Faresin Sì, Faresin No? Il consiglio comunale di Colceresa, col voto compatto della maggioranza del sindaco Enrico Costa, ha deciso “convintamente” per il Sì. A Molvena, a seguito della variante urbanistica approvata, sorgerà così il nuovo stabilimento della Faresin Industries di Breganze, per i cui dettagli vi rimando all’approfondimento del nostro articolo precedente.
Nella seduta consiliare dello scorso 29 aprile che ha acceso il semaforo verde al nuovo insediamento produttivo in un’area che non sarà più ad uso agricolo, strategicamente ubicata a ridosso del casello della Superstrada Pedemontana Veneta, il gruppo di minoranza Comunità Colceresa ha invece votato contro. Le motivazioni dell’opposizione all’intervento ci vengono spiegate dal capogruppo di minoranza, che per la cronaca è anche il segretario provinciale di Azione, Andrea Corradin.
“Il nostro voto contrario – dichiara Corradin a Seven – è maturato anche sulla spinta del comitato dei cittadini, come pure dei residenti e delle associazioni coinvolte che hanno aiutato a portare a galla la problematica della ricarica della falda, per il fatto che l’intervento insiste proprio sulle aree di salvaguardia individuate dalla Regione Veneto sull’onda del Testo Unico sull’ambiente e per il fatto che una cementificazione così impattante, con 25 mila metri quadri di solo sito in 68 mila metri quadri di intervento complessivo, potrebbe generare una perdita del 10% della capacità attuale di ricarica. Pertanto, questo è un problema sia per la cittadinanza di Colceresa che per tutte le utenze che sono a valle. Quindi dobbiamo monitorare in maniera particolarmente severa questi eventuali impatti.”
“Oltre a questa criticità a livello tecnico, su cui ci sono state diverse osservazioni e diverse prescrizioni, soprattutto per le criticità non solo di ricarica e di tutela della qualità delle acque – prosegue -, c’è anche una criticità idrogeologica, per la quale non solo è stato imposto di fare un bacino di laminazione, ma è stato detto che uno non era sufficiente e quindi che sarà necessario farne un altro.” “Noi abbiamo detto che non può essere questa la via in cui si disciplina la costruzione su quell’area, perché solo quest’anno abbiamo due interventi che sono già avviati – rimarca il capogruppo di minoranza –. Abbiamo un supermercato Prix che verrà costruito e partirà a brevissimo e questo nuovo intervento che aumenta di circa un terzo l’attuale zona industriale in località Molvena.” “È un’urbanizzazione importantissima – aggiunge Corradin –. Sappiamo che quell’area, essendo limitrofa al casello di Colceresa della SPV è oggetto di appetiti a cui noi non siamo contrari per partito preso, ci mancherebbe. Il fatto che ci sia vivacità nella zona industriale non è una cosa a cui noi siamo contrari ideologicamente. Però non possiamo vivere di rincorsa e quindi aspettarci di intervenire in maniera parcellizzata e non pensare al quadro generale. Anche perché i bacini di laminazione non potremo continuare a costruirli ovunque. Bisogna mettere giù un piano strategico prima, e non a seguito delle prescrizioni che fanno gli enti terzi.”
“Poi c’è il piano politico, che abbiamo criticato duramente – incalza l’esponente di opposizione –. Nella scorsa campagna elettorale il primo cittadino aveva detto che forse era stato lacunoso nel coinvolgimento della cittadinanza nell’attività amministrativa e che avrebbe fatto meglio. Questo era un primo grandissimo banco di prova, che mai come in questa occasione aveva smosso la cittadinanza, e c’è stato esattamente lo stesso comportamento. Per cui si è rinviato sempre ai tavoli tecnici e poi, quando si sarebbe dovuto coinvolgere la cittadinanza in maniera seria e partecipata, non si è fatto e si è arrivati alla variante, in merito alla quale l’assessore all’Urbanistica, con un’informativa fatta mezz’ora prima del voto finale sulla variante stessa, ci ha detto che si era adempiuto all’obbligo di informazione.”
Andrea Corradin parla infine di “tante note dolenti” nella convenzione tra l’amministrazione comunale e il proponente privato Faresin Industries.
“Parliamo ad esempio della presunta obbligazione di assunzione di 50 dipendenti nei primi tre anni da parte di Faresin, di cui la metà dovrebbe essere del territorio di Colceresa – specifica –. Non sappiamo come e quando potrà essere attuata. Sappiamo però che nel caso non lo fosse, c’è una fideiussione a prima escussione da parte del Comune di 50 mila euro che, mal contando, significa il costo di un dipendente e mezzo in un anno. Quindi non crediamo che Faresin avrebbe molta paura di tirare fuori questa somma.” “Un’altra questione – continua il capogruppo di Comunità Colceresa – è la Comunità Energetica Rinnovabile, a cui dovrebbe partecipare Faresin col suo impianto, in cui si dice che però contribuirebbe in parte a immettere energia, solo quella in eccedenza. Per stessa ammissione del proponente, si va verso un’automatizzazione dei processi, che richiederanno quindi sempre più energia elettrica. Per cui ci chiediamo: qualora non avesse nulla in eccedenza, se la terrà tutta? Potrà addirittura attingere da quella che eventualmente viene immessa da altri?”.
“Queste sono due delle lacune principali, non le uniche, che avrebbero richiesto una riflessione più ampia – conclude Corradin –. Per questi motivi, avevamo anche chiesto una sospensiva e di rinviare l’approvazione per una discussione e una riflessione approfondita. Non è stata approvata ed invece, compattamente, tutti i consiglieri di maggioranza hanno deciso di andare avanti, commettendo per noi un errore strategico. Detto questo, noi ovviamente dovremo continuare a vigilare su come ora sarà applicata questa convenzione così lacunosa e come verrà gestito il sito da parte dell’azienda.”
Come ho anticipato nell’articolo precedente, la lettura e la narrazione della minoranza sul caso Faresin è completamente diversa, e direi anzi diametralmente opposta, alla visione del sindaco Costa e della sua maggioranza. Non c’è che dire: è una Colceresa dei conti.
