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Cronache dal caldo

Monopattino rubato e genitore ubriaco, rifiuto dell’alcoltest e aggressione verbale agli agenti, corsa clandestina sulla SP 102, incidente autonomo e aggressione simulata. A Castelfranco Veneto, per la Polizia Locale non c’è stato che l’imbarazzo della multa.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Ago 11, 2026

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Fonte immagine: trevisotoday.it

Come sapete, egregi lettori, la cronaca non è un argomento ricorrente su Seven Magazine. La nostra è una testata giornalistica online principalmente concentrata sulle notizie e sugli approfondimenti di attualità.

Ma ogni regola, ogni tanto, vuole la sua eccezione. Perché quello che è accaduto lo scorso fine settimana a Castelfranco Veneto è un insieme di episodi significativi di comportamenti a dir poco trasgressivi, forse istigati dal clima obnubilante di queste giornate di grande caldo. Quattro distinti fatti di cronaca, di cui uno – una corsa clandestina sventata – particolarmente rilevante, elencati in un comunicato stampa trasmesso in redazione dall’amministrazione comunale castellana.

La casistica dei fatti è quanto mai variegata e per gli agenti della Polizia Locale non c’è stato che l’imbarazzo della multa.

Monopattino rubato e genitore in stato di ebbrezza

Il primo episodio ha riguardato il recupero di un monopattino elettrico, sottratto nei giorni scorsi. Il legittimo proprietario ha riconosciuto il proprio mezzo, condotto da un giovane, e ha prontamente contattato il Comando della Polizia Locale. Gli agenti sono intervenuti bloccando il veicolo. La situazione si è ulteriormente complicata con l’arrivo sul posto del padre del ragazzo, che si è presentato in evidente stato di alterazione alcolica. Sottoposto al controllo, l’uomo ha fatto registrare un tasso alcolemico superiore di oltre quattro volte il limite consentito, con le conseguenti sanzioni previste dalla legge.

Fermato sulla SS 53: rifiuta l’alcoltest e poi aggredisce verbalmente gli agenti

Nel corso dei controlli lungo la SS 53, gli agenti hanno fermato un altro conducente in evidente stato di ebbrezza. In un primo momento l’uomo ha rifiutato di sottoporsi all’alcoltest, acconsentendo successivamente al controllo, che ha confermato lo stato di ebbrezza. Alla comunicazione delle conseguenze previste, il conducente ha iniziato ad aggredire verbalmente gli operatori, arrivando quasi allo scontro fisico. Gli agenti hanno quindi proceduto nei suoi confronti per resistenza, oltraggio e minacce.

Interrotta una corsa clandestina sulla SP 102

Nella notte tra sabato e domenica, la Polizia Locale è intervenuta per interrompere un raduno automobilistico abusivo lungo la SP 102. Oltre 20 veicoli erano coinvolti in una corsa clandestina, mentre numerosi spettatori avevano occupato la rotatoria di immissione sulla strada provinciale, creando una situazione di grave pericolo per la circolazione. L’intervento congiunto di due pattuglie della Polizia Locale e dei Carabinieri ha consentito di interrompere il raduno. All’arrivo delle forze dell’ordine si è verificato un fuggi fuggi generale, con numerosi conducenti fermati e identificati. Sono ora in corso, anche attraverso l’analisi dei filmati del sistema di videosorveglianza comunale, le attività di identificazione delle targhe dei veicoli coinvolti, per accertare le responsabilità e procedere nei confronti di organizzatori e partecipanti.

Simula un’aggressione per giustificare un incidente autonomo

Sempre durante i controlli notturni di sabato, un conducente in evidente stato di alterazione ha richiesto l’intervento dei soccorsi sostenendo di essere stato spinto fuori strada e successivamente aggredito da un gruppo di cinque persone. I tempestivi accertamenti e i rilievi effettuati dagli agenti hanno però smentito la ricostruzione fornita dall’uomo. Gli accertamenti hanno infatti ricondotto l’episodio a una fuoriuscita stradale autonoma all’interno di una rotatoria, che aveva provocato ingenti danni all’autovettura. Alla luce degli elementi raccolti, per il conducente potrebbe scattare una denuncia per simulazione di reato.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.