Cari lettori: oggi, alla conclusione di questo articolo, faremo un bel giochetto. Si chiama sillogismo. La parola è difficile ma il concetto è semplice: si fa una premessa (A), poi una seconda premessa (B) e la conclusione (C) è la conseguenza logica di A e B. L’esempio più classico di un sillogismo è il seguente. A: “Tutti gli uomini sono mortali”. B: “Socrate è un uomo”. C: “Socrate è mortale”. Perché vi tedio con queste reminiscenze scolastiche? Lo capirete, appunto, al termine di questo pezzo.
Partiamo adesso da alcune notizie di attualità nazionale che però, come vedremo, potrebbero avere un effetto diretto sul piano locale.
Dopo lo tsunami del referendum, con la vittoria del No e gli sconquassi ai vertici del Ministero della Giustizia, l’ANM (Associazione Nazionale Magistrati) ha teso la mano al ministro Carlo Nordio riaprendo una fase di confronto sui provvedimenti necessari per l’efficienza della giustizia, a partire dal problema delle piante organiche e cioè della carenza di personale nei Tribunali. Il neo presidente dell’ANM Giuseppe Tango – subentrato a Cesare Parodi, dimessosi dall’incarico “per motivi familiari” dopo l’esito del referendum – ha subito auspicato la ripresa di “un autentico dialogo con l’interlocutore politico”, ricambiato da Nordio che si è detto “certo che, dopo questo momento di contrapposizione, riusciremo a trovare gli elementi di concordia per una giustizia più efficiente e moderna”. Per la serie: Peace & Love.
Cosa significa tutto ciò? Che il Ministro Carlo Nordio deve risolvere i problemi strutturali del sistema giustizia, insufficienza del personale sia togato che amministrativo in primis, e non può fare a meno di una recuperata intesa e della collaborazione con l’Associazione Nazionale Magistrati. Ma si tratta di quella stessa Associazione che si è sempre fortemente opposta alla riapertura dei “piccoli tribunali” soppressi nel 2012, Bassano del Grappa compreso, definendola “un surreale spreco di risorse”. Teniamolo bene a mente, perché i nodi stanno per arrivare al pettine.
Ed ecco che entra a gamba tesa la novità di questi giorni. Si tratta di un dossier predisposto dall’ANM e presentato all’attenzione del Ministero in cui sono contenuti otto punti con altrettante proposte per una giustizia più efficiente. Ma un punto su tutti sta facendo tanto rumore ed è quello che propone di chiudere i Tribunali con meno di 30 giudici e con meno di 10 Pubblici Ministeri, considerati “inefficienti, costosi e incapaci di garantire la specializzazione”. E la soluzione avanzata ricorda quella della riforma della geografia giudiziaria del 2012: sopprimerli e trasferire i procedimenti alle sedi giudiziarie maggiori, destinando al contempo risorse umane ed economiche agli uffici con maggiori sofferenze di organico.
Il piano dell’ANM, qualora messo in atto dall’esecutivo politico, porterebbe alla prospettiva – al momento ancora teorica – della chiusura di ben 87 Tribunali in tutta Italia che vanno sotto la soglia dei 30+10. Tra questi anche i Tribunali di diverse città capoluogo tra le quali, in Veneto, Belluno e Rovigo. Ed è stata subito levata di scudi.
È di oggi un duro comunicato stampa del sindacato di categoria Cisl Fp Belluno Treviso che ammonisce: “Stop ai Tribunali con meno di 30 giudici e 10 magistrati, è paradossale e inaccettabile assistere allo smantellamento della giustizia bellunese proprio mentre si annuncia la riapertura del Tribunale di Bassano del Grappa”. Eh già, ci risiamo ancora una volta: perché di riffa o di raffa, l’eterna questione del Tribunale di Bassano compare sempre. Il sindacato sottolinea che “il Tribunale di Belluno presenta una scopertura di personale pari al 49%” e che “nel corso del 2026 la carenza raggiungerà il 60%”. Cisl Fp Belluno Treviso ricorda l’approvazione della Legge sulla Montagna che prevede “l’attivazione di procedure di mobilitò volontaria per il personale delle amministrazioni pubbliche” e che “sembrava destinata a garantire la sopravvivenza” del presidio giudiziario bellunese. “Tuttavia – incalza il sindacato della Funzione pubblica – la recente proposta dell’ANM rischia di vanificare definitivamente questo spiraglio normativo.”
La proposta dell’ANM sta sollevando veementi critiche lungo lo Stivale perché l’ipotesi di chiudere i Tribunali sulla pura base dei parametri numerici dei giudici e dei pm, per concentrare sforzi e risorse sui Tribunali maggiori, getta alle ortiche il concetto di giustizia di prossimità che vale anche per le città capoluogo che verrebbero private del presidio giudiziario. Non è ovviamente detto che il dossier dell’Associazione dei magistrati si traduca in futuro in un nuovo “taglio dei tribunali” in stile 2012, ma il ministro Nordio, in questo suo rinato dialogo con l’ANM per “trovare gli elementi di concordia per una giustizia più efficiente e moderna”, non potrà quantomeno ignorarlo.
E a proposito di giustizia di prossimità: vi ricordate quanti giudici e quanti pubblici ministeri sarebbero previsti in pianta organica al nuovo Tribunale di Bassano del Grappa alias Tribunale della Pedemontana? Se non vi torna in mente, ve lo dico io: 28 magistrati giudicanti (giudici) e 10 pubblici ministeri
Ed eccoci quindi e finalmente giunti al sillogismo conclusivo di questo articolo, che avevo annunciato nelle prime righe.
A: “Secondo il piano proposto al Ministero dall’ANM, i Tribunali con meno di 30 giudici andrebbero chiusi”. B: “Il nuovo Tribunale di Bassano del Grappa avrebbe meno di 30 giudici”. C: “Il nuovo Tribunale di Bassano del Grappa non dovrebbe neanche aprire”.
Meditate gente, meditate.