“Ho capito che al ciclismo serve di più la mia testa che le mie gambe”. Basterebbe questa frase per spiegare la scelta di Sofia Bertizzolo, ventinovenne bassanese in forza alla FDJ United Suez, di ritirarsi. In gruppo è sempre stata una delle menti più vivaci e attive, spesso capitana, regista ed elemento importante per le squadre in cui ha militato, compresa l’ultima in cui è stata al fianco della più forte atleta del momento: l’olandese Demi Vollering.
L’intelligenza con cui ha corso si respira anche nel momento del ritiro e nelle modalità con cui ha scelto di voltare pagina. Non un annuncio pomposo con mesi d’anticipo, nonostante la scelta sia arrivata già ad aprile. “Ho tenuto la notizia riservata solo a pochi intimi e al team – spiega Sofia intervistata ai microfoni di Radio Voice -, non volevo che ad ogni gara mi chiedessero come mai o il perché. Mi sono goduta appieno le ultime due corse a cui ho partecipato: il Giro dell’Emilia Women e la Tre Valli Varesina Women”.
Una scelta vissuta serenamente, con la consapevolezza di essere arrivata al punto in cui lo stimolo maggiore arrivava non dall’allenamento, ma da quanto accadeva fuori dagli impegni d’atleta. “Per qualcuno è un passaggio traumatico, ma per me è una continuazione, anche perchè voglio rimanere nello stesso ambiente – chiarisce Sofia -. Dentro di te dev’esserci la consapevolezza del cambio, perché quando si chiude una porta e se ne apre un’altra è normale ci sia paura se in mezzo il corridoio è vuoto”.
Rimanere nel ciclismo è il domani che attende Sofia Bertizzolo. Mettere la sua testa a servizio del ciclismo femminile e della sua crescita non è solo una battuta o uno spot, ma è proprio l’obiettivo dichiarato. “Studierò da Direttore Sportivo con l’obiettivo di portare quanto ho appreso in corsa ad un altro livello, ma lo vedo come un trampolino di lancio per il futuro”. Ma l’obiettivo è più ambizioso, certificato dal modello di riferimento, quel Luca Guercilena ex manager della Lidl-Trek e ora diventato nuovo direttore delle corse di RCS Sport, gli organizzatori del Giro d’Italia e di altre importanti corse italiane.
Sofia ha le idee chiare, tanto da aver ripreso l’università studiando Scienze della Comunicazione. “Ho sempre guardato oltre alla semplice professione d’atleta, osservando cosa si muove intorno – racconta Sofia -. Questa primavera ho capito che era arrivato il momento di cambiare, potevo essere più utile con la mia testa che con le mie gambe”.
Il domani di Sofia Bertizzolo è arrivato a 29 anni, e ha tutta l’aria di essere stimolante. Il modo con cui ha deciso di chiudere la vita da atleta ci insegna che un passaggio difficile può essere affrontato serenamente, senza drammi. C’è ancora un domani per la bassanese nel ciclismo, e l’impressione è che possa essere davvero luminoso!

