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Cena una volta

Sergio Dussin ripubblica su Facebook alcune foto della Cena sul Ponte di Bassano, risalenti al 2021. Solo “un ricordo” o cosa? “È un ricordo che va ritrovato, va rivisto e va rinfocolato di nuovo. Perché questo non era un evento di Sergio Dussin. Era un evento della ristorazione bassanese”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Lug 30, 2026

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Sergio Dussin (foto di Alessandro Tich)

Cena una volta. Ovvero: c’era una volta una cena. E che cena: la Cena sul Ponte di Bassano, che si svolgeva ogni anno nel mese di luglio in concomitanza o a ridosso del compleanno della città. L’originale evento (almeno originale all’inizio, poi ripetutosi più o meno sempre con lo stesso format), organizzato dai Ristoratori Bassanesi di Confcommercio, traeva le sue origini dalla sua prima edizione del 22 luglio 1998, in occasione del Millennio di Bassano del Grappa. Un’edizione storica, in tutti i sensi.

L’appuntamento gastronomico tra le architetture palladiane – e chiedo scusa ai “puristi” secondo i quali il Ponte di oggi non è più quello disegnato da Palladio – è stato quindi regolarmente riproposto di luglio in luglio, fatti salvi gli impedimenti eccezionali come i lavori di restauro sul Monumento Nazionale o il Covid. Qualche volta il maltempo ha costretto a trasferire lo svolgimento della serata in spazi al chiuso, come Palazzo Bonaguro o Villa Ca’ Rezzonico, ma la Cena non è mai mancata nel calendario degli eventi della città.

Negli ultimi due anni, però, se ne sono perse le tracce. Dissolta come gelato al sole, e senza che rimanga nemmeno il cono. Probabilmente il “nuovo corso” della categoria dei Ristoratori ha ritenuto che non fosse più il caso di investire risorse ed energie su un avvenimento del genere. Ma non c’è stato nessun avviso, nessun comunicato stampa che informasse la città dell’avvenuta messa in pensione dell’evento conviviale. La Cena sul Ponte è semplicemente desaparecida, e basta.

Senonché, all’improvviso, qualcuno ne ha onorato la memoria sui social. Si tratta di Sergio Dussin, titolare del “Pioppeto” di Romano d’Ezzelino, ex presidente per più di vent’anni dei Ristoratori Bassanesi dell’Ascom. Gli anni veramente ruggenti della Cena sul Ponte hanno coinciso col periodo del suo incarico alla guida della categoria. E lui, sul suo profilo Facebook, ha ripubblicato ovvero ri-postato (nella modalità “Visualizza i tuoi ricordi”) alcune foto di una passata edizione della Cena, risalente al 2021.

“Per i Ristoratori Bassanesi – è il suo testo a corredo del post – era tradizione organizzare la cena sul Ponte di Bassano, ringrazio tutti gli amici e colleghi che condividevano questo appuntamento.”

Parlando di quello che era l’“evento principe” dei Ristoratori e trattandosi di Dussin, un messaggio del genere non sembra essere un puro e semplice amarcord personale da social network, che di solito interessa solamente a chi lo posta. Appare anzi come un invito subliminale, rivolto alla sua stessa categoria, a ricordarsi di quanto fatto nel passato per ritrovare la strada nel presente, prima ancora che nel futuro. 

Sergio Dussin: lei ha ripubblicato alcune foto di una Cena sul Ponte, quella del 2021. È solo “un ricordo” o cosa?

Diciamo che era un appuntamento storico, quello di festeggiare il compleanno della città di Bassano del Grappa dal 19 al 22 di luglio facendo la Cena sul Ponte, aperta a tutte le persone che volevano partecipare. E poi si dava l’utile della serata in beneficenza alle persone bisognose. Un anno abbiamo fatto la Cena a favore dell’associazione di Sammy Basso e Sammy ha detto la frase famosa: “Ricordati che la vita è bella e cercate di volervi bene”. È stata una cosa stupenda. Abbiamo sempre fatto l’abbinamento con i prodotti tipici del territorio. Abbiamo fatto anche una Cena sul Ponte ospitando amici ristoratori di altre province. E abbiamo fatto anche delle edizioni dedicate ai personaggi famosi di Bassano.

Cosa resta di tutto questo?

Resta un bel ricordo. Secondo me, è un ricordo che va ritrovato, va rivisto e va rinfocolato di nuovo. Perché questo non era un evento di Sergio Dussin. Era un evento della ristorazione bassanese che veniva fatto sul Ponte tutti quanti assieme. Il bello era proprio trovarsi con tutti quanti i colleghi e gli amici ristoratori, condividere questa cena con due o trecento persone e cercare di servirle il meglio possibile.

Ma negli ultimi anni la Cena sul Ponte non era diventata una formula, non dico “superata”, ma un po’ troppo “stantia”? Cioè: “Sempre quella”?

Finché ero io a presiedere i Ristoratori Bassanesi, erano serate molto belle ed erano anche molto gettonate. Si arrivava anche un mese prima ad avere tutto quanto esaurito. Dopo, quando io mi sono messo da parte o, per meglio dire, quando mi hanno fatto mettere da parte, non ho più seguito la cosa e non ho più detto nulla.

Ma col gasolio a oltre 2 euro, con le bollette, con le guerre e chi più ne ha più ne metta, insomma con tutti i pensieri che abbiamo oggi avrebbe ancora senso fare una Cena sul Ponte, che è nata in un periodo storico ed economico assai diverso?

La tradizione non va mai persa. La tradizione non deve essere inquinata da guerre, da aumenti di gasolio eccetera. La tradizione, come l’asparago, va sempre rimessa in piedi. La Cena sul Ponte è stata e può essere ancora un sistema in cui noi ristoratori ci mettiamo insieme e facciamo capire al pubblico che siamo un gruppo di amici. Tant’è vero che il 20 settembre faremo a Bassano una serata per don Andrea Guglielmi, che lascia Bassano per nuovi incarichi. Ci saranno molti ristoratori che faranno dei piatti, gratuitamente, per l’evento di saluto a questo grande sacerdote. Ci saranno Cornale, Trevisani, il Ca’7, il Pioppeto, Villa Razzolini, il Mozart, Ottone e altri ancora. Abbiamo anche degli sponsor che ci aiutano a fare questo evento.

Quanto è viva ancora – se è viva – la ristorazione bassanese?

La ristorazione bassanese è viva. Manca solo l’allenatore, non il presidente. L’allenatore che unisce di nuovo tutti quanti gli elementi e che porta avanti la squadra.

Un allenatore? Ma non è che poi va a finire come Pirlo, Maldini e compagnia bella?

Loro hanno il pallone. Noi abbiamo i piatti e il cliente che mangia il piatto gusta il prodotto. Questa sera al Pioppeto sono venute alcune persone che adesso partono per le ferie. Hanno voluto venire a mangiare qua stasera per venirmi a salutare. Queste sono soddisfazioni.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.