Lo scorso sabato 9 maggio sono tornato per l’ennesima volta al Castello Superiore di Marostica. E ne avevo ben donde: in quella data e in quel luogo si è svolta infatti la cerimonia di premiazione e di inaugurazione della mostra della 52° edizione di Umoristi a Marostica, la rassegna internazionale di grafica umoristica, organizzata dal sempiterno Gruppo Grafico Marosticense, di cui faccio parte della giuria ormai da quasi una quarantina d’anni. Giornata meteorologicamente splendida e panorama mozzafiato sulla pianura veneta, come sempre. Il Castello Superiore è uno di quei posti, che in realtà sono assai numerosi, che ti infondono la consapevolezza della fortuna di vivere in questa regione.
Tuttavia, c’è anche il rovescio della medaglia: il Castello “alto” di Marostica, raggiungibile anche a piedi col sentiero dei Carmini, è un sito storico di indubbio fascino ma non è il massimo dell’accessibilità. Innanzitutto, non è inserito nei consueti flussi di passaggio della frequentazione turistica perché bisogna andarci apposta. E poi, almeno in questo momento, non costituisce un esempio di comodità – per usare un eufemismo – per chi ci arriva in macchina e magari presenta anche problemi di deambulazione. Arrivando a destinazione per l’inaugurazione di Umoristi a Marostica, abbiamo dovuto infatti lasciare l’auto nel limitato parcheggio sottostante di via Cansignorio della Scala. Nessuna possibilità di raggiungere l’area del Castello in auto, come si faceva un tempo rischiando anche di graffiare la carrozzeria allo stretto portone d’ingresso. Strada di accesso al maniero medievale sbarrata da una transenna, controllata a vista da due agenti della Polizia Locale.
Perché mi soffermo sui limiti di accessibilità del Castello Superiore, destinazione raggiungibile “per scelta” e non per passaggio automatico? Elementare, Watson: perché qui vengono adesso allestite le mostre temporanee organizzate od ospitate dal Comune di Marostica. Non solo la mostra biennale degli Umoristi ma anche mostre immersive (come “Jacopo Bassano. Le opere…i luoghi”, realizzata l’anno scorso), esposizioni d’arte e mostre personali di vari autori. Un tempo tutti questi eventi espositivi trovavano spazio nelle sale al piano terra del Castello Inferiore. Compresa la mostra delle opere premiate e selezionate di Umoristi a Marostica: e presentare un’esposizione in Piazza degli Scacchi era tutta un’altra cosa, in termini di afflusso di visitatori, di comodità di accesso e di visibilità.
Il “trasloco” delle mostre temporanee al Castello Superiore è avvenuto contestualmente ai lavori di ristrutturazione e riqualificazione, durati quattro anni, delle sale al piano terra del Castello Inferiore per ricavare lo spazio permanente del nuovo Museo Internazionale degli Scacchi “Giovanni Longo – Città di Marostica”. E adesso che al “Castello da basso” il Museo Internazionale degli Scacchi è stato inaugurato e aperto al pubblico, con la cerimonia di sabato scorso 16 maggio, quello degli eventi espositivi al Castello Superiore è un trasloco senza più ritorno. Ma è un trasloco che avrà anche un futuro?
Nella questione si inserisce difatti una nuova variabile indipendente, direttamente collegata al ruolo di attrazione turistica del Castello Superiore medesimo che al suo interno, quando non ospita qualche mostra temporanea, è attualmente una scatola vuota. Gli ultimi segni di vita stabile lassù in cima al Colle Pausolino risalgono al 2019, l’ultimo anno di attività del Ristorante al Castello Superiore, il cui ultimo gestore è stato il noto ristoratore Stefano Nardello, per oltre vent’anni alla guida del “fu” prestigioso locale incastonato tra le Mura scaligere ed oggi felice titolare del rinomato Ristorante Ca’ Nardello in quel di Bassano.
Correva ancora l’anno 2022, quando al termine del restauro degli spazi interni del Castello Superiore adibiti a ristorante l’amministrazione comunale di Marostica aveva pubblicato il bando per il nuovo affidamento in concessione del ristorante medesimo, con durata della concessione di 9 anni e un canone annuo da corrispondere al Comune, posto a base di gara, di 72.000 euro. Niente di che. Nel 2023 è stato quindi pubblicato un secondo bando di gara per l’affidamento del ristorante: niente di che 2, la vendetta. Taglio corto sugli ulteriori sviluppi perché arriviamo all’attualità di oggi.
Il Comune di Marostica, come da comunicato stampa trasmesso ieri in redazione, ha lanciato un ulteriore nuovo bando “per la gestione e la valorizzazione del complesso monumentale del Castello Superiore”. E c’è una novità: non si nomina più la parola “ristorante”. Il bando parla ancora di “servizi di ristorazione” ma come parte di un’offerta d’insieme più ampia. La gara, come si legge nella nota, riguarda “l’affidamento dell’immobile situato sulla sommità del Colle Pausolio, collegato al Castello Inferiore dalla storica cinta muraria e recentemente interessato da importanti interventi di ristrutturazione, adeguamento impiantistico, abbattimento delle barriere architettoniche e miglioramento degli spazi destinati all’accoglienza”.
Già, ma per farne cosa? Ecco il passaggio chiave del comunicato stampa: “La struttura, grazie ai suoi spazi interni ed esterni, potrà ospitare eventi culturali, esposizioni, spettacoli, concerti, incontri, attività di accoglienza turistica e servizi di ristorazione, diventando un luogo dinamico e aperto alla città e ai visitatori durante tutto l’anno. Particolare attenzione viene riservata anche alla funzione pubblica del complesso, con l’obbligo di garantire apertura, accessibilità e disponibilità degli spazi per iniziative istituzionali e culturali promosse dal Comune.”
Eccola qua, la magia alla Harry Potter del sindaco Matteo Mozzo: trasformare il Castello Superiore in un Castello di Mozzwarts in cui possano confluire tutte le iniziative culturali e espositive che al Castello Inferiore, definitivamente sacrificato alla causa del Museo Internazionale degli Scacchi, non si possono più fare. L’obiettivo dichiarato è infatti quello “di trasformare il complesso monumentale in un punto di riferimento che torni ad essere nuovamente vivo, attrattivo e capace di coniugare storia, turismo, cultura e accoglienza”. Del resto, se il Castello Superiore venisse nuovamente adibito solamente a ristorante, a Marostica non ci sarebbero più luoghi comunali adeguati per ospitare ed allestire qualsiasi mostra o altra tipologia di evento espositivo, temporaneo od immersivo che sia.
Come prevede il bando, la concessione avrà durata di sei anni, con possibilità di rinnovo per ulteriori sei, e prevede “un percorso finalizzato a creare un’offerta coerente con l’identità storica e turistica di Marostica”. Le offerte dovranno essere presentate entro le ore 12:00 di lunedì 8 giugno 2026.
Dopo gli altri tentativi andati a vuoto, riusciranno i nostri eroi del municipio di via Tempesta a trovare finalmente un investitore dalla capacità finanziaria e gestionale necessaria e sufficiente per il rilancio del complesso monumentale del Castello Superiore, garantendone la sostenibilità economica? Forse servirebbe davvero la bacchetta magica.