Chiedo scusa ai consiglieri comunali di minoranza Giulia Moro, Manuel Remonato e Sonia Zonta se il titolo di questo editoriale coincide con il nome della loro lista civica, che non c’entra nulla con le beghe che da settimane stanno sfiancando e sgretolando l’alleanza di centrodestra. Ma questo è veramente il momento. È il bivio cruciale per il prosieguo della regolarità rappresentativa del mandato della giunta e della maggioranza pro tempore che reggono le sorti amministrative del Comune di Bassano del Grappa.
Per il bene della città, il governo cittadino deve scegliere se imboccare una strada oppure l’altra: ora o mai più. O si ricompongono le divergenze oppure il rischio è quello di trasformare definitivamente la coalizione di centrodestra in una Armata Brancaleone senza una logica politica con un capo e una coda.
Dopo la notizia di ieri delle dimissioni di Stefano Giunta dalla presidenza della VI Commissione consiliare Lavori Pubblici, con tanto di comunicato stampa del diretto interessato, il circolo cittadino di Fratelli d’Italia ha in qualche modo gettato un po’ d’acqua sul fuoco inquadrando la decisione di Giunta come “una scelta di responsabilità” a fronte del “rischio che le tensioni interne alla maggioranza potessero ripercuotersi anche sull’attività amministrativa”.
Oggi il portavoce di FdI Bassano Nicola Giangregorio ha trasmesso in redazione un comunicato stampa integrativo, che in aggiunta ai concetti già espressi ieri sottolinea che “le dimissioni di Stefano Giunta da presidente della 6° commissione consiliare evidenziano per l’ennesima volta la responsabilità con cui gli uomini e le donne di FdI mettono al primo posto, sempre, il rispetto del mandato elettorale”.
“A causa del cortocircuito causato dai capigruppo e della relativa ostracizzazione priva di ogni giustificazione subita in questi giorni dal consigliere Giunta da parte del resto della maggioranza, il rischio che anche l’attività amministrativa venisse coinvolta era, nostro malgrado, concreto – aggiunge la nota -. Per FdI, invece, l’attuazione del programma con cui ci siamo presentati davanti agli elettori viene prima di ogni incarico.” “Ora – conclude Fratelli d’Italia Bassano – confidiamo che il Sindaco metta fine alle dinamiche surreali che hanno coinvolto l’Amministrazione e che tutta la maggioranza torni a concentrarsi sui problemi dei bassanesi.”
Ricapitolando e interpretando: secondo la chiave di lettura offerta da FdI, le dimissioni di Giunta sono state presentate “a fin di bene” per evitare ulteriori ripercussioni negative sull’azione amministrativa della coalizione. Si tratta di una specie di richiamo a una pax politica, per quanto a denti stretti, allo scopo di recuperare il tempo perduto in diatribe e polemiche. Ma un accordo di pace è tale se accettato da entrambe le parti e se davvero si volesse raggiungerlo, gli altri capigruppo di maggioranza più Pietrosante, con il necessario imprimatur del sindaco, dovrebbero avere l’improbabile umiltà di rimangiarsi un po’ di cose.
In tal senso, il prossimo consiglio comunale, convocato per lunedì prossimo 21 settembre, si preannuncia molto interessante, in modalità popcorn. Popcorn a manetta, come Michael Jackson al cinema con la morosa nel celeberrimo video di “Thriller”. E non solo per l’inserimento all’ordine del giorno di tre argomenti molto stuzzicanti per la cronaca locale.
Vale a dire, in primo luogo, un’interrogazione “sullo stato della procedura di affidamento e sulla mancata riapertura del Caffè Italia”, questione su cui da mesi non si sta muovendo foglia. E poi ancora l’approvazione dello schema di accordo per l’acquisizione della spiaggetta dell’isola Pusterla, argomento che nell’ultimo consiglio comunale era stato rinviato su richiesta del capogruppo FdI ed allora presidente della VI Commissione Lavori Pubblici Stefano Giunta. E soprattutto la nuova approvazione dello schema di convenzione per il rilascio del permesso di costruire del fabbricato residenziale di via Santissima Trinità, che lo scorso 28 aprile il consiglio comunale aveva respinto (col voto contrario delle minoranze e di Pietrosante per la maggioranza) con conseguente ricorso del proponente privato al TAR, che ha ordinato la sospensione della validità della delibera in attesa della sentenza di merito. La reintroduzione della questione nell’OdG per il rinnovo del voto è quindi una sorta di tentativo di correre ai ripari per evitare uno strascico giudiziario quasi certamente avverso al Comune.
Basterebbero questi tre simpatici argomentini, dunque, per riempire il bloc notes di cronisti come il sottoscritto. Ma la vera carne al fuoco del prossimo consiglio comunale è un’altra. Perché sarà il consiglio comunale più politico di sempre, ovvero dall’inizio del mandato dell’amministrazione Finco. La manifesta crisi all’interno della maggioranza, con Fratelli d’Italia al centro del fuoco amico (si fa per dire) degli altri gruppi consiliari, diventerà infatti oggetto di chiarimento pubblico, si spera esaustivo e soprattutto definitivo.
In un mio precedente articolo ho già dato notizia dell’interpellanza protocollata dalle minoranze di centrosinistra per il prossimo consiglio comunale (primo firmatario, il capogruppo Pd Roberto Campagnolo) “sulla compatibilità tra le linee programmatiche dell’Amministrazione e l’adesione del consigliere Pietrosante a Futuro Nazionale”. Una questione specifica ma di rilevante senso politico, che conferma la caratteristica che ho sempre riconosciuto a Pietrosante, fin troppo spesso al centro del dibattito politico cittadino, e cioè quella di fare notizia a sua insaputa.
La vera prova della verità sarà tuttavia la risposta del sindaco Finco a una seconda interpellanza presentata dalle minoranze (primo firmatario, il capogruppo di Bassano per Tutti – Europa Verde Paolo Retinò) avente ad oggetto: “Perimetro politico della maggioranza e progetto amministrativo della coalizione che sostiene il sindaco”.
L’interpellanza, dopo aver riassunto gli ultimi sviluppi delle tensioni nel centrodestra, “estromissione” di Stefano Giunta dal “perimetro politico” della maggioranza in primis, chiede al sindaco “se ritenga che esista tuttora una maggioranza politica coesa a sostegno della propria Amministrazione e, in caso affermativo, quali siano oggi le forze politiche che ne fanno parte”. E ancora, “se Fratelli d’Italia e il suo gruppo consiliare debbano essere considerati a tutti gli effetti parte della maggioranza che sostiene il Sindaco oppure se, alla luce delle recenti dichiarazioni, il perimetro politico della maggioranza sia da considerarsi modificato”. Inoltre, si chiede a Finco “se condivida la posizione espressa dai cinque capigruppo della maggioranza in merito al venir meno del rapporto fiduciario con il capogruppo di Fratelli d’Italia Stefano Giunta e alla sua esclusione dal perimetro politico della maggioranza”.
Si domanda poi “quale sia, allo stato attuale, il progetto politico-amministrativo comune sulla base del quale le diverse forze che sostengono l’Amministrazione intendono proseguire il mandato ricevuto dagli elettori nel 2024”. E nella stessa interpellanza non manca l’angolino-separé dedicato a Pietrosante, l’uomo che fa notizia inconsapevolmente, quando si chiede a Finco “come ritenga conciliabili le posizioni politiche espresse pubblicamente da alcuni esponenti della maggioranza, anche su temi di carattere generale e nazionale, con il progetto civico e moderato con il quale la coalizione si è presentata agli elettori”.
Infine, il sindaco dovrà chiarire “se ritenga che il progetto politico presentato agli elettori nel 2024 sia ancora quello che caratterizza l’attuale maggioranza e, in caso contrario, quali siano le ragioni e i contenuti del suo eventuale cambiamento”. Le minoranze concludono richiedendo “un chiarimento politico formale all’interno della maggioranza” e “una successiva comunicazione degli esiti al Consiglio comunale e alla città”.
“Amministrare una città complessa come Bassano del Grappa richiede coesione, chiarezza programmatiche e totale dedizione ai problemi dei cittadini. Oggi, invece, ci troviamo di fronte a una maggioranza che perde tempo e risorse in estenuanti lotte di potere e ritorsioni interne”, dichiara Paolo Retinò in un comunicato stampa trasmesso in redazione. “I nodi al pettine – aggiunge – non tardano ad arrivare: quando viene meno la fiducia e manca un’intesa sul bilancio, sui servizi al cittadino, sulla sicurezza e sulla programmazione delle opere pubbliche, le conseguenze dirette sono il ritardo dei progetti e l’inefficienza della macchina comunale.”
“I cittadini di Bassano non meritano di subire il pregiudizio e il danno di un’amministrazione bloccata sui propri tornaconti – conclude Retinò –. Il sindaco Finco esca dal silenzio e venga immediatamente in consiglio comunale a chiarire se ha ancora i numeri e le condizioni per governare.”
Il sindaco Finco non potrà non uscire dal silenzio, dovendo rispondere in consiglio comunale alle domande poste dall’interpellanza. Ma sarà interessante vedere come risponderà. E cioè se darà finalmente la sua spiegazione dei problemi all’interno della maggioranza che lo sostiene, sui quali fino adesso ha pubblicamente taciuto, o se ancora una volta rispedirà al mittente le osservazioni delle minoranze, tacciandole di voler sparare nel mucchio su problemi che, a suo modo di vedere, non esistono. Anche se in realtà i problemi esistono e sono già emersi alla luce della fiamma tricolore, pardon alla luce del sole.
Riguardo all’interpellanza, staremo a vedere e a sentire. Ma, come ho già scritto, è il momento. E al netto della sua risposta in consiglio comunale, il primo cittadino di Bassano del Grappa, messo di fronte al bivio, dovrà decidere da che parte andare.

