Ma siamo proprio sicuri che a BDG “è tutto qui”, come recita lo slogan nonché logo turistico-promozionale dell’era finchiana, quello con la riedizione di Pac-Man al posto della G? Oppure mancherebbe ancora qualcosina per rendere questa città davvero degna del suo blasone e del titolo nazionale a cui aspira in campo culturale?
L’interrogativo sorge spontaneo dopo aver ricevuto in redazione una seconda lettera, rivolta al direttore, dell’ing. Eugenio Rinaldi, noto professionista dedito da decenni al volontariato civico a Bassano e nel territorio, che nel 2024 ha realizzato assieme al sottoscritto il libro “Venti di città”, che racconta vent’anni di battaglie civiche a Bassano del Grappa dal 1990 al primo decennio degli anni Duemila. Lo ricordo ancora una volta perché nel nuovo intervento che leggerete di seguito c’è un paio di riferimenti al libro in questione.
Questa seconda lettera di Rinaldi prende spunto dalla frase conclusiva della prima, riportata nel nostro precedente articolo “La conquista dello spazio”, in merito al presente e al futuro del centro storico: “Allora si dovrebbe pensare ad affitti calmierati per i giovani che vorrebbero viverci e ad insistere su eventi culturali di maggior spessore”.
È stato il punto di arrivo di una serie di riflessioni che, partendo dal dato di fatto dell’espansione in centro dei dehors dei pubblici esercizi, hanno cercato di intravedere la strada di una più armonica convivenza in centro storico tra residenti, attività ristorative e commerciali, visitatori del fine settimana.
Ma è proprio su quegli “eventi culturali di maggior spessore” auspicati dall’ingegnere dall’animo civico che, come riferisce lui stesso, varie persone gli hanno chiesto di specificare meglio “la natura e collocazione”.
È l’oggetto della lettera che pubblichiamo di seguito, in cui l’autore chiarisce cosa intende per “salto di qualità” nell’offerta culturale ed economica cittadina, ma con le strutture adeguate. E che è anche la conferma, alla luce di quanto affermato e ulteriormente auspicato da Eugenio Rinaldi, che a BDG non è ancora “tutto qui”.
LETTERA AL DIRETTORE
Eventi culturali di spessore per Bassano. La Bassano di domani.
Caro Direttore, innanzitutto ti ringrazio per avere ospitato sul tuo autorevole giornale Seven Magazine la mia opinione sui rapporti fra le tre componenti della vita del Centro Storico di Bassano.
Ho ricevuto nel contempo varie telefonate di condivisione ma soprattutto mi è stato chiesto di specificare meglio la natura e collocazione degli eventi di spessore culturale ed economico da me auspicati.
Bassano possiede una storia, una bellezza artistica e una posizione geografica strategica che la rendono il cuore pulsante della Pedemontana. E porta avanti con professionalità e interesse varie iniziative. Ne cito due, tra le altre: quelle del Museo e di Operaestate Festival.
Tuttavia per compiere un vero salto di qualità e posizionarsi come punto di riferimento definitivamente competitivo sul territorio, ritengo che sia necessario valutare altre offerte valide sia per i residenti che per gli ospiti in una città che ha bisogno di proporre altri eventi sia culturali che scientifici. La cultura non deve essere vissuta solo come intrattenimento temporaneo ma come un motore di crescita sociale ed economica capace di attrarre visitatori e professionisti qualificati.
E presento i miei intendimenti:
1- Il teatro storico. Come tu hai scritto, “un bene da salvare”. Nasce nel 2006 il Comitato pro Teatro condiviso da tutti gli esponenti del tessuto vitale, culturale ed economico della città. “Il teatro con i suoi 200 anni di storia rappresenta un elemento fondamentale e determinante di quella complessità sociale che è la vita del Centro storico”. Così scrivemmo in quell’anno, io e Mario Baruchello. Fui allora il primo Presidente ma ritenni in seguito opportuno dimettermi su invito dell’allora Sindaco poiché impegnato nella battaglia contro le Torri di Portoghesi in contrapposizione con l’Amministrazione Comunale.
2- Un centro congressi moderno e polifunzionale ( che io vedrei bene posizionato nella ex Caserma Cimberle). Questo permetterebbe a Bassano di ospitare convegni nazionali ed internazionali, eventi aziendali, festival ecc. generando un indotto cruciale per il commercio e le attività ricettive locali in ogni stagione. Ricordo che anche questo fu auspicato nel libro “Venti di Città”.
3- Un Corso Universitario in accordo con l’Università di Padova, magari legato alle specificità storiche e artistiche della Città che permetterebbe di attrarre nuovi giovani e trattenere una parte di quelli già presenti, creando un ponte solido tra il mondo della formazione e le imprese locali.
Con queste idee io vedo la Bassano di domani.
Grazie per l’ospitalità.
Eugenio Rinaldi

