Tre mesi di programmazione, da fine giugno a metà settembre, 110 spettacoli in calendario, oltre 680 artisti provenienti da 15 Paesi diversi: sono solo alcuni numeri della 46esima edizione di OperaEstate Festival 2026, la nota kermesse che “porta il nome di Bassano nel mondo”.
L’affermazione è dell’assessore alla cultura di Bassano, Giada Pontarollo, che questa mattina nel sontuoso palazzo Scuola Grande di San Rocco a Venezia, ha presenziato alla conferenza di presentazione del prossimo Festival multidisciplinare unitamente ai principali esponenti dello staff, del Comune e della Regione.
“Quarantamila spettatori lo scorso anno e ben 26 bandi internazionali vinti finora per le proposte culturali: sono dati che da soli confermano la crescente qualità e internazionalità del Festival che quest’anno si presenta con un programma multiforme ancora più ricco di progetti originali, nuove produzioni e prime assolute” è quanto emerge dalla conferenza stampa.
Un calendario denso, declinato in danza, teatro, musica e circo contemporaneo in palcoscenici che spesso lasciano gli spazi convenzionali per raggiungere i luoghi d’arte della Pedemontana Veneta: ville, palazzi e castelli, musei e piazze, parchi storici e paesaggi naturali fino ad un originale concerto sul Monte Caina al tramonto.
“Un fiore all’occhiello” è stato definito da più parti questo Festival, promosso dalla Regione del Veneto, dalla Città di Bassano che lo gestisce, dai 21 Comuni aderenti al progetto compresi fra Castelfranco, Mogliano e Valdagno, e sostenuto da partner quali il Ministero della Cultura, l’Unione Europea, istituzioni internazionali, fondazioni e aziende “amiche del Festival”.
“Un Festival di altissima qualità, frutto di un grande lavoro negli anni, che punta a promuovere la cultura, a valorizzare i tantissimi talenti e, non ultimo, i territori della Pedemontana che sotto il profilo storico, architettonico e paesaggistico hanno molto da offrire”, è la premessa del sindaco di Bassano, Nicola Finco, che sottolinea quanto “Operaestate rappresenti un modello di città aperta, che ha voglia di contaminarsi con altre realtà d’Europa e continui ad essere un punto di riferimento culturale a livello nazionale”.
Morena Martini, consigliera regionale con delega alla Partecipazione Giovanile, riferisce che “l’impegno della Regione c’è sempre stato proprio per l’altissima qualità della proposta e dal canto mio cercherò di dare seguito alla richiesta di Finco di inserire ogni anno un capitolo a bilancio solo per Operaestate”.
“Va dato merito alla grande esperienza professionale di chi organizza che assicura un progetto di pregio – afferma invece Fausta Bressani, dirigente del settore cultura della Regione del Veneto –, un progetto straordinario che oltre a generare altre iniziative nel territorio, lo scorso anno ha permesso a Bassano di essere insignita dell’importante titolo di Città veneta della cultura”.
E al territorio si riallaccia anche Giada Pontarollo, la quale ribadisce che “una delle missioni del Festival è proprio quella di valorizzare luoghi ed edifici, al di fuori di Bassano, spesso sconosciuti o chiusi al pubblico ma di alto valore artistico”.
Di fama nazionale ed internazionale saranno gli artisti ma “debutteranno anche tanti talenti emergenti sostenuti dal progetto “permanente” del Festival che, facendo rete con altre realtà del settore, supporta la produzione artistica di giovani che si trovano a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo” sempre Pontarollo.
“Diversi percorsi di approfondimento, di formazione, di welfare culturali sono previsti, in particolare il progetto Dance Well, nato nel 2013 a Bassano come pratica artistica di ricerca e movimento per Parkinson, ma non solo, che oggi è adottata in 13 città italiane, 6 europee e 4 asiatiche e che sta diventando sempre più un modello internazionale” ancora l’assessore, che indica infine i principi del Festival: “quello della sostenibilità e dell’accessibilità in termini di prezzo del biglietto e di scelta di luoghi adatti a persone con difficoltà motoria”.
Rosa Scapin, direttore generale e artistico di Operaestate parla invece dei contenuti: “La programmazione sviluppa diversi temi tra loro connessi, dalla promozione di ricerca e innovazione al sostegno di giovani artisti, dallo sviluppo di progetti di comunità inclusivi e generativi di benessere all’affondo nel nostro contemporaneo così complesso e frammentato, che è al centro di tantissimi progetti con una traccia che esprime quello che stiamo vivendo e con uno sguardo al futuro”.
In agenda non poteva mancare BMotion, “un festival nel festival” commenta Michele Mele co-direttore artistico. È la sezione di Operaestate dedicata ai linguaggi del contemporaneo che presenta dal 21 al 30 agosto 38 nuovi spettacoli di danza, teatro e musica, in un programma ogni giorno multidisciplinare. In altre parole, una panoramica delle esperienze artistiche più innovative, molte scaturite e sostenute dalle reti italiane e internazionali di cui Operaestate è parte.
“Il focus speciale sulle diverse scene europee della danza quest’anno è riservato alla Svizzera e alla Lituania, mentre il primo weekend sarà dedicato ad artisti veneti – precisa Mele – e gli ultimi tre saranno i giorni professionali, o B.Network, che includono workshop, progetti di audience development dedicati ai più giovani, incontri e scambi e un convegno sull’accessibilità e la cura in collaborazione con Università Ca’ Foscari di Venezia”.
Spazio sarà dato anche al progetto dedicato al circo contemporaneo e all’immancabile Minifest rivolto ai più piccoli, storie di oggi e di ieri, universi d’incanto e di magia, in una trentina di appuntamenti tra Bassano e le altre città del Festival.
Festival che partirà, il primo luglio, con una scenografica inaugurazione: “Legendary” la spettacolare parata luminosa della compagnia francese Remue-Ménage, che animerà vie e piazze di Bassano con danzatori e acrobati in un favoloso viaggio guidato da gigantesche volpi bianche, portatrici di fortuna e saggezza.
Fortuna e saggezza che accompagneranno l’edizione 2026 di Operaestate Festival Veneto.