Ormai ci siamo. Alle ore 18 di dopodomani, giovedì 24 settembre, scade il termine alla Camera dei Deputati per la presentazione degli emendamenti al ddl (disegno di legge) del Governo “Disposizioni in materia di circoscrizioni giudiziarie”. Quello solito, presentato dal ministro della Giustizia Nordio di concerto coi ministri per la P.A. Zangrillo e per l’Economia e Finanze Giorgetti, e approvato dal Consiglio dei Ministri il 22 luglio dell’anno scorso. Quello che nel testo originario prevede l’istituzione del nuovo Tribunale di Bassano del Grappa, il ripristino definitivo del quattro Tribunali abruzzesi di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto e il ripristino definitivo delle tre sezioni distaccate insulari di Ischia, Lipari e Portoferraio.
Come è noto, il ddl è ormai da mesi in discussione alla Camera per la sua conversione in legge. Terminate ormai le audizioni in Commissione Giustizia e dopo il termine della presentazione degli emendamenti, la Commissione dovrà fare sintesi, votando le proposte di modifica, e licenziare il testo emendato per la discussione e il voto finale in aula. Dopodiché, l’intero “armamentario” procedurale verrà trasferito al Senato, dove l’iter ripartirà per il suo secondo viaggio romano.
La notizia che ci riguarda è che uno degli emendamenti al ddl presentati negli ultimi giorni è riferito al nuovo Tribunale di Bassano. Il proponente e firmatario della modifica è l’onorevole Erik Pretto, nato a Schio e residente a Marano Vicentino, membro della Commissione Giustizia di Montecitorio. Segni particolari: eletto (anzi rieletto) alla Camera con la Lega e dallo scorso luglio transitato in Forza Italia.
Se approvata, la modifica di Forza Italia stralcerà, o se preferite un verbo più forte “taglierà via di netto” l’intero territorio dell’Alto Vicentino compreso dal ddl nella circoscrizione giudiziaria del nuovo Tribunale di Bassano del Grappa, mantenendolo nel circondario del Tribunale di Vicenza.
Il deputato forzista, che già in tempi non sospetti aveva espresso sostegno ai sindaci dell’Alto Vicentino dichiaratisi contrari all’“annessione” giudiziaria a Bassano, è partito dal presupposto che la zona geografica interessata costituisce un comprensorio omogeneo, trovando pertanto “illogico” che per l’amministrazione della giustizia venga divisa in due lasciando le aree di Schio e di Malo sotto la competenza di Vicenza, mentre il Thienese verrebbe dirottato nel territorio giudiziario di Bassano.
L’emendamento propone quindi di modificare l’articolo 2 del ddl, “Istituzione del Tribunale di Bassano del Grappa e della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bassano del Grappa”, al comma 1, dove vengono elencati tutti i Comuni compresi nel nuovo circondario giudiziario bassanese. Nella fattispecie, la proposta di modifica al testo base del ddl esclude dalla giurisdizione del Tribunale del Grappa 18 Comuni attualmente ricadenti in quella del Tribunale di Vicenza. Questo il testo dell’emendamento:
“ARTICOLO 2. Al comma 1 sopprimere le seguenti parole: Breganze, Bressanvido, Caltrano, Calvene, Carrè, Chiuppano, Cogollo del Cengio, Fara Vicentino, Lugo di Vicenza, Montecchio Precalcino, Pozzoleone, Salcedo, Sandrigo, Sarcedo, Thiene, Valdastico, Zanè, Zugliano.”
Certo, è un bel pezzo di territorio che verrebbe escluso dalle competenze della giustizia in riva al Brenta, ma è la conseguenza di una presa di posizione comprensoriale ormai assodata e che, dalle parti di Thiene e dintorni, non ammette repliche.
Inizialmente, ai tempi delle quattro visite pastorali a Bassano del Grappa del sottosegretario leghista alla Giustizia Andrea Ostellari nel 2023, i Comuni dell’Alto Vicentino avevano aderito al progetto di quello che allora si chiamava, e continua a chiamarsi ancora oggi per i bassanesi, Tribunale della Pedemontana. Successivamente però, e anche in modo abbastanza rapido, hanno cambiato idea e oggi di essere compresi nella circoscrizione giudiziaria di Bassano non ne vogliono sentir parlare.
Risale al marzo 2025 un primo gesto di “ribellione” del territorio interessato, con la lettera al ministro Carlo Nordio dei sindaci di 28 Comuni dell’Alto Vicentino, di cui 13 compresi nell’ancora ipotetico circondario di giustizia pedemontano, che per varie motivazioni hanno rispedito al mittente l’iniziativa giudiziaria bassanese bollandola come “un progetto nostalgico e anacronistico”.
Una presa di posizione ribadita ed anzi rafforzata nel maggio di quest’anno, quando 12 sindaci dell’Alto Vicentino (i primi cittadini di Breganze, Caltrano, Carrè, Chiuppano, Fara Vicentino, Lugo di Vicenza, Montecchio Precalcino, Sandrigo, Sarcedo, Thiene, Zanè e Zugliano) hanno affermato in un documento congiunto la loro netta opposizione al Tribunale bassanese e hanno chiesto di mantenere i rispettivi Comuni sotto la giurisdizione del Tribunale di Vicenza: “Chiediamo di essere esclusi dall’inserimento nella nuova circoscrizione giudiziaria”.
La differenza tra la protesta del 2025 e quella del 2026 è che in mezzo alle due date il CdM ha approvato il disegno di legge ora all’esame della Camera. Mentre nel marzo dell’anno scorso il Tribunale della Pedemontana era ancora e solamente una promessa ai bassanesi, nel maggio di quest’anno era invece già stato messo nero su bianco sul testo governativo. Così aveva dichiarato l’on. Erik Pretto a seguito della nuova levata si scudi dei sindaci dell’Alto Vicentino: “Una richiesta di attenzione che abbiamo il dovere di ascoltare”. Et voilà: con l’emendamento al ddl da lui presentato, il parlamentare vicentino è passato dalle parole ai fatti.
“L’Alto Vicentino è un territorio omogeneo dal punto di vista socio-economico, geograficamente ben definito, ed è bene che rimanga compatto anche per quanto attiene all’amministrazione della giustizia – dichiara invece oggi l’on. Pretto –. Ritengo assolutamente inopportuna l’ipotesi che esso possa essere diviso sulla carta per effetto di dinamiche politiche incomprensibili.” “Dopo aver ascoltato con attenzione molti amministratori locali ed associazioni di categoria, in accordo con il sen. Zanettin – aggiunge il deputato forzista –, ho quindi prodotto questo emendamento che ha appunto lo scopo di tutelare l’unità di quest’area, mantenendola nell’orbita del Tribunale di Vicenza.”
Alto Vicentino “fuori dall’orbita” della circoscrizione giudiziaria pedemontana, dunque, almeno per l’iniziativa del parlamentare di Forza Italia che ha raccolto le istanze dei sindaci e le ha codificate in una proposta di modifica al disegno di legge. Perché Bassano del Grappa sarà anche una Repubblica indipendente, ma non è ancora un pianeta.


