Ritorna di attualità, e ci ritorna letteralmente a bomba, la questione dei migranti della rotta balcanica accolti a Trieste. Me ne sono già occupato giornalisticamente, so molto bene di che cosa si tratta ed esprimerò le mie considerazioni al riguardo in un mio prossimo editoriale qui su Seven. Ma atteniamoci, intanto, alla notizia del momento che sta generando una tempesta di bora, tra discussioni e polemiche, sulla stampa anche nazionale e sui social.
Mercoledì scorso 13 maggio gli alunni di due classi quinte della scuola primaria “Arpalice Cuman Pertile” di Marostica, in gita scolastica a Trieste, hanno partecipato alle iniziative di solidarietà promosse dalla rete nazionale di gruppi e associazioni di volontariato “Fornelli Resistenti” in piazza della Libertà, davanti alla stazione ferroviaria, a favore dei migranti che arrivano nel capoluogo giuliano dopo avere attraversato la rotta balcanica. Della rete “Fornelli Resistenti” fa parte anche un gruppo molto attivo da Bassano del Grappa. In particolare, ogni sera a partire dalle 19, i volontari supportano l’ODV triestina Linea d’Ombra nell’erogazione di pasti ai migranti.
I bambini delle elementari di Marostica hanno attivamente collaborato all’offerta della cena e dei beni di prima necessità dando così una mano ai volontari bassanesi di “Fornelli Resistenti” che hanno erogato il cibo donato dalla Cooperativa e Fattoria sociale Conca d’Oro di Bassano. Sui social sono state pubblicate anche alcune immagini video, poi rimosse, dei bambini che in prima persona raccontano gli esercizi fatti a scuola, come un percorso con occhi bendati e scalzi, per provare a immedesimarsi nei migranti quando camminano di notte per strada con scarpe rotte, lungo vie piene di ostacoli e insidie.
Ed è proprio da questo video che si è scatenata la prima raffica della bufera, lanciata dall’europarlamentare leghista Anna Maria Cisint di Monfalcone. Cisint, assieme al senatore Marco Dreosto, dello stesso partito, ha parlato di “immagini vergognose” e di “scene inaudite”. Così l’europarlamentare della Lega sui social: “Prima il lavaggio del cervello in classe, dove i bambini sono stati costretti a “simulare” la Rotta balcanica camminando a piedi scalzi sui sassi e poi portati in gita scolastica in mezzo ai clandestini. Parte ora l’interrogazione al Ministro Valditara”.
Un’altra interrogazione al Ministro dell’Istruzione è intanto partita su iniziativa dell’onorevole vicentino di Fratelli d’Italia Silvio Giovine. “Stamane – ha scritto ieri l’on. Giovine – ho depositato un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, assieme al collega Nicole Matteoni, sulla vicenda che avrebbe coinvolto due classi quinte della scuola primaria “Arpalice Cuman Pertile”, durante una gita di due giorni a Trieste.” “Da quanto appreso da varie segnalazioni – ha aggiunto il deputato FdI –, gli alunni sarebbero stati coinvolti, nell’ambito di un progetto sviluppato assieme alla cooperativa Conca d’Oro di Bassano del Grappa, nella distribuzione di cibo e beni in un contesto di piazza legato ai cosiddetti ‘Fornelli resistenti’, e in un percorso esperienziale volto a farli immedesimare nel cammino di migranti irregolari costretti a sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine. Se quanto emerso fosse confermato, saremmo di fronte ad un episodio estremamente grave.” “La scuola – ha commentato Giovine – deve formare cittadini liberi e consapevoli, non esporre bambini a messaggi politicamente orientati, ideologici o peggio diseducativi come l’idea che le forze dell’ordine siano un ostacolo da eludere.”
L’interrogazione parlamentare chiede quindi al ministro di fare luce sulla vicenda, acquisendo ogni informazione “utile a chiarire, in primis alle famiglie, quali attività siano state svolte, con quali soggetti esterni, sulla base di quali autorizzazioni e con quale vigilanza”. Titolo del post del deputato vicentino: “Bambini coinvolti in attività per simulare esperienza da clandestini”. Giovine chiede di chiarire “a quale titolo sia stata coinvolta la cooperativa Conca d’Oro”. In realtà la cooperativa ha semplicemente fatto quello che da anni fanno già diverse associazioni e persone di buona volontà del bassanese: donare del cibo, cucinato apposta oppure in eccedenza, da destinare ai pasti serali dei migranti a Trieste.
“La scuola deve educare, non fare propaganda politica.” È quanto dichiara invece sul suo profilo social l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Elena Donazzan che ribadisce quanto espresso anche da Giovine sul “fatto gravissimo”, se confermato, di “bambini fatti immedesimare in clandestini costretti a fuggire ai controlli delle forze dell’ordine”. “Un messaggio diseducativo, sbagliato e profondamente irrispettoso verso chi ogni giorno difende la sicurezza dei cittadini e fa rispettare la legge – aggiunge Donazzan –. Le famiglie hanno il diritto di sapere quali contenuti vengono proposti ai propri figli e con quali finalità. Per questo è giusto fare piena luce su quanto accaduto.” “La scuola pubblica – incalza l’eurodeputata FdI – deve insegnare il rispetto delle regole, delle istituzioni e della legalità. Non trasformarsi in uno spazio di militanza politica costruita sulla pelle dei più giovani.”
Sul fronte della Lega si registra anche l’intervento del parlamentare vicentino Erik Pretto, tramite comunicato stampa trasmesso in redazione. L’on. Pretto è uno dei sottoscrittori di una seconda interrogazione al ministro sulla vicenda, presentata dal gruppo Lega con primo firmatario l’on. Andrea Barabotti.
“Preoccupa il video diventato virale online in cui si vedrebbero alcuni bambini di una scolaresca di Marostica, in provincia di Vicenza, portati in viaggio d’istruzione a Trieste per aiutare i volontari di un’associazione a distribuire cibo agli immigrati irregolari che stazionano in una piazza della città – afferma Pretto –. Ancora più preoccupante il fatto che questi studenti sarebbero stati preparati a vivere questa esperienza dopo aver compiuto un percorso scalzi e bendati.” “Con altri colleghi, ho quindi sottoscritto un’interrogazione per chiedere al Ministro di far luce e chiarezza su una vicenda che troviamo irragionevole e lontanissima dai modelli educativi che vogliamo per i nostri figli – continua il deputato leghista –. Continueremo a dire con fermezza ciò che sosteniamo da sempre: nessuno provi ad usare bambini e ragazzi come strumento di pressione politica o mezzo di propaganda.” “Non possiamo dimenticare – conclude l’on. Pretto – che l’immigrazione clandestina è un fenomeno che mette seriamente a rischio la stabilità del nostro Paese, costituendo un concreto pericolo per la sicurezza delle nostre comunità.”
Qui centrodestra, passo e chiudo. Ma la storia, egregi lettori, non finisce qui.