Sì, ok, va bene: il Tribunale di Bassano, l’ex Polo Santa Chiara, i casini della politica bassanese eccetera… Ogni tanto però bisogna staccare la spina da questi argomenti pesanti e ricorrenti per raccontare qualche simpatica (si fa per dire) storiella del nostro territorio. Vi racconto quindi la storia del Postamat “sospeso”, che se non fosse vera potrebbe essere una barzelletta.
Siamo a Solagna, il paese il cui ufficio postale è rimasto chiuso per lunghi mesi per un intervento di ristrutturazione, analogamente a quanto accaduto in contemporanea in altri Comuni del territorio come Pove del Grappa e Nove. Tutto questo fervore di lavori di Poste Italiane, come avrei poi appreso in un secondo momento, non era casuale: sono stati tutti interventi previsti dal Progetto Polis, promosso dal Governo e finanziato con oltre 1,2 miliardi di euro, di cui 800 milioni provenienti dal PNRR, per la riqualificazione degli uffici postali nei piccoli Comuni italiani con meno di 15mila abitanti.
Per di più, i lavori di riqualificazione e ammodernamento dell’ufficio PT di via IV Novembre avrebbero portato in paese una “novità” molto attesa: il Postamat, ovvero lo sportello automatico ATM di Poste Italiane che a Solagna non c’è mai stato.
A pochi metri di distanza c’è il Bancomat della banca, ma per prelevare denaro senza commissioni aggiuntive dal conto BancoPosta o dalla carta PostePay oppure per usufruire di altri servizi automatici di Poste Italiane, i solagnesi sono stati sempre costretti, e lo sono tuttora, a spostarsi e a recarsi ai Postamat dei paesi vicini, Pove del Grappa in primis.
Ebbene: lo scorso 13 aprile – dopo mesi trascorsi prima in attesa dell’inizio dei lavori e poi in attesa della loro conclusione – l’ufficio PT di Solagna è stato finalmente riaperto al pubblico. Ma dell’annunciato nuovo Postamat non c’è stata alcuna traccia.
Alla richiesta di delucidazioni al riguardo da parte degli utenti, gli addetti allo sportello allargavano le braccia: non sapevano niente perché ovviamente la cosa non dipendeva da loro ma dalle alte sfere di Poste Italiane. Il mistero è andato avanti ancora per mesi, senonché…
… Senonché, il mese scorso, è avvenuta “l’apparizione”. Un rettangolo inciso nel muro d’ingresso della posta, delle stessi dimensioni di uno sportello ATM, con un principio di “scavo della parete” ai quattro angoli e al suo interno, accanto alla buca delle lettere o cassetta postale che dir si voglia. Fino ad oggi, quella sagoma rettangolare è rimasta così. Allora ho chiesto informazioni in merito a chi di dovere. Ed è qui che scatta la barzelletta.
Lo scorso 25 agosto gli addetti di una ditta appaltatrice di Poste Italiane, provenienti chissà da dove (non conosco questo dettaglio ma poco importa), sono arrivati all’ufficio postale di Solagna per aprire il necessario varco nel muro, allestire gli altrettanto necessari collegamenti ed installare il fatidico Postamat. Sono arrivati senza un progetto in mano, hanno valutato le caratteristiche dell’edificio e hanno deciso di installare l’ATM nel punto dove adesso c’è la sagoma misteriosa.
Hanno “scavato” un rettangolo nella parete interna in cartongesso della posta e hanno “tracciato” il corrispondente perimetro (non politico, quello è un’esclusiva dell’amministrazione Finco a Bassano) del rettangolo sul muro esterno, quello che si vede adesso. Ma solo a questo punto si sono accorti di una cosa. Quel muro è fatto di cemento armato. Impossibile installarvi l’ATM. E per forza: quello è il muro maestro ovvero la struttura portante dell’edificio postale. Tutto sbagliato tutto da rifare, come avrebbe detto il grande Gino Bartali.
Morale della favola: il nuovo Postamat di Solagna è stato “sospeso”. E quel rettangolo vicino alla buca delle lettere rimarrà lì chissà ancora per quanto. Ma, come hanno spiegato gli addetti ai lavori, l’ATM dovrà essere installato per forza perché lo impone il PNRR, i cui fondi hanno finanziato questo tipo di interventi. Soltanto che bisognerà venire a capo di una questione ancora irrisolta: dove cavolo metterlo.
È stata messa in campo l’opzione alternativa di collocare un ATM all’interno dell’ufficio postale. Ma a Solagna la posta apre alle 8 e 20, chiude alle 13 e 45 e per tutto il resto della giornata sarebbe come non averlo. Il sabato pomeriggio e la domenica, poi, non ne parliamo. L’ubicazione dello sportello automatico deve inoltre consentire un adeguato spazio all’operatore postale per caricarvi il denaro contante. Sarà necessario capire dove e come intervenire, altro che ex Polo Santa Chiara.
Comunque sia, ci troviamo al cospetto di un fulgido esempio di italica inefficienza e di un capolavoro di improvvisazione in corso d’opera.
Qui finisce la nostra storiella e questo per il momento è tutto da Solagna, il paese dove il Postamat è disegnato sul muro. Robe da mat.


