Per un atleta dire addio all’agonismo non è mai facile. Capire quando congedarsi, dopo anni in cui lo sport ha segnato profondamente la propria vita, è una scelta delicata. Ancor di più al termine di una stagione complicata, tra infortuni e obiettivi sfumati.
Non dev’essere stato facile nemmeno per Tommaso Leoni, 34enne di Breganze, decidere di chiudere la sua carriera da snowboarder. Eppure, l’impressione è che la scelta sia stata presa in modo sereno e consapevole.
“È stata una decisione maturata nel tempo, soprattutto dopo l’infortunio di dicembre – racconta Leoni –. Quest’anno il grande obiettivo erano le Olimpiadi, ma un infortunio a dicembre ha cambiato tutto e non sono riuscito a ottenere la qualificazione. Da lì ho iniziato a riflettere sul futuro, sul mio ruolo di padre e sulla condizione fisica. Negli anni ho avuto diversi infortuni e, crescendo, cambia anche il modo di affrontare il rischio”.
Negli sport ad alta intensità, dove il pericolo è parte integrante, questa consapevolezza è spesso decisiva. Per Leoni ha pesato anche la mancata qualificazione alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Già nel 2018 un infortunio lo aveva privato delle Olimpiadi di Pyeongchang 2018, ma è lui stesso ad ammettere che era un altro momento della carriera e l’età permetteva recuperi più rapidi.
“Questo stop mi ha spiazzato: erano tre anni che non mi facevo male ed è successo proprio a ridosso delle Olimpiadi – spiega Leoni -. È stato come un lutto sportivo, perché ci credevo davvero. Era un traguardo alla mia portata. Non poter gareggiare alle Olimpiadi di casa è stato duro, anche se sono stato comunque a Livigno per dare una mano”.
La fine della carriera è anche il momento dei bilanci su quella che è stata una carriera di alto livello per l’atleta vicentino.
“Un po’ di rammarico c’è, perché non sempre sono riuscito a esprimere tutto il mio potenziale. Ho avuto sette infortuni, quasi tutti gravi, e questo reso il mio cammino costellato di alti e bassi. Ogni volta che tornavo ad alto livello dovevo fermarmi di nuovo e ricominciare dall’inizio. Sicuramente questo mi ha penalizzato, ma porto con me tante esperienze positive. È stato un percorso che mi ha fatto crescere molto, come atleta e come persona”.
Se la carriera agonistica si chiude, il legame con lo snowboard resta. L’idea di Leoni è quella di rimanere nel mondo dello snowboard, mettendo a disposizione dei più giovani l’esperienza accumulata.
“Penso di poter dare ancora tanto a questo mondo, anche perché faccio parte di una generazione giovane che sta lasciando l’attività ad alto livello. Sono laureato in scienze motorie e come preparatore atletico: mi piacerebbe mettere queste competenze a disposizione della nazionale. Non c’è ancora nulla di definito, ma l’obiettivo è restare in questo ambiente”.
Nel frattempo, per Tommaso c’è la possibilità di godersi appieno la paternità, con più calma e senza l’assillo dei compiti d’atleta.