferenza che sto vivendo da un po’ di settimane, anzi direi da un po’ di mesi, nel vedere un ruolo politico che io penso che chi ce l’ha, come me, e chi ha anche ruoli più importanti di me, dovrebbe rispettare. Abbiamo una responsabilità, che è quella di essere sinceri con i cittadini, di essere onesti nel raccontare anche un certo tipo di fatti e un certo tipo di verità. Si possono dare opinioni contrastanti, siamo in democrazia e quindi questo si può sicuramente fare, ma dall’altra parte non sopporto una narrazione sempre distorta al fine di creare il dubbio, ma soprattutto la paura nelle persone.

Chi è l’obiettivo di questo messaggio?

Un certo tipo di partito. Certi eurodeputati e parlamentari che in varie tematiche si stanno esprimendo in maniera a mio parere anche esagerata. Parto da tanti temi. Sta girando anche nel mio Comune un mozione a favore degli Alpini. E su questo io potrei essere anche sicuramente d’accordo. Chi mi conosce sa il mio amore sfrenato per gli Alpini, per l’Associazione, per l’importanza che hanno nel nostro mondo di volontariato. Però si sono prese le polemiche uscite all’Adunata Nazionale di Genova come l’ennesima occasione per farne uno scontro tra la destra e la sinistra.

Lei si riferisce alla mozione promossa da Fratelli d’Italia in tutti i consigli comunali della provincia di Vicenza per “tutelare la dignità delle Forze Armate e dell’Associazione Nazionale Alpini”, proprio a seguito di alcuni episodi accaduti a Genova…

Io ero a Genova, sono stata lì quattro giorni con gli Alpini. Ho vissuto anche, soprattutto nel primo giorno, un’accoglienza sbagliata da parte della cittadinanza di Genova. E se avessi voluto politicizzare questa cosa, anche per darmi visibilità, lo avrei potuto benissimo fare. Facevo un post e il giorno dopo mi avreste chiamato tutti quanti per intervistarmi e per dirmi “Ellena, cosa ti è successo? Raccontaci”, e quant’altro. Non l’ho voluto fare perché io ero lì per gli Alpini e con gli Alpini e loro per primi non volevano che dell’Adunata rimanesse magari il poco brutto che c’è stato. Perché qualche fatto di cattivo gusto c’è sicuramente stato ma dall’Adunata di Genova siamo tornati a casa con tanto, invece, di bello. È stata un’Adunata di sorrisi, dello stare insieme, di tanti incontri, di nuove relazioni ed era questo che gli Alpini volevano che passasse. Quindi questa mozione ce la stanno chiedendo gli Alpini? No. E quindi, come mai la stiamo facendo? Come mai stiamo chiedendo una presa di posizione forte verso gli Alpini? Probabilmente per provare a portarsi a casa qualche consenso in più.

Qualche altro fatto che l’ha disturbata?

Ce ne sono tanti, veramente. Anche i fatti di adesso della scuola di Marostica, quello che è successo a Trieste. Possiamo avere tutti, e anch’io personalmente posso avere magari dei dubbi sui fatti che sono avvenuti. Io non mi sento qualificata nel definire se tutto quello che è stato fatto a livello educativo sia giusto o sbagliato, non sta a me dire questo. Però mi chiedo, anche qui, se si sia voluto fare tutta questa polemica per il bene di questi bambini o lo stiamo ancora facendo per alimentare la paura dello straniero, per portare ancora l’attenzione su questi immigrati che sembra ci stiano invadendo, ma così non è. Gli stranieri fanno parte dell’economia del nostro territorio. Una certa ex sindaca che si è espressa tra i primi contro questi fatti dovrebbe ricordare che il suo bilancio comunale si regge anche sull’apporto degli stranieri. 

Lei si riferisce alla ex sindaca di Monfalcone e attuale europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint…

Sì, proprio lei. A me sembra che abbiano il prosciutto negli occhi, o meglio che il prosciutto negli occhi lo vogliano mettere alle persone. Penso agli eventi di Modena, di quello che si è lanciato con la sua auto sui passanti. Basta guardare i social di un certo tipo di politici, ultimamente. Sono d’accordo anch’io che a Modena è successa una cosa terrificante e per fortuna poteva andare molto peggio di quello che è accaduto. E dov’è che si sta mettendo l’accento? Sul fatto che la persona fosse straniera. Ma non si sta mettendo l’accento anche sul fatto che i primi che l’hanno fermato fossero anch’essi stranieri. È sempre questo continuo andare a raccontarla come si vuole, e questo a me non sta più bene.

Sindaco, fuori il rospo. Lei ha detto prima che l’obiettivo del suo messaggio è “un certo tipo di partito”. E allora, quale partito?

Particolarmente Fratelli d’Italia. E ci tengo a dire una cosa: io sono un sindaco civico e ci ho sempre tenuto a difendere la mia squadra che è civica, perché nessuno di noi ha una tessera di partito e ci sono persone più vicine al centrosinistra e persone più vicine al centrodestra. Con questa mia uscita verrò ancora di più additata verso una certa parte, magari di centrosinistra. Così non è, perché chi mi conosce sa che in realtà sarei più vicina al centrodestra. Ma qui io non sto neanche parlando delle ideologie. Io sto parlando del come vogliamo portare avanti il nostro ruolo politico, che deve avere una responsabilità di fondo. E mi dispiace, ma quando io apro i social e quando apro i giornali alla mattina, io questa responsabilità la vedo mancata nei confronti dei cittadini.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.