Seven +Sport
  • 3 min lettura

L’ultima discesa di Leoni

Tommaso Leoni chiude la carriera a 34 anni, dopo aver mancato la qualificazione alle Olimpiade di Milano-Cortina

Luca Strapazzon Luca Strapazzon
  • Apr 7, 2026

magzin magzin

Per un atleta dire addio all’agonismo non è mai facile. Capire quando congedarsi, dopo anni in cui lo sport ha segnato profondamente la propria vita, è una scelta delicata. Ancor di più al termine di una stagione complicata, tra infortuni e obiettivi sfumati.

Non dev’essere stato facile nemmeno per Tommaso Leoni, 34enne di Breganze, decidere di chiudere la sua carriera da snowboarder. Eppure, l’impressione è che la scelta sia stata presa in modo sereno e consapevole.

È stata una decisione maturata nel tempo, soprattutto dopo l’infortunio di dicembre – racconta Leoni –. Quest’anno il grande obiettivo erano le Olimpiadi, ma un infortunio a dicembre ha cambiato tutto e non sono riuscito a ottenere la qualificazione. Da lì ho iniziato a riflettere sul futuro, sul mio ruolo di padre e sulla condizione fisica. Negli anni ho avuto diversi infortuni e, crescendo, cambia anche il modo di affrontare il rischio”.

Negli sport ad alta intensità, dove il pericolo è parte integrante, questa consapevolezza è spesso decisiva. Per Leoni ha pesato anche la mancata qualificazione alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Già nel 2018 un infortunio lo aveva privato delle Olimpiadi di Pyeongchang 2018, ma è lui stesso ad ammettere che era un altro momento della carriera e l’età permetteva recuperi più rapidi.

Questo stop mi ha spiazzato: erano tre anni che non mi facevo male ed è successo proprio a ridosso delle Olimpiadi – spiega Leoni -. È stato come un lutto sportivo, perché ci credevo davvero. Era un traguardo alla mia portata. Non poter gareggiare alle Olimpiadi di casa è stato duro, anche se sono stato comunque a Livigno per dare una mano”.

La fine della carriera è anche il momento dei bilanci su quella che è stata una carriera di alto livello per l’atleta vicentino.

Un po’ di rammarico c’è, perché non sempre sono riuscito a esprimere tutto il mio potenziale. Ho avuto sette infortuni, quasi tutti gravi, e questo reso il mio cammino costellato di alti e bassi. Ogni volta che tornavo ad alto livello dovevo fermarmi di nuovo e ricominciare dall’inizio. Sicuramente questo mi ha penalizzato, ma porto con me tante esperienze positive. È stato un percorso che mi ha fatto crescere molto, come atleta e come persona”.

Se la carriera agonistica si chiude, il legame con lo snowboard resta. L’idea di Leoni è quella di rimanere nel mondo dello snowboard, mettendo a disposizione dei più giovani l’esperienza accumulata.

“Penso di poter dare ancora tanto a questo mondo, anche perché faccio parte di una generazione giovane che sta lasciando l’attività ad alto livello. Sono laureato in scienze motorie e come preparatore atletico: mi piacerebbe mettere queste competenze a disposizione della nazionale. Non c’è ancora nulla di definito, ma l’obiettivo è restare in questo ambiente”.

Nel frattempo, per Tommaso c’è la possibilità di godersi appieno la paternità, con più calma e senza l’assillo dei compiti d’atleta.

Luca Strapazzon

Giornalista Pubblicista dal 2017, crede fermamente nell'importanza del ruolo del giornalista che ha il compito principale di spiegare bene le notizie ai propri lettori. "Andare dentro alle notizie" è un esercizio necessario in questi tempi di dove un'informazione gira velocemente, ma non è detto che venga compresa appieno. Il compito di un buon giornalista è spiegarla nel migliore dei modi.