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Scacco matto a Marostica

A Marostica nasce il Museo Internazionale degli Scacchi ed è il primo in Italia e il quarto in Europa. Ospitato nelle sale del Castello Inferiore, sarà inaugurato sabato 16 maggio alle ore 16.30.

Michela Cola Michela Cola
  • Mag 10, 2026

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La sala principale del nuovo Museo

Marostica: una città sempre più votata agli scacchi.

Alla famosa Partita a Scacchi vivente, che anche quest’anno animerà piazza Castello e nel passato ha reso celebre Marostica nel mondo, ora si aggiunge il primo Museo Internazionale degli Scacchi presente in Italia e intitolato a “Giovanni Longo – Città di Marostica”.

Il museo è ospitato nelle quattro sale al piano terra del Castello Inferiore e vanta l’esposizione di circa 3.300 pezzi provenienti da tutto il mondo, rappresentati da oltre 100 scacchiere, set di scacchi, orologi, elaborati grafici e tante curiosità di nomi illustri come Enrico Baj, Marcel Duchamp, Francesco Garbelli, Giò Pomodoro, Marcello Morandini, Andreas Paul Weber e molti altri.

Opere che “raccontano un viaggio che attraversa i secoli dal Settecento fino ai giorni nostri, partendo dagli artigiani cinesi e indiani per arrivare alle diverse interpretazioni contemporanee del gioco degli scacchi” illustra Giovanni Longo, ideatore del museo e principale conferitore. “Si potranno ammirare scacchiere antiche e moderne di ogni dimensione, da piccoli manufatti fino a opere monumentali di 3 metri per 3, pezzi unici realizzati con materiali preziosi, sculture e manufatti raffinati nonché orologi da scacchi, oggetti simbolici e curiosità, come una cravatta firmata da sette campioni del mondo”, precisa.

Una collezione, in sintesi, che racconta come gli scacchi abbiano attraversato epoche e civiltà, trasformandosi in espressione di strategia, creatività e dialogo tra culture.

Oltre alle opere d’arte, il visitatore potrà immergersi nella storia degli scacchi attraverso quattro video tematici dedicati ai diversi periodi storici del gioco e un video speciale sui 17 campioni del mondo. Si tratta di un museo, aggiunge Longo, “pensato non solo per gli appassionati ma anche per chi non conosce questo gioco; vuole essere un luogo capace di incuriosire, emozionare e coinvolgere tutti”.

A Giovanni Longo è stata dedicata l’esposizione permanente perché proprio lui, entusiasta collezionista, ha donato gran parte delle opere esposte che appartenevano alla sua ricca e decennale raccolta fatta sia nei panni di agonista che di infaticabile organizzatore di tornei. È stato un desiderio personale, il suo, che da subito ha incontrato i favori dell’amministrazione di Marostica a cui si era rivolto in quanto, a suo dire, è la città simbolo degli scacchi in Italia.

“L’idea del museo era già nei programmi delle amministrazioni precedenti e svariate volte nel corso degli anni si è provato a realizzarla ma inevitabilmente si è arenata per la complessità del sito monumentale nel quale si doveva operare. Oggi – spiega il vicesindaco di Marostica, Valentino Scomazzon –, dopo quattro anni di lavoro e decine di incontri con la Sovraintendenza di Verona, finalmente possiamo presentare un progetto atteso e costruito con visione e determinazione.”

Quasi 670 mila euro sono stati necessari per la sua realizzazione, di cui oltre 405 mila finanziati da fondi Pnrr e i rimanenti da risorse del Comune. Il merito del finanziamento europeo, a detta degli amministratori, è dovuto al fatto che il progetto presentava come priorità quella di rendere la struttura pienamente accessibile, non solo a persone con difficoltà motorie ma anche a soggetti con disabilità visiva attraverso mappe visuo-tattili e dispositivi di regolazione dell’intensità luminosa, e a coloro che hanno difficoltà uditive proponendo dei video con la lingua dei Segni.

Tutti i visitatori, inoltre, potranno usufruire di un sistema moderno e interattivo di audioguide, che li accompagnerà nelle quattro sale, accessibile direttamente dal proprio smartphone.

Sarà un percorso di visita che comprende pure un’area tematica dedicata alla guerra e alla memoria, proponendo scacchi costruiti a mano dai soldati con materiali di fortuna, come piombo, cartone o legno di recupero, che raccontano storie di resilienza, ingegno e bisogno di lucidità anche nei momenti più difficili dell’esistenza.

Ma a caratterizzare questo museo è anche un’altra peculiarità: un’area riservata allo Spazio Donatori, aperta ad ulteriori conferimenti da parte di privati o associazioni che contribuiranno ad arricchire il patrimonio del museo, in continua evoluzione.

Il museo internazionale “Giovanni Longo” sarà destinato pertanto a diventare uno dei musei degli scacchi più importanti al mondo, dove questo gioco è considerato oggi uno degli sport che conta il maggior numero di praticanti e vanta oltre 400 mila atleti agonisti il cui punteggio internazionale è riconosciuto dalla Federazione mondiale degli scacchi (FIDE), composta a sua volta da 205 Federazioni nazionali.

E per restare sui numeri, in Italia sono ben 3,6 milioni le persone che giocano abitualmente, ovvero più volte alla settimana, e sono oltre 15 milioni quelle che conoscono le regole del gioco. La Federazione Scacchistica Italiana (FSI), associata al CONI, annovera circa 26 mila tesserati e quasi 400 associazioni scacchistiche iscritte e attive sul territorio nazionale (dati dell’anno scorso).  

“In questo periodo di prepotente crescita e nuovi record per gli scacchi italiani – commenta il presidente della FSI, Luigi Maggi – salutiamo con grande gioia la nascita del museo degli scacchi di Marostica, che lega il presente di questo sport al suo glorioso passato e dona al nostro Paese un’esposizione che esprime il legame inalienabile tra scacchi, arte e cultura.”

Un ringraziamento, il suo, che va al Comune di Marostica e alle autorità locali, ma soprattutto a Giovanni Longo, maestro ad honorem della FSI, “che con la sua generosità ha voluto rendere fruibile a tutti un autentico tesoro di scacchiere preziose e originali contribuendo, con questo gesto, all’ulteriore sviluppo degli scacchi in Italia e a preservare gli aspetti storico-culturali di questo sport”, sempre Maggi.

L’esposizione è stata curata dall’architetto Massimo Palazzani che ha progettato “pensando a chi non conosce gli scacchi e dandomi come obiettivo quello di far cogliere l’importanza del messaggio culturale di questo gioco”, afferma.

All’inaugurazione di sabato 16 maggio alle ore 16.30, si aggiungeranno due eventi collaterali dedicati alla promozione del gioco e al coinvolgimento del territorio: nello stesso pomeriggio si terrà il “7° Evento scacchistico” con il maestro FIDE, Carlo Micheli, alla Casa del Caffè in piazza Castello mentre alle ore 11 nella Biblioteca civica verrà premiato l’elaborato, che sarà utilizzato per realizzare i gadget del museo, del primo concorso “Giovani talenti a Marostica”.

Da oggi, quindi, con il medesimo biglietto di ingresso il visitatore potrà non solo visitare il castello nel suo percorso di ronda e ammirare gli abiti sontuosi del Museo dei Costumi della Partita a Scacchi al piano primo, ma anche apprezzare il Museo internazionale degli scacchi “Giovanni Longo” in un luogo simbolo della celebre tradizione scacchistica marosticense.

Michela Cola

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