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Asparagi col Pesce

L’articolo di ieri “Non è mai troppo tardi” era il nostro Pesce d’Aprile 2026

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Apr 2, 2026

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Foto Alessandro Tich

Qualcuno come sempre ci è cascato in pieno, altri hanno invece subito avvertito puzza di Pesce. Succede ogni volta così, quando esce un articolo dal contenuto molto “particolare” nella data del 1° aprile. Eh, già: perché l’articolo che abbiamo pubblicato ieri “Non è mai troppo tardi” era il nostro Pesce d’Aprile 2026.

Dopo le polemiche per l’uscita dei primi Asparagi Bianchi di Bassano DOP precoci, ci siamo inventati l’ulteriore novità degli Asparagi Bianchi di Bassano DOP tardivi, da consumare anche in estate e fino a fine luglio. La prima “stagione lunga” dell’Asparago della Storia, allargata anche ai mesi estivi, grazie a una tecnica sviluppata nientemeno che in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Tokyo. Ma ve l’immaginate, se fosse stata realizzata realmente?

La tattica all’insegna del giornalismo “ittico” è stata sempre quella: diffondere una notizia completamente farlocca scrivendo un articolo totalmente verosimile. Ringrazio per questo il presidente del Consorzio per la Tutela dell’Asparago Bianco di Bassano DOP Paolo Brotto, il generale manager dell’hotel Alla Corte col ristorante Sant’Eusebio Roberto Astuni e il ristoratore Sergio Dussin, titolare del ristorante Al Pioppeto, per essere stati al gioco e aver reso la notizia falsa ancora più “veritiera” con le loro dichiarazioni.

Il nostro articolo volutamente fake è stato insomma una sorta di gemellaggio ideale tra la Rassegna dell’Asparago e un’altra storica manifestazione gastronomica, che era organizzata dal Gruppo Ristoratori Bassanesi, che si svolgeva proprio in questo periodo e che oggi non si fa più: Pesce e Pittura in Quaresima.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.