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Aura per Tutti

La lista Civica Bassano per Tutti interviene sul caso dell’Aura Battle di venerdì scorso in Centro Studi. Dopo un confronto svoltosi con un gruppo di giovani, trasmesso un comunicato stampa “nella convinzione che non sia una reazione disordinata e sproporzionata, in primis del nostro assessore alla Sicurezza, Alessandro Campagnolo, che possa garantire sicurezza”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Ott 18, 2026

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La fase iniziale dell’Aura Battle di venerdì scorso in Centro Studi, poi interrotta dall’intervento dell’assessore Campagnolo (fermo immagine dal servizio del TG Bassano Notizie di TVA Vicenza del 16/10/2026)

Questa cosa non ci farà conquistare più “aura” di quella che abbiamo già, chi più e chi meno. Ma dell’Aura Battle tra ragazzi che era in programma venerdì scorso in Centro Studi a Bassano ed era anche iniziata ma è poi stata interrotta dall’intervento dell’assessore comunale alla Sicurezza Alessandro Campagnolo (si legga il mio precedente articolo “Ispettore Callaghan: il caso Aura è tuo”) sentiremo parlare ancora per giorni.

Non per la “sfida di carisma” tra minorenni in sé, che è stata bloccata sul nascere, ma proprio per l’incursione dell’amministratore comunale.

Sull’episodio sta cominciando a muoversi la politica locale e a rompere il ghiaccio è la lista civica Bassano per Tutti, con un comunicato stampa trasmesso in redazione dalla portavoce Erica Fontana.

“Quanto accaduto ci è sembrato surreale e, francamente spropositato – afferma la lista civica nel testo di accompagnamento della mail –. Ci ha inoltre suscitato una riflessione che è frutto anche di un confronto che abbiamo cercato con un gruppo di giovani. Dialogo e relazioni possono aiutare a capire certe dinamiche e, solo dove ce ne sia bisogno, prevenirle.”

Da qui l’invio in data odierna del comunicato stampa che come capirete è stato scritto ieri, sabato 17 ottobre, e che è stato redatto “nella convinzione che non sia una reazione disordinata e sproporzionata, in primis del nostro assessore alla Sicurezza, Alessandro Campagnolo, che possa garantire sicurezza”.

Come dal testo che segue.

COMUNICATO

Questa nostra riflessione è frutto del confronto con ragazzi e ragazze che la scuola la vivono ogni giorno.

Quanto scalpore per nulla…

Ieri abbiamo assistito a una scena quasi surreale: schieramenti imponenti di forze dell’ordine, pattuglie, agenti e persino l’Assessore alla Sicurezza in prima linea, pronti a fronteggiare quello che si è rivelato essere… un centinaio di ragazzi curiosi riuniti per qualche battuta e due mosse di carisma da social. Il tutto durato qualche minuto, tra curiosità e imbarazzo, prima di disperdersi naturalmente tra gli autobus.

Nessuno vuole sottovalutare la sicurezza o la memoria di episodi di degrado passati ma è proprio sulla visione politica dell’amministrazione che dobbiamo interrogarci. L’impressione rimasta a tutti, genitori compresi, è quella di una reazione disordinata e sproporzionata, guidata dall’ansia e da un atteggiamento decisamente paternalista. Quando un’amministrazione risponde ad ogni segnale di aggregazione giovanile schierando le sirene, dimostra di non avere gli strumenti per leggere la realtà dei più giovani.

I ragazzi di oggi stanno vivendo codici, linguaggi e trend che cambiano alla velocità di un reel. Se rispondiamo ai fenomeni sociali solo ed esclusivamente con il “blindiamo tutto e soffochiamo sul nascere” significa fare repressione preventiva, non prevenzione attiva. Si rincorre il sintomo invece di gestire il processo.

Crediamo convintamente che il cambio generazionale e le dinamiche giovanili vadano compresi, accompagnati e guidati con spazi di aggregazione sani, presenza di educatori di strada, dialogo e cultura civica, non con il tono amaro da “ramanzina” o con la prova di forza. A volte può spaventare?

Assolutamente. Ma ogni evoluzione e trasformazione sociale ha sempre avuto un filo conduttore, il timore di non avere il controllo del futuro quando in realtà ci sono tutti gli strumenti per gestirle e accompagnarle nella giusta direzione, rispettosa del fragile equilibrio sociale e delle sensibilità altrui. I giovani escono dai social, si incontrano dal vivo, si riappropriano degli spazi e della socialità.

Eppure, agli adulti, anche questo non va bene.

I giovani bassanesi non cercano lo scontro, lo hanno dimostrato nuovamente ieri, cercano spazio, ascolto e condivisione. Reprimere non significa risolvere. Significa allontanare i giovani dagli spazi pubblici, alimentare la distanza tra generazioni e impedire che la socialità possa svilupparsi liberamente.

Se l’unica risposta della città ai loro linguaggi è la blindatura, il messaggio che mandiamo loro è che Bassano non è una città adatta a loro. Possono sbagliare come chiunque di noi e per questo vanno ascoltati, a volte moderati, altre volte assecondati. Se i giovani non vanno bene quando stanno sui social e non vanno bene nemmeno quando si incontrano dal vivo, allora il problema non sono i giovani: è l’incapacità degli adulti di ascoltarli. Noi vogliamo una Bassano sicura, sì, ma intelligente, aperta e pronta a gestire il presente, non a farne la caricatura.

Lista Civica Bassano per Tutti

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.