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Einaudito

Il caso della scuola primaria di Marostica ha scoperto il vaso delle visite scolastiche ai migranti nella “piazza del mondo” di Trieste. In aprile hanno incontrato i profughi anche alcuni studenti dell’ITET Einaudi di Bassano, nell’ambito del progetto “A scuola di pace”. Ma l’incontro coi giovani in età scolastica rientra ormai tra le consuetudini del nodo umanitario triestino

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Mag 18, 2026

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Distribuzione di cibo ai migranti della rotta balcanica accolti in piazza della Libertà a Trieste. Foto di Alessandro Tich

Einaudito. Neanche fatto in tempo a riempire brentane d’inchiostro sul caso della visita di due classi della scuola primaria di Marostica ai migranti della rotta balcanica accolti tutte le sere in piazza della Libertà, alias “piazza del mondo” a Trieste, ed ecco che si scopre il vaso delle visite scolastiche in questo punto sensibile del capoluogo giuliano dove la solidarietà umana si confronta e si scontra con la corrente di pensiero del “non passa lo straniero”.

Nel mese di aprile, anche alcuni studenti dell’ITET Einaudi di Bassano del Grappa hanno infatti incontrato i profughi quotidianamente assistiti dall’ODV Linea d’Ombra e dalla rete nazionale Fornelli Resistenti sulla piazza antistante la stazione ferroviaria di Trieste. Una visita che non ha destato polemiche né sollevazioni di scudi, anche perché non riguardava dei bambini delle elementari, e i cui riscontri sono pertanto rimasti circoscritti all’interno delle mura scolastiche, come dovrebbe accadere per qualsiasi altra iniziativa del genere, per quanto comunicati sui social.

Ne scrive al riguardo un messaggio postato lo scorso 21 aprile dall’ITET Einaudi nel profilo Instagram dell’Istituto e corredato di due immagini della città di Trieste e di un’altra foto che immortala l’incontro dei ragazzi con i profughi in piazza della Libertà: “Nei giorni scorsi abbiamo vissuto qualcosa che va oltre una semplice visita didattica. Con il progetto “A scuola di pace” siamo stati a Trieste, dove abbiamo incontrato una realtà che spesso resta invisibile: l’accoglienza e la cura dei migranti della rotta balcanica, insieme all’associazione Linea d’Ombra.” “È stata un’esperienza intensa, fatta di volti, storie e umanità – prosegue il testo –. Abbiamo visto cosa significa prendersi cura degli altri, offrire aiuto concreto a chi ne ha più bisogno e non voltarsi dall’altra parte.” “Ma è stata anche condivisione: una partita a pallavolo, risate, momenti semplici che ci hanno fatto sentire uniti, al di là di ogni differenza – conclude il post –. Torniamo a casa con qualcosa in più: uno sguardo diverso, più aperto, e la consapevolezza che anche piccoli gesti possono fare la differenza.”

Nella fattispecie, il progetto “A Scuola di pace” dell’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico “Luigi Einaudi” di Bassano del Grappa è un percorso extracurriculare che si rivolge a studenti che vogliono approfondire temi legati alla pace: diritti umani, giustizia, multiculturalità, geopolitica. Lo scopo è quello di educare e formare i giovani alla cittadinanza attiva, promuovendo la scelta della pace e la difesa dei diritti umani tramite la comprensione e la comunicazione. Diciamo quindi che, da questo punto di vista, il caso estremo e unico nel suo genere della “piazza del mondo” di Trieste è una lezione sul campo che riunisce tutte le tematiche del progetto della scuola superiore bassanese.

Ma l’incontro con i profughi degli studenti dell’Einaudi, né tantomeno il casus belli della visita delle due classi quinte della primaria di Marostica ai migranti di Trieste e ai volontari che li assistono non rappresentano in alcun modo delle iniziative eccezionali o degli episodi isolati. La stessa organizzazione del nodo umanitario triestino incoraggia infatti la possibilità per scuole e studenti di effettuare visite sul campo per comprendere la realtà della rotta balcanica.

Nel 2024 l’ODV Linea d’Ombra ha pubblicato nel suo sito web lineadombra.org il Manifesto per la Piazza del Mondo come “Scuola”. È il documento con il quale l’organizzazione fondata dai due coniugi Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi ha inteso richiamare l’attenzione dei giovani in età scolastica. Un Manifesto di cui le righe seguenti costituiscono uno dei passaggi centrali: “La piazza del Mondo può essere un luogo di formazione per tutti: una vera scuola di vita – proprio quello che oggi manca – soprattutto ai giovani e ai giovanissimi. Si impara a vivere solo vivendo. Questo vale per tutti, giovani e non giovani. Ma vale con un‘intensità particolare soprattutto per i giovani e i giovanissimi.” E questo perché “oggi, in Italia, è in atto un gravissimo deterioramento della condizione scolastica con una serie di provvedimenti che tendono a rendere ancora più separato il regime dell’istruzione dagli autentici problemi della vita”.

L’incontro con i giovani è pertanto uno dei diversi aspetti silenziosi e fino ad oggi inosservati del rito quotidiano ed altrettanto fino ad oggi inosservato della “piazza del mondo” di Trieste. La visita degli scolari di Marostica, osteggiata dalla politica, lo ha sbattuto in prima pagina.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.