AttualitàBassano del GrappaEvidenza
  • 5 min lettura

A volte ritornano

L’amministrazione Finco avvia un’indagine esplorativa sull’ex scuola Mazzini. Si rivolge a soggetti pubblici e privati per raccogliere proposte sulla possibile valorizzazione dell’immobile di proprietà comunale, chiuso dal 2020. L’iniziativa è speculare all’indagine esplorativa sull’ex Polo Santa Chiara.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Ott 16, 2026

magzin magzin
Foto di Alessandro Tich

A volte ritornano. Sono le questioni eternamente sospese della città di Bassano del Grappa, quelle relegate da anni e anni in un limbo indefinito del nulla o del molto poco all’orizzonte. Sono le storie senza fine degli “ex”: ex Polo Santa Chiara, ex Piano Mar, ex scuola Mazzini. Magari si potrebbe aggiungere a questo novero di personaggi urbani in cerca d’autore, visto che al momento non si sta ufficialmente muovendo ancora foglia in merito, anche il Caffè Italia. Che non è ancora “ex” ma sta attendendo da mesi che la questione della sua nuova aggiudicazione arrivi al dunque.

Ma ecco che, come per incanto, l’ex scuola elementare Giuseppe Mazzini ritorna agli onori della cronaca. L’amministrazione comunale, come riportato da un comunicato stampa trasmesso oggi in redazione, ha infatti avviato un’indagine esplorativa rivolta a soggetti pubblici e privati per raccogliere proposte sulla possibile valorizzazione dell’immobile di proprietà comunale, non più ad uso scolastico e chiuso alla pubblica fruizione dal 2020.

Non si tratta in realtà di una notizia nuova di zecca perché il sindaco Nicola Finco aveva già anticipato l’intenzione di raccogliere manifestazioni d’interesse sulla Mazzini all’assemblea generale dei residenti del consiglio di quartiere Centro Storico, svoltasi martedì scorso 13 ottobre nella sala conferenze della Fondazione Pirani Cremona. Ma è comunque – visto l’immobile di cui all’oggetto e i vani tentativi di riconvertirlo in “qualcos’altro” negli anni passati – una novità degna di attenzione.  

“L’avviso pubblico – informa la nota comunale – è finalizzato a individuare le destinazioni d’uso potenzialmente più interessanti con gli obiettivi dell’amministrazione, attraverso un confronto preliminare con operatori del settore, investitori, imprese edili, professionisti, associazioni di categoria, privati cittadini ed enti pubblici interessati a insediare proprie attività nel territorio comunale.”

L’immobile in cui hanno fatto scuola generazioni di bassanesi ha una superficie catastale di 5.286 metri quadrati e una consistenza catastale di 20.981 metri cubi. La definizione di una nuova destinazione urbanistica richiederà un adeguamento del Piano degli Interventi. È inoltre in fase di avvio la procedura finalizzata a verificare l’eventuale sussistenza di un vincolo di interesse culturale, considerato che il fabbricato è sottoposto alle disposizioni di tutela del Codice dei beni culturali.

“Con questa iniziativa vogliamo valorizzare il patrimonio immobiliare comunale, verificando quali possano essere le prospettive di recupero e riutilizzo della Scuola Mazzini – dichiara il sindaco Nicola Finco –. Prima di procedere con le successive valutazioni, riteniamo utile raccogliere idee e proposte dal mercato e dagli operatori interessati, così da comprendere quali destinazioni possano risultare concretamente sostenibili e compatibili con le caratteristiche dell’immobile e con la pianificazione urbanistica. L’obiettivo è individuare una prospettiva di valorizzazione per un edificio di proprietà pubblica, nel rispetto dei vincoli e delle procedure previste.”

Le manifestazioni raccolte avranno carattere esplorativo e non vincolante per il Comune, che valuterà l’ammissibilità delle destinazioni proposte anche in relazione alla pianificazione sovraordinata e agli eventuali vincoli applicabili. L’indagine non costituisce una procedura di vendita né attribuisce diritti o priorità in vista di eventuali successive procedure pubbliche.

Avviso ai naviganti: le proposte dovranno essere presentate mediante l’invio di una breve relazione esplicativa all’indirizzo PEC dell’ufficio protocollo del Comune di Bassano entro lunedì 23 novembre 2026. In alternativa, sarà possibile concordare un colloquio con il Servizio Patrimonio presso l’Area I, in via Matteotti 39, telefonando ai numeri 0424 519144 o 0424 519337. L’avviso pubblico e la relativa scheda descrittiva dell’immobile sono consultabili attraverso i canali istituzionali del Comune di Bassano del Grappa.

E così, ci troviamo di fronte a un avviso pubblico speculare a quello già pubblicato nei giorni scorsi nel sito del Comune riguardo all’ex Polo Santa Chiara, vale a dire l’attuale buco col cantiere interrotto intorno, sempre in tema di “A volte ritornano”.

Anche in quel caso si tratta di una “indagine esplorativa volta ad acquisire proposte da parte dei privati per la destinazione urbanistica più interessante” e, sempre specularmente all’avviso per la Mazzini, si tratta di un’indagine conoscitiva dal momento che le proposte che saranno presentate e vagliate dall’amministrazione “non assumono carattere vincolante per il Comune e non lo impegnano in nessun modo a dare seguito alle stesse”.

Ricapitolando: due Bassanovele senza fine, ex Mazzini ed ex Santa Chiara, stanno attendendo in contemporanea idee e proposte dai privati (e per la Mazzini anche dai soggetti pubblici) per la loro riconversione urbanistica, al netto del giudizio finale dell’amministrazione comunale. In entrambi i casi il governo cittadino attende pertanto gli input da parte di soggetti esterni. E qui, egregi lettori, scaturiscono due ipotesi diametralmente opposte sull’impostazione amministrativa messa in atto al riguardo.

Ipotesi numero 1. L’amministrazione Finco ha scelto di attuare un approccio pragmatico alle due questioni ancora irrisolte, chiedendo prima alla controparte principalmente privata che cosa “le piacerebbe” che diventasse una delle due proprietà comunali e come intenderebbe entrare in gioco e investire risorse a tale scopo. In questo modo si eviterebbe che il governo comunale promuova a priori e inutilmente progetti di destinazione urbanistica “alla cieca”, che non avrebbero poi riscontro d’interesse da parte degli investitori, privati in primis, senza la compartecipazione dei quali interventi del genere sarebbero impossibili.

Ipotesi numero 2. Sui destini dell’ex Mazzini e dell’ex Santa Chiara l’amministrazione Finco non ha alcuna idea e non sa che pesci pigliare. Per questo chiede soccorso alle manifestazioni d’interesse, con relative indicazioni di destinazione d’uso, dei soggetti esterni. In questo modo, pur non obbligata a dare seguito alle proposte, non essendo le stesse vincolanti, fa bella figura e non può essere accusata di “immobilismo” sul futuro dei due siti. E potrà inserire come medaglie sul petto le due indagini esplorative, anche se non approdassero a nulla entro il termine della legislatura comunale, nel proprio bilancio di mandato.

Voi quale delle due ipotesi preferite? 

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.