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Com’è triste Trieste

Attacco alla scuola primaria di Marostica per l’incontro degli alunni a Trieste coi migranti della rotta balcanica: c’è chi dice no. L’associazione è IL MOMENTO: “Piegare esperienze educative a letture ideologiche danneggia le nostre comunità”. Chiara Luisetto (Pd): “Da Cisint (Lega) indegna strumentalizzazione, frutto di una politica becera”

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Mag 16, 2026

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Migranti della rotta balcanica accolti in piazza della Libertà a Trieste. Foto di Alessandro Tich

Com’è triste Venezia, cantava il grande Charles Aznavour. Nel nostro caso, dobbiamo cambiare il titolo: Com’è triste Trieste. La città della jota e della Barcolana è infatti assurta in queste ore agli onori delle cronache nazionali per il putiferio politico scatenato dalla visita scolastica degli alunni di due classi quinte della scuola primaria “Arpalice Cuman Pertile” di Marostica ai migranti della rotta balcanica, accolti tutte le sere in piazza della Libertà davanti alla stazione ferroviaria per ricevere un pasto caldo, indumenti, cure e una buona parola dai volontari dell’ODV Linea d’Ombra e della rete nazionale di gruppi e associazioni “Fornelli Resistenti”. Una “presenza” dei bambini all’interno del contesto di aiuto umanitario che ha fatto partire i missili terra-terra di alcuni parlamentari ed europarlamentari del centrodestra, come riportato nel nostro articolo precedente.

Quello rivolto alla scuola primaria di Marostica è un attacco senza precedenti: ma c’è anche chi dice no. È il caso dell’associazione culturale e politica è IL MOMENTO di Bassano del Grappa, che attraverso un comunicato stampa trasmesso in redazione prende le distanze dall’interrogazione al Ministro Valditara presentata dal parlamentare vicentino di Fratelli d’Italia Silvio Giovine. “Piegare esperienze educative a letture ideologiche, artificiose e strumentali – ammonisce l’associazione – non aiuta le nostre comunità, le danneggia.”

“L’associazione è IL MOMENTO – si legge nella nota – esprime forte preoccupazione per il modo in cui l’on. Giovine ha scelto di intervenire su una vicenda che coinvolge una scuola primaria, un progetto educativo e realtà del privato sociale impegnate da anni nel territorio. Ancora una volta si tenta di piegare un’esperienza educativa e di cittadinanza attiva a una lettura ideologica, artificiosa e strumentale, costruita più per alimentare una polemica politica che per contribuire a un confronto serio e utile alla comunità.”

“Crediamo sia importante tenere insieme due cose: il rispetto delle istituzioni e il rispetto del lavoro educativo – prosegue l’Associazione –. La scuola non è propaganda quando prova ad aiutare bambini e bambine a comprendere la complessità del mondo. Non è propaganda parlare di fragilità, povertà, migrazioni, solidarietà o marginalità. Non è propaganda educare all’empatia, alla consapevolezza e alla cittadinanza.” “Riteniamo grave – aggiunge è IL MOMENTO – che si utilizzi un linguaggio allusivo e allarmistico per colpire la scuola, gli educatori e soggetti come Conca d’Oro, che operano quotidianamente nel campo dell’inclusione, della formazione e dell’impegno sociale. Il tentativo di trasformare un percorso educativo in qualcosa di “sospetto” o “politicamente orientato” è un’operazione culturale povera, oltre che profondamente ingiusta.”

“La scuola ha il compito di formare cittadini e cittadine libere, responsabili e consapevoli – continua il comunicato –. E lo fa anche attraverso esperienze concrete di conoscenza del territorio, del volontariato, della cooperazione e della solidarietà. Questo non è indottrinamento: è educazione civica. Non è propaganda: è partecipazione. Anzi, una comunità democratica dovrebbe preoccuparsi del contrario: il rischio che la paura della polemica impedisca alla scuola di affrontare i temi reali del nostro tempo.” E ancora: “L’associazione è IL MOMENTO, che fonda la propria azione su partecipazione civica, confronto informato e responsabilità pubblica, respinge con forza l’idea che il sociale debba essere guardato con sospetto o che la scuola debba rinunciare a costruire percorsi di apprendimento aperti alla realtà. La nostra comunità ha bisogno di un dibattito pubblico serio, non di scorciatoie comunicative o forzature polemiche. Ha bisogno di rappresentanti capaci di ascoltare, capire e valorizzare il tessuto educativo e sociale della città.”

“Chiediamo – conclude il testo – che si abbandonino letture ideologiche e ricostruzioni distorte, tornando a riconoscere il valore dell’autonomia scolastica e del lavoro educativo svolto ogni giorno da scuole, insegnanti e realtà sociali del territorio.”

“Bambini di Marostica a Trieste per viaggio di istruzione. Da europarlamentare Cisint (Lega) indegna strumentalizzazione, frutto di una politica becera”. È invece il titolo, alquanto esplicito, di un comunicato stampa trasmesso in redazione dalla consigliera regionale del Partito Democratico Chiara Luisetto.

“Di fronte a una iniziativa educativa di alto spessore civico, costruita all’interno dell’autonomia scolastica e con la condivisione delle famiglie – dichiara Luisetto –, è vergognoso che l’europarlamentare leghista, Anna Maria Cisint, abbia costruito una campagna via social indegna, che ha dato in pasto bambini e l’istituto scolastico di Marostica agli odiatori seriali.” “Un progetto che fa parte della programmazione di un istituto che conosco bene – prosegue – e che da sempre è attento all’educazione civica, con l’obiettivo di far crescere tra i ragazzi una sensibilità dei diritti umani. Conoscere da vicino, apprendere esperienze di vita dai volontari impegnati nell’assistenza ai migranti che ogni giorno arrivano a Trieste dopo viaggi durissimi, significa acquisire consapevolezza del tempo presente.”

 “Cisint ha usato tutto il bello di questa esperienza scolastica per gettarlo nel tritacarne, aizzandovi contro il peggio che l’animo umano può esprimere dietro una tastiera – denuncia la consigliera dem –. Si tratta di una strumentalizzazione vergognosa di una politica becera che punta a trarre consenso dall’odio. Non è accettabile mettere in discussione la serietà della scuola.” “La politica – conclude Chiara Luisetto – si preoccupi di dare stipendi adeguati agli insegnanti e di realizzare programmi corretti rispetto alla contemporaneità da affrontare per preparare i cittadini del futuro.”

Sulla vicenda degli alunni della primaria di Marostica in visita scolastica ai migranti della rotta balcanica a Trieste abbiamo quindi sentito le due campane. Nell’articolo precedente, gli attacchi al calor bianco di alcuni esponenti politici del centrodestra e nell’articolo presente, le repliche di un’associazione politica e culturale non certamente vicina allo schieramento di Cisint, Donazzan & C. e di una rappresentante della Regione Veneto in quota Pd.

Ma questa è una di quelle tipiche polemiche politiche in cui l’uso appropriato, o come in questo caso inappropriato delle parole ha il suo peso. Quindi è il momento (scritto in minuscolo) di fare chiarezza su questa questione: me ne occuperò nel prossimo editoriale.  

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.