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Diamo i numeri

Il sindaco Finco in consiglio comunale avverte Fratelli d’Italia nel caso di un’eventuale rottura con la maggioranza: “Io comunque i numeri per andare avanti ce li ho lo stesso”. Ma siamo proprio sicuri che sia così?

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Set 22, 2026

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Foto: ufficio stampa Comune di Bassano del Grappa – archivio Seven Magazine

Finco Airlines. Non sono volati però aerei ma sono volati stracci al consiglio comunale di ieri sera dove molti nodi (ma non certamente tutti) dell’attuale caos politico all’interno della coalizione di centrodestra sono venuti al pettine. Pregasi leggere, per i dettagli, il mio precedente articolo intitolato “Giunti” a questo punto.

Il sindaco, imbeccato da un’interpellanza delle minoranze, ha assicurato che “una maggioranza esiste, è solida e il gruppo di Fratelli d’Italia fa parte a pieno titolo del suo perimetro politico”. Tuttavia, nel suo intervento ha attaccato direttamente e più volte il capogruppo FdI Stefano Giunta, colpevole a suo dire di “continue polemiche, inutili e dannose”. Onde per cui Finco ha dichiarato di “condividere al 100% le dichiarazioni dei capigruppo di maggioranza che hanno ridefinito questo perimetro ritenendo lo stesso consigliere Giunta non più componente della maggioranza stessa”.

Infine, il primo cittadino ha invitato il gruppo consiliare dei meloniani ad uscire allo scoperto: “È ovvio che, giunti a questo punto, chiedo a Fratelli d’Italia di fare chiarezza. Perché devo capire se Fratelli d’Italia vuole continuare a sostenere il sindaco di Bassano del Grappa. Altrimenti saranno liberi di fare quello che meglio credono. Io comunque i numeri per andare avanti ce li ho lo stesso.” Ma siamo sicuri che, riguardo a quest’ultima affermazione, sia proprio così?

Per andare a fondo della questione, per quanto sia una materia da me poco amata, sono costretto ad occuparmi un po’ di aritmetica. E allora, egregi lettori, diamo i numeri.

In consiglio comunale, i consiglieri di maggioranza sono 16. Più il sindaco Finco, che ha diritto di voto, fanno 17 voti a favore dell’amministrazione. I consiglieri di minoranza sono invece 8. Questi sono i dati di partenza dai quali sviluppare ogni calcolo.

Poniamo il caso – per il momento ancora teorico – che i quattro consiglieri di Fratelli d’Italia votino tutti contro o, in extrema ratio, vadano all’opposizione. Un’eventualità davvero da ultima spiaggia, perché in questo caso in giunta comunale salterebbe la testa dell’assessore Andrea Zonta, in quota FdI. Ma ipotizziamo comunque che il quartetto FdI decida di uscire dalla maggioranza.

I voti di maggioranza favorevoli al sindaco scenderebbero a 13. Quelli contrari salirebbero invece a 12. Un solo punto di scarto. Il tutto al netto della posizione politica della consigliera di minoranza Paola Teosini (già del gruppo Pavan Sindaco e oggi del Gruppo Misto) che fino ad oggi non si è mai allineata con i gruppi di minoranza del centrosinistra. Ma torniamo ai numeri.

Siamo rimasti all’ipotesi 13 contro 12. Poniamo adesso l’ulteriore caso teorico che in occasione di una votazione importante per il prosieguo stesso della legislatura comunale, quale può essere ad esempio l’approvazione del bilancio, due consiglieri di maggioranza risultino assenti. È già successo più volte. Ecco che il rapporto dei numeri si rovescerebbe: 11 contro 12. La maggioranza di centrodestra andrebbe pertanto in sofferenza. Sempre che la Teosini della situazione non voti a favore, ristabilendo un 12 contro 11. Ma saremmo comunque in una situazione molto precaria, cosa che un’amministrazione comunale non si può permettere.

Da qui il responso dell’aritmetica, che non è un’opinione. In caso di defezione dalla maggioranza di Fratelli d’Italia, il sindaco Finco avrebbe certamente “i numeri per andare avanti”. A patto però che i suoi consiglieri di maggioranza siano tutti fisicamente presenti. Nessun raffreddore, nessuna linea di febbre, nessun impedimento per improrogabili impegni di lavoro: pena il rischio di andare “sotto” in consiglio comunale. E andare avanti così fino alla metà del 2029, termine naturale della legislatura comunale, sarebbe sfibrante e deleterio.

Oltre a tutto questo, va aggiunto il particolare fondamentale che il sindaco, pur avendo diritto di voto, non è un consigliere comunale e quindi non è computabile per garantire il quorum per la validità delle sedute. 

Pertanto, in considerazione di un simile e aleatorio “filo del rasoio”, a Nicola Finco non conviene assolutamente perdere i voti del gruppo di Fratelli d’Italia, a prescindere dalle prese di posizione della potenziale nuova mina vagante del centrodestra che risponde al nome di Stefano Giunta. Ma in questo momento, nell’eventuale e non impossibile prospettiva di un passaggio di Fratelli d’Italia all’opposizione, il suo interesse prioritario è quello di serrare le file dei gruppi consiliari di maggioranza a lui sicuramente fedeli, allo scopo di garantirsi i numeri. 

Ed è in questo ambito che appare collocarsi la sostituzione, di cui colpisce la tempistica, del consigliere di maggioranza Paolo Bertuzzo, del gruppo Impegno per Bassano. Il cui caso è delicato da trattare giornalisticamente perché riguarda la sua sfera personale.

Negli ultimi due anni, e per la maggior parte del tempo, Bertuzzo è rimasto infatti assente dal consiglio comunale a causa di un problema di salute. Problema che fortunatamente ha risolto, visto che di recente ha fatto la sua ricomparsa in sala consiliare. Ma in questi due anni il consigliere di maggioranza non si è mai dimesso e quindi non è stato sostituito. Ora Bertuzzo, come comunicato pubblicamente ieri sera in consiglio dal sindaco nell’intervento di ringraziamento nei suoi confronti, sta trascorrendo “un periodo di riabilitazione” fuori città. Una circostanza che al momento gli impedisce ancora di partecipare regolarmente alle sedute consiliari.

E guarda caso, proprio adesso, coi venti di fronda che stanno spirando all’interno della maggioranza, sono arrivate le sue dimissioni con il subentro al suo posto di Massimo Gianesin, che era il primo dei non eletti di Impegno per Bassano e che può assicurare una presenza costante sui banchi di maggioranza.

Un altro caso particolare – sempre in prospettiva – riguarda Giovanni Baggio, consigliere del gruppo Finco Sindaco. Baggio infatti vive e lavora a Bruxelles, dove fa l’assistente parlamentare accreditato dell’eurodeputata Elena Donazzan. Come qualcuno ricorderà, a inizio legislatura l’attuale maggioranza aveva approvato proprio per lui una modifica al regolamento del consiglio comunale che consente ai consiglieri impossibilitati a presenziare di persona, come Baggio, di videocollegarsi da remoto ai lavori consiliari. Ma la nuova regola, almeno sulla carta, prevede un tetto massimo di tre videocollegamenti all’anno.

E sempre guarda caso, ieri sera Giovanni Baggio da Bruxelles era presente fisicamente in consiglio comunale. Lo aveva già fatto in passato e non vi è nulla di trascendentale, ma resta aperta la questione se tre collegamenti da remoto all’anno siano sufficienti a far stare tranquillo un sindaco che vuole avere a disposizione i numeri sufficienti per governare. Sempre nel caso in cui i Fratelli decidano di trasferirsi dalla parte opposta della sala consiliare e di diventare figli unici.

Tutto quanto sopra riportato, lo ribadisco, è solo un insieme di ipotesi ancora teoriche su futuri scenari altrettanto presuntivi. Ma nel momento in cui il sindaco ha avvertito Fratelli d’Italia che lui “comunque i numeri per andare avanti ce li ha lo stesso”, l’auspicio è che abbia fatto bene i conti. Non vorrei che Nicola Finco diventasse il primo sindaco di Bassano del Grappa con un’agenda per gli impegni e con un pallottoliere per i consiglieri a suo favore presenti in consiglio comunale.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.