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Decreto Lavoro: cosa contiene

Il 30 aprile 2026 è stato approvato il Decreto Legge n. 62 che contiene principalmente bonus fiscali per assumere alcune categorie di lavoratori e qualche misura per tutelare i rider.

Domenico Riccio Domenico Riccio
  • Mag 5, 2026

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Immagine di senivpetro su Magnific

Quello che è stato definito “Decreto Lavoro” (o anche Decreto Primo Maggio) è stato approvato dal Consiglio dei ministri del governo Meloni, che sta puntando tutta la propaganda sul “salario giusto” visto che contiene diversi incentivi e sgravi fiscali dedicati ai datori di lavoro che applicano un salario ritenuto equo secondo i criteri stabiliti nel testo del decreto.

Secondo le dichiarazioni della Presidente del Consiglio Meloni, durante la conferenza stampa per la presentazione del decreto, il provvedimento prevede lo stanziamento di quasi un miliardo di euro e riguarderebbe circa 4 milioni di lavoratori tramite un esonero per due anni dal pagamento dei contributi previdenziali per le aziende che assumono donne o giovani under 35 (se disoccupati da almeno 24 mesi), con sgravi maggiori se gli assunti risiedono nella Zona Economica Speciale (ZES) che comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna, e dal 2025 Marche e Umbria. Lo sgravio può arrivare fino a 650€/mese per singolo lavoratore.

Tutti questi bonus sono però legati al concetto di salario giusto, che secondo il decreto è quello definito dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) negoziati tra i sindacati e le organizzazioni dei datori di lavoro più rappresentative. Per i lavoratori a cui non possono essere applicati i CCNL il decreto stabilisce che bisogna applicare il contratto nazionale che si applica ai lavoratori che svolgono l’attività lavorativa più simile. Nel testo, tuttavia, non c’è l’indicazione di una soglia minima per la retribuzione, come spiegato dalla Ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone.
La definizione di salario giusto è stata scelta dal governo con l’idea di contrapporla al concetto di salario minimo a cui la destra è sempre stata contraria e che le minoranze avevano cercato di introdurre nel 2023, trovano l’opposizione della maggioranza di governo.

Oltre a queste misure sono stati introdotti degli obblighi per le piattaforme digitali che gestiscono principalmente i rider, impedendo di fatto la creazione di più account legati ad una singola persona tramite la verifica dell’identità con sistema SPID o la carta d’identità elettronica. Questa decisione è stata presa per evitare il fenomeno, sempre più diffuso, del “caporalato digitale”.

Secondo l’economista, e già direttore dell’Osservatorio sul mercato del lavoro dell’agenzia Veneto Lavoro, Bruno Anastasia queste misure sono però una riedizione di incentivi già presenti e tutte le restrizioni poste dal decreto sembrano essere messe di proposito per non raggiungere grandi numeri.
In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Anastasia ha dichiarato che:
“Premetto che nello schema dei molti incentivi contenuti nelle leggi italiane c’è molto disordine e, a questo proposito, sarebbe utile affrontare una valutazione complessiva della loro efficacia prima di introdurne altri. Detto questo, concordo con chi definisce il decreto Bonus 2.0 come un ‘milleproroghe’, cioè, nella sostanza, un rifinanziamento di strumenti già adottati. In realtà, stiamo parlando di premi alle assunzioni, perché intervengono dopo che queste sono state fatte, hanno effetto anche su quelle avvenute a partire dal 1° gennaio 2026 e dunque non andranno a modificare sensibilmente il mercato del lavoro. Comunque, tireremo qualche somma a tempo debito”.

Questa manovra, nelle intenzioni del governo Meloni, dovrebbe aiutare a contrastare un aumento dell’inflazione che arriverà nelle prossime settimane, con un aumento generale del costo della vita che si aggira intorno al 3,1%, con il rischio di un ulteriore peggioramento legato alla guerra in Iran e a tutto quello che ne consegue, come ammesso dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Se queste misure basteranno a contrastare l’inflazione e ad aumentare effettivamente il numero di occupati lo scopriremo solo nei prossimi mesi, ma possiamo stare certi che ci aspetta un’estate decisamente cara.

Domenico Riccio

“Ho lavorato come Responsabile Comunicazione in ambito politico per anni, poi ho deciso di fare il salto dall’altro lato. Appassionato di politica, storia e citazioni. Vedo il giornalismo come l’arte di raccontare la verità, non formare opinioni.”