Se fossimo a scuola e l’insegnante ci assegnasse il tema per il compito in classe “Scrivete dei progetti beneficiari del Bando Sociale 2026 della Fondazione Banca Popolare di Marostica Volksbank”, io gli chiederei: “Scusi prof, basteranno quattro fogli protocollo?”. Perché i progetti beneficiari sono addirittura 11 e alla conferenza stampa convocata nella sede della Fondazione a Palazzo Doglione a Marostica ciascun progetto viene presentato al microfono – con un tempo prefissato di tre minuti a testa, ma spesso anche “sforati” – da un referente dell’associazione, cooperativa, scuola, Onlus e quant’altro, beneficiario del relativo finanziamento. Ce ne sarebbe quanto basta per scrivere un libro. Dovrò pertanto prendere ancora una volta lo spremiagrumi per estrarre il succo dei contenuti presentati. E inevitabilmente, sarà comunque un succo corposo.
Il Bando per il sostegno a progetti in ambito sociale, alla sua prima edizione, è nato con l’intento di supportare progetti che intervengono sul territorio a favore di persone con fragilità, favoriscono integrazione e coesione sociale, contrastano forme di disagio ed emarginazione, promuovono pari opportunità e benessere, sperimentano modelli innovativi e replicabili di intervento sociale. Le domande pervenute alla Fondazione sono state ben 81 e tra queste sono stati selezionati e finanziati gli 11 progetti che più rispettavano i requisiti del bando: 9 di questi con un contributo di 15 mila euro ciascuno, uno con 10 mila euro e uno con 5 mila euro.
“Ci siamo resi conto di quanti bisogni continuino ad aumentare in moltissimi settori”, afferma la presidente di Fondazione Banca Popolare di Marostica Volksbank Piera Campana, che sottolinea come la scelta non sia stata facile fra tanti progetti degni di attenzione, come la selezione sia stata compiuta “distribuendo i beneficiari a livello geografico e pensando ai fruitori” e come “la maggior parte dei progetti sia legata alle esigenze dei minori e degli anziani” e che interviene affiancata dagli altri tre componenti del CdA della Fondazione Matteo Vivian (vicepresidente), Denis Bagnara e Andrea Garbin.
Ma veniamo al dunque. Di seguito riporto gli 11 progetti beneficiari del Bando Sociale 2026 della Fondazione, indicando tra parentesi il nome del referente o dei referenti intervenuti in conferenza stampa.
Il primo finanziamento è per l’IC Marostica (Grazia Marabello, dirigente IC Breganze-Colceresa) per il progetto “A scuola di benessere” che coinvolge i tre Istituti Comprensivi territorialmente confinanti di Marostica, Lusiana Conco e appunto Breganze-Colceresa. Riscontrando un generalizzato aumento di fragilità emotive e stati d’ansia tra gli studenti, il progetto prevede di attivare o consolidare in ciascun Istituto Comprensivo della rete uno sportello di ascolto psicologico per offrire supporto a studenti, famiglie e docenti. Saranno inoltre organizzati incontri formativi territoriali rivolti ai docenti, ai genitori e alla comunità locale, con serate a tema finalizzate al rafforzamento delle competenze socio-emotive e relazionali.
Il secondo beneficiario è l’organizzazione umanitaria Women for Freedom ETS (Lucia Cuman, presidente) per il progetto “Energia Donna” che intende sostenere il reinserimento socio-lavorativo di donne vittime di violenza nel territorio di Marostica e Bassano del Grappa, segnalate da vari attori pubblici e privati della rete dell’associazione e per le quali l’iniziativa può rappresentare un’occasione di rinascita e di rafforzamento dell’autonomia individuale. Il progetto si struttura su prevenzione e azione, prevedendo attività di sensibilizzazione presso scuole e aziende del comprensorio e l’inserimento professionale di 10 donne fragili attraverso un tirocinio professionalizzante.
Il terzo contributo del Bando viene assegnato alla Cooperativa Sociale Verlata (Elisa Marini, presidente) per il progetto “400 senza ostacoli”, mirato a favorire l’inserimento di minori tra i 6 e i 18 anni in situazione di disabilità, di svantaggio o di marginalità economica, sociale e culturale all’interno delle attività ordinarie delle realtà sportive e culturali del territorio. Si prevede una mappatura delle associazioni dell’Alto Vicentino, un corso dedicato ad allenatori, dirigenti e figure operative per fornire le competenze necessarie ad un approccio inclusivo, uno sportello di orientamento per le famiglie e la costituzione di una rete di volontari per affiancare i minori durante le attività, al fine di facilitarne l’integrazione all’interno dei vari gruppi.
Il quarto progetto in lista è “AMVAD Caffè” dell’AMVAD Aps – Associazione Veneto Malattia di Alzheimer e Demenze (Sonia Munaretto, consigliera). È il progetto destinatario del finanziamento di 5 mila euro. Prevede il consolidamento dell’esperienza già sperimentata con successo nel territorio vicentino, con l’apertura di un nuovo spazio di socializzazione e sostegno rivolto a persone nelle prime fasi di decadimento cognitivo e ai loro caregiver. L’obiettivo è contrastare l’isolamento sociale, sostenere i caregiver e promuovere una comunità più consapevole e inclusiva rispetto al tema delle demenze.
Quinta realtà finanziata in lista: Samarcanda Cooperativa Sociale Onlus (Lorenzo Sette, presidente) per il progetto “Living Lab” che promuove la sperimentazione di modelli innovativi di co-housing nella provincia di Vicenza, rivolti sia a persone in condizioni di fragilità abitativa che a cittadini in cerca di soluzioni accessibili. Attraverso due contesti diversi – un appartamento a Thiene e un campus a Vicenza – verranno coinvolti 10 beneficiari in percorsi di autonomia abitativa e integrazione sociale. Il progetto avrà una durata di 12 mesi e l’obiettivo finale è costruire un modello replicabile di co-housing sociale, capace di essere esteso ad altri territori e contesti.
Il sesto destinatario dei fondi del Bando è l’associazione culturale E20Danza di Vicenza (Simone Baldo, co-direttore artistico) per “Museum Moves”. È il progetto a cui va il finanziamento di 10 mila euro. Promosso dall’associazione con il Comune di Vicenza e l’Ulss 8 Berica, intende ridurre lo stigma legato alle malattie neurodegenerative come il Parkinson e valorizzare il ruolo delle pratiche artistiche come occasione di partecipazione, socializzazione e benessere. L’iniziativa comprende 47 sessioni di danza a Palazzo Chiericati e una ricerca interdisciplinare che coinvolge artisti della danza, scienziati e ricercatori, riunendo professionisti che hanno contribuito alla sviluppo della pratica “Dance Well – Movement Research for Parkinson”.
Il settimo assegnatario del Bando Sociale è l’associazione AMAD Odv (Angelino Bordignon, presidente e Massimo Lazzarotto, vicepresidente) per il progetto “Custodi di storie” che intende fornire strumenti informativi, formativi, di contatto e protagonismo a tutti coloro che convivono con malattie neurodegenerative come l’Alzheimer, raggiungendo anche le famiglie che per situazioni logistiche o di solitudine rischiano di rimanere nel circolo vizioso dell’isolamento sociale. Un secondo obiettivo è quello di avviare nuove forme e nuovi attori di volontariato dell’associazione, coinvolgendo i giovani, tramite un podcast che dia l’opportunità di condividere informazioni, saperi ed esperienze connessi con la malattia e la sua cura.
“Accendiamoci” è invece il titolo dell’ottavo progetto finanziato dalla Fondazione, promosso da Il Girasole Odv (Denise Mattiello, presidente e Piera Piazza, segretaria) per un’azione di welfare territoriale generativo rivolto a persone anziane fragili, caregiver familiari e comunità locali della provincia di Vicenza. L’intento è quello di offrire, attraverso percorsi formativi, un supporto psicologico e la creazione di reti di prossimità, in collaborazione con gli esercenti del territorio, nei negozi di quartiere, dove le persone fragili trovino relazioni, supporto reciproco e anche accesso alle competenze digitali di base.
Il nono progetto nell’elenco dei beneficiari del Bando è “Futuranza – Un passo in più” della società cooperativa sociale Progetto Zattera Blu Onlus (presidente Alberto Carollo). L’iniziativa vuole offrire ad adolescenti e giovani dell’Alto Vicentino e del Bassanese esperienze innovative di orientamento e rafforzare il ruolo degli adulti nel supportarli nel percorso di crescita. Si prevede un presidio educativo e di aggregazione informale al Centro Studi di Bassano per intercettare chi rischia la dispersione scolastica. Verranno proposti cicli di laboratori STEAM, atelier creativi e incontri orientativi su opportunità formative, lavorative e di mobilità europea.
Siete ancora qui? Benissimo. Dai, forza, che stiamo quasi per finire.
Il decimo progetto finanziato dalla Fondazione è “I Briganti Rugby” della cooperativa sociale Ca’ delle Ore (Matteo Trevisan, direttore della comunità). Utilizza il rugby come strumento educativo, relazionale e terapeutico per sostenere i percorsi di cambiamento dei giovani in comunità e al contempo prevenire le dipendenze tra i più giovani. Il progetto offre un contesto strutturato e positivo, particolarmente rilevante nella fase di transizione verso il territorio. Il rugby diventa così uno spazio esperienziale in cui i partecipanti possono valorizzare le proprie risorse, migliorare le relazioni e costruire una rete sociale sana ed inclusiva.
Undicesimo e ultimo beneficiario del Bando Sociale: Adelante Onlus (Riccardo Nardelli, referente area progetti e Tania Zambon, coordinatrice progettuale) con il progetto “Narrati. Destinazione sé” per l’accompagnamento educativo e psicologico rivolti a ragazze e ragazzi dai 14 ai 18 anni in situazioni di fragilità, emarginazione sociale, dispersione o abbandono scolastico, povertà educativa, affiancati da figure educative esperte. L’intervento mira a promuovere contesti di “narrazione di sé stessi”, rielaborazione dell’esperienza e costruzione dell’identità attraverso percorsi personalizzati in “microlab”, in una logica di rete e di presa in carico condivisa con famiglie, scuola e servizi territoriali.
Questo, egregi lettori, è quanto. E come si faceva anche nei temi di italiano a scuola, arrivo alle considerazioni conclusive. Alla luce degli 11 progetti beneficiari del Bando per il sostegno a progetti in ambito sociale della Fondazione Banca Popolare di Marostica Volksbank, e ricordando che i progetti presentati sono stati ben 81, emerge a degno riconoscimento l’universo sommerso del Terzo Settore e del volontariato a supporto delle persone e delle fasce di popolazione più fragili. Non un’eccezione ma un chiaro segnale della diffusa difficoltà di vivere nella nostra società di oggi.
Ecco prof, i miei quattro fogli protocollo sono completi.