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Dimissione conGiunta

Dopo il caso della “firma” mai apposta nella lettera di convocazione alla prossima riunione, Stefano Giunta si è dimesso dalla presidenza della VI Commissione consiliare “Lavori Pubblici”. “Non posso presiedere una Commissione su temi che mi vengono tenuti nascosti”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Set 14, 2026

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In principio era il caos? Non proprio ma quasi. In principio era la firma “fantasma” del presidente della VI Commissione consiliare del Comune di Bassano del Grappa Stefano Giunta, in calce alla lettera protocollata di convocazione della prossima riunione della Commissione medesima. Peccato che Giunta quella firma non l’abbia mai apposta né autorizzata. Tutti i particolari nel nostro precedente articolo “Commission: Impossible”.

Ora la notizia ha uno sviluppo ancora più clamoroso. Stefano Giunta, capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, già al centro del caso politico della “sfiducia” espressa nei suoi confronti dagli altri capigruppo di maggioranza, nella giornata di ieri ha rassegnato le dimissioni dalla presidenza della VI Commissione, con efficacia immediata. Lo ha comunicato formalmente in una lettera protocollata, indirizzata al sindaco, al presidente del consiglio comunale, al segretario generale del Comune e ai consiglieri componenti della Commissione.

Oggi Giunta ha reso nota la sua decisione tramite un comunicato stampa trasmesso nel pomeriggio alle redazioni, dal titolo: “Non posso presiedere una Commissione su temi che mi vengono tenuti nascosti”.

Nota a margine ma non secondaria: il comunicato stampa di Giunta, che si firma con il suo incarico politico e cioè quello di capogruppo, è stato redatto su carta intestata del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. La qual cosa estirpa alla radice alcune voci che hanno cominciato a circolare dopo la notizia delle sue dimissioni da presidente della VI Commissione, e cioè che la sua decisione sia stata un segno di rottura con il presidente del consiglio comunale Stefano Monegato, sempre in quota FdI, dopo le dichiarazioni rese oggi da quest’ultimo sul GdV sulle possibili soluzioni dell’improvvisa “crisi” della procedura di convocazione della prossima Commissione. 

“Dopo un’attenta e approfondita riflessione – esordisce Giunta nella nota –, nella giornata di ieri, domenica, ho rassegnato le mie dimissioni con effetto immediato dalla Presidenza della VI Commissione consiliare permanente “Lavori Pubblici, Patrimonio, Mobilità, Protezione Civile”.” “È una decisione che assumo con serenità, ma anche con grande fermezza – aggiunge –. Serenità, perché so di aver sempre interpretato il mio ruolo con serietà, correttezza e senso delle istituzioni. Fermezza, perché ritengo che il mio incarico istituzionale debba essere esercitato nelle condizioni necessarie per poterlo svolgere pienamente e con responsabilità. E oggi queste condizioni non ci sono più.”

“La mia esclusione dal “perimetro politico” della maggioranza, formalizzata dagli altri capigruppo di maggioranza con l’avallo del Sindaco Finco, è stata una decisione inaspettata e al di fuori di ogni logica politica – tuona il capogruppo FdI –. Da quel momento sono stato escluso dalle riunioni di maggioranza e, se si decide di escludere un Consigliere dalle riunioni nelle quali vengono discusse preventivamente le iniziative dell’Amministrazione, non si può poi pretendere che quello stesso Consigliere, nella sua veste di Presidente di Commissione, sia chiamato a presentare e discutere argomenti dei quali non è stato preventivamente informato. È una questione elementare di ruoli e responsabilità istituzionale.”

A questo punto Stefano Giunta fa un nome: “L’assessore Viero, responsabile dell’Area Lavori Pubblici, non mi ha mai chiesto di procedere alla convocazione della Commissione, né mi ha mai illustrato l’argomento principale da inserire all’ordine del giorno e cioè la modifica al Programma Triennale Lavori Pubblici 2026-2028.”

“Di fronte a questa situazione – incalza l’ormai ex presidente –, penso sia doveroso chiedersi chi abbia realmente impedito alla Commissione di lavorare. Come può un Presidente di Commissione preparare correttamente i lavori e garantire un confronto serio tra i colleghi Commissari se non conosce preventivamente gli argomenti e non dispone della relativa documentazione?”. “Il Presidente di una Commissione consiliare – aggiunge – non è un passacarte, è una figura istituzionale che deve essere messa nelle condizioni di svolgere il proprio ruolo e poterlo esercitare con autonomia, conoscenza e responsabilità, garantendo ai Commissari la possibilità di affrontare i temi con la necessaria serietà.”

“Per questo, viste le condizioni in cui mi trovo ad operare, ho ritenuto inevitabile fare una scelta di coerenza e rassegnare le mie dimissioni – dichiara Giunta –. Non lascio evidentemente il mio impegno politico e istituzionale, lascio un incarico che non posso più esercitare nel modo che ritengo sia quello corretto.” “Prima vengono la Città di Bassano del Grappa e i suoi Cittadini, a loro continuerò a dedicare il mio impegno, con la stessa libertà, la stessa serietà e la stessa determinazione di sempre – conclude –. Per Fratelli d’Italia l’attuazione del programma con cui ci siamo presentati viene prima di tutto.”

Intanto, in data odierna la VI Commissione Consiliare “Lavori Pubblici… eccetera” è stata convocata per giovedì prossimo 17 settembre alle ore 18. Primo punto all’ordine del giorno: “Elezione del Presidente della Commissione”. Convocazione firmata dal presidente del consiglio comunale, in quota Fdi, Stefano Monegato.

E a proposito di Fratelli d’Italia. Sempre nel pomeriggio, a seguito delle dimissioni di Stefano Giunta dalla presidenza di Commissione, è giunto in redazione anche un comunicato stampa del circolo cittadino del partito, trasmesso dal portavoce Nicola Giangregorio e intitolato “Basta “politica surreale”, adesso il sindaco Finco torni a concentrarsi sui problemi dei bassanesi”.

“Le dimissioni di Stefano Giunta dalla presidenza della VI Commissione consiliare – afferma la nota – rappresentano una scelta di responsabilità: di fronte alla situazione politica creatasi negli ultimi giorni e al rischio che le tensioni interne alla maggioranza potessero ripercuotersi anche sull’attività amministrativa, ha scelto di fare un passo indietro rispetto al proprio incarico.” “Per Fratelli d’Italia – continua il testo – resta prioritario il rispetto del mandato ricevuto dagli elettori e l’attuazione del programma con cui la coalizione si è presentata alla città. Gli incarichi vengono dopo.”

“Quanto accaduto in questi giorni ha evidenziato una situazione politica che riteniamo debba essere chiarita rapidamente – rimarca FdI Bassano –. Confidiamo quindi che il Sindaco Nicola Finco possa ricondurre il confronto all’interno della maggioranza a un quadro politico definito e che tutte le forze che la compongono possano tornare a concentrarsi sull’attività amministrativa e sui problemi della città e dei bassanesi.”

In conclusione, va fatta una breve ma doverosa analisi del linguaggio.

Da una parte Stefano Giunta accusa gli atteggiamenti perpetrati nei suoi confronti, tali da impedirgli di svolgere il proprio ruolo di presidente della VI Commissione “con autonomia, conoscenza e responsabilità”. Ma poi assicura di continuare l’impegno politico e istituzionale per il quale è stato eletto e conclude che “per Fratelli d’Italia l’attuazione del programma con cui ci siamo presentati viene prima di tutto”. Non è certo la dichiarazione di qualcuno che vuole mollare definitivamente gli ormeggi.

Dall’altra, il circolo di Bassano del Grappa di Fratelli d’Italia trasmette una nota che dal titolo appare come l’ennesima reprimenda a Nicola Finco ma che nel contenuto si rivela assai più morbida, con l’invito al sindaco a “ricondurre il confronto all’interno della maggioranza a un quadro politico definito” e con l’auspicio “che tutte le forze che la compongono possano tornare a concentrarsi sull’attività amministrativa e sui problemi della città e dei bassanesi”.

Per la serie: l’ultimo tentativo. In verità, è assai difficile se non quasi impossibile “ricondurre il confronto all’interno di un quadro politico definito” quando il capogruppo del gruppo di maggioranza relativa è stato cacciato fuori dalla cornice del quadro, o dal suo “perimetro” come adesso va di moda dire.

Io continuo a pensare che alla fine di questa legislatura comunale mancano ancora quasi tre anni e cioè un’eternità, se trascorsa in queste condizioni. Solo un chiarimento politico definitivo, che si deve fare necessariamente adesso, può evitare di trasformare quanto resta del mandato comunale in una condanna a tre anni di lavori forzati.

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.