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L’arte di dare

Festeggia il decimo anno di vita la Mensa di solidarietà di San Giacomo di Romano e lo fa raccontandosi alla cittadinanza sabato 18 aprile alle 9 nella locale Chiesetta Torre. A seguire buffet e grande torta di compleanno.

Michela Cola Michela Cola
  • Apr 16, 2026

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da sx Gianbattista Ronzani, Marino kuhar, don Romeo Nalesso, Arianna Alessi, Simone Bontorin

“Mai lasciare indietro nessuno” era il motto di Lorenzo Zen, cittadino ezzelino che si è distinto per il suo impareggiabile impegno nei servizi sociali e tuttora ricordato per la sua grande dedizione alla comunità.

Ma è stato anche il motto che ha fatto nascere la Mensa di solidarietà di San Giacomo di Romano e che ancora oggi rappresenta il cuore pulsante del servizio, giunto al suo decimo anno di età. 

“Era il 5 maggio 2016 quando il parroco don Moreno Nalesso ha proposto ad un paio di volontari di preparare dei pasti per 4/5 persone bisognose – racconta Marino Kuhar da sempre coordinatore dei volontari – e a quel tempo sembrava un impegno organizzativo immane per così pochi ospiti. Ma oggi i numeri raggiunti testimoniano quanto lo spirito di aiuto e la felicità di stare assieme abbiano continuato a far crescere una realtà diventata un riferimento sicuro e “una famiglia” per molte persone in difficoltà”. 

Nata dall’unione fra l’associazione “Noi”, la parrocchia di S. Giacomo e la Caritas che insieme hanno trovato il modo di recuperare il cibo altrimenti buttato, oggi l’iniziativa può contare su una cinquantina di volontari che si turnano una volta alla settimana nei locali del centro parrocchiale don Bosco, il salone sotto la scuola materna della frazione ezzelina, dove vengono serviti fino a 150 pasti al giorno, 7 giorni su 7, in un ambiente confortevole, con tavole apparecchiate con stoviglie in ceramica, e accolti dalla gioia contagiosa del personale di servizio.  

Con questi presupposti in 10 anni la mensa è arrivata a somministrare oltre 450 mila pasti; solo nel 2025 sono stati 45 mila i pasti e questo grazie a più di 60 mila kg di alimenti recuperati e a 180 mq di orto sociale messi a disposizione dal Comune di Romano e coltivati dagli ospiti e dai volontari. 

Oggi la Mensa, forte del patrocinio di 11 Comuni del comprensorio e in particolare di quello di Romano nonché dell’appoggio di 20 Caritas parrocchiali, si rifornisce a 9 mense scolastiche, dove i volontari ritirano le pietanze non consumate, a 3 supermercati del gruppo Alì, all’Unicomm e alla Coop di Pove per gli alimenti a scadenza breve, ad aziende, grossisti e ristoranti per le eccedenze alimentari. Tutto il cibo ritirato viene subito messo negli abbattitori di temperatura e lavorato per essere servito alla sera (ore 18) con menù che variano di giorno in giorno e propongo 2 primi, 2 secondi e contorni a scelta, nonché frutta, yogurt e dolce quando disponibili. 

“All’inizio il 70% dei nostri ospiti era rappresentato da immigrati, oggi il 70% è costituito da italiani – evidenzia sempre Kuhar – e molte sono le famiglie disagiate che, per disoccupazione o separazione dei coniugi, vengono a ritirare i pasti da consumare in casa con i propri figli”. 

“La nostra è una realtà sociale che vede aumentare le situazioni di bisogno – confida Renzo Zarpellon che fin dall’inizio gestisce il Centro ascolto in collaborazione con i Servizi sociali dei Comuni e le Caritas parrocchiali e a cui si rivolgono le persone in cerca di aiuto –. Dopo il Covid l’ho definita la “mensa della sofferenza” in quanto riscontro sempre più casi che generano tristezza per la solitudine o perché a pagare sono spesso donne e bambini”. 

“La povertà in Italia sta aumentando – conferma anche Arianna Alessi, vicepresidente di OTB Foundation, da diversi anni partner della Mensa di solidarietà – e la Mensa è un esempio evidente di come sia possibile trasformare lo spreco in risorsa per fare del bene. In questo caso è apprezzabile pure l’ottima organizzazione e la sinergia che mostrano la mentalità imprenditoriale che vi è alla base”. 

“Noi, come Fondazione, contribuiamo con l’acquisto di beni strumentali su richiesta degli organizzatori e questo ci permette di fare donazioni mirate. Crediamo in questo tipo di supporto come crediamo molto nel volontariato perché crea un impatto positivo sugli altri ed innesca un circolo virtuoso da imitare” chiude Arianna Alessi. 

E proprio grazie alla sinergia creatasi con la parrocchia di S. Giacomo e i volontari, l’OTB Foundation ha potuto aprire anche una Casa rifugio di secondo livello, che accoglie mamme con bambini, al piano primo dello stesso stabile che ospita la Mensa e la scuola materna. 

Ma la Mensa di S. Giacomo, diventata OdV nel 2018 ed iscritta al Runts, non si ferma qui, fornisce pasti e collabora in modo continuativo anche con la Mensa di solidarietà di Solagna, paese natale di don Giovanni Nervo fondatore della Caritas italiana, oltre a sostenere alcune famiglie seguite dal Comune di Rossano Veneto. 

“È cresciuta con stupore – riferisce pure don Romeo Nalesso presidente della Mensa – sia nel numero dei volontari che in quello degli ospiti fino ad oltrepassare i confini comunali. Il cibo che offriamo soddisfa sì un’esigenza primaria, ma è anche motivo di relazione per evitare che si crei dipendenza negli ospiti” racconta. “Cerchiamo di coinvolgere gli ospiti in piccoli lavori, come il riassetto della sala o la cura degli orti, e puntiamo soprattutto al loro reinserimento sociale”. 

Oltre a ciò, in accordo con il Tribunale di Vicenza l’OdV accoglie anche persone (attualmente 4) con un residuo di pena da scontare attraverso lo svolgimento di lavori socialmente utili; “persone che spesso si fermano più a lungo del dovuto perché stanno bene” sottolinea ancora Marino Kuhar. 

Il sostegno alla Mensa che arriva dal Comune di Romano “è una garanzia per la nostra comunità perché grazie alla rete capillare di volontari e cittadini e attraverso un lavoro di osservazione, ascolto e grande sensibilità, è possibile raggiungere chi è in difficoltà” chiarisce il sindaco Simone Bontorin, che esprime innanzitutto gratitudine.  

Ma il “grazie a tutti i volontari per il loro inestimabile servizio” arriva anche dall’assessore ai Servizi sociali, Gianbattista Ronzani, che dà appuntamento a sabato prossimo, 18 aprile, alle 9 in Chiesetta Torre a S. Giacomo per festeggiare il decimo anniversario della Mensa di solidarietà iniziando con un convegno, in cui si racconterà la sua storia, per poi finire in mensa a gustarsi il buffet e l’immancabile torta di compleanno.

Michela Cola

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