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Forever Jung  

Incontro con Aja Jung, fondatrice del Belgrade Dance Festival e direttrice artistica del Balletto del Teatro Nazionale Serbo, che ha portato ad esibirsi nell’applauditissimo spettacolo al Teatro Remondini di ieri sera. Cittadina del mondo, è fiera della sua doppia residenza a Belgrado e a Bassano del Grappa: “Io amo la città di Bassano”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Ott 23, 2026

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Aja Jung. Foto di Miloš Lužanin

Nome e cognome: Aja Jung. Professione: danzatrice, fondatrice e animatrice del Belgrade Dance Festival e, tra le tante altre cose, direttrice artistica del Balletto del Teatro Nazionale Serbo di Novi Sad. Luogo di nascita: Belgrado. Doppia cittadinanza: serba e greca. Doppia residenza: Belgrado e Bassano del Grappa. Avete già capito che vi sto parlando di una persona molto al di fuori dagli schemi consueti.

Quello di Aja non è un cognome tipicamente serbo, tipo Djokovic (Đoković) o Vlahović, tanto per intenderci. Ma c’è un perché. Gli avi dei suoi avi non erano nati in riva alla Sava. Arrivavano da Düsseldorf, in Germania, e si sono stabiliti a Belgrado nella seconda metà dell’Ottocento. Poi lei, belgradese Doc con questo cognome così poco belgradese, a 16 anni ha cominciato la sua vita da cosmopolita.

Dopo il diploma alla State Ballet School della capitale serba, per tre anni ha vissuto a New York, grazie a una borsa di studio, dove si è perfezionata nella danza in prestigiose scuole e teatri della Grande Mela. Al suo rientro a Belgrado, ha iniziato la carriera di danzatrice e coreografa freelance, esibendosi e creando produzioni di danza in tutto il mondo. Si è quindi trasferita a Corfù, rimanendovi sei anni, dove ha ottenuto la cittadinanza greca e dove in tempi successivi è stata anche co-fondatrice e direttore artistico del Corfu Fest, una sorta di Operaestate nell’isola dello Ionio. E, come vedrete, non nomino Operaestate a caso.

Negli anni ‘90 Aja Jung è stata Ambasciatrice per la danza dell’UNESCO, organizzando oltre 100 eventi di danza per promuovere il patrimonio non verbale e le arti performative. Col suo curriculum potrei continuare ancora per molto, tante sono le iniziative che l’hanno vista protagonista a livello internazionale in campo artistico e formativo.

Cito una su tutte, quella che è la sua vera e propria “creatura”: il Belgrade Dance Festival, da lei fondato nel 2003 e cresciuto negli anni fino a diventare uno dei principali festival di danza in tutta Europa, attraendo le migliori compagnie di danza contemporanea e di balletto.

“Il festival è nato come un esperimento – mi racconta Aja, in un piacevole caffè con intervista al Danieli in città –. Prima di tutto, volevo portare la danza contemporanea nel mio Paese. Anch’io ero una danzatrice contemporanea. Ero cresciuta come ballerina classica, perché all’epoca avevamo solo scuole di danza classica, ma poi girando il mondo ho avuto tanti contatti nella danza contemporanea e davvero volevo concentrare la mia energia in qualcosa che potesse essere creato specificamente per Belgrado.” “Abbiamo iniziato con la prima edizione ed è stata un grande successo di pubblico e mediatico per la Serbia di quei tempi – prosegue –. Ma finanziariamente è stata per me un disastro totale. Era il mio primo festival privato e ho dovuto vendere l’auto e chiedere un prestito alla banca per pagare gli artisti e per sopravvivere. Ma ho deciso di fare anche la seconda edizione, di interrompere la mia carriera di danzatrice e di dedicarmi esclusivamente al festival.”

Una scommessa che è stata ampiamente vinta: “Sono venute le compagnie di danza più importanti: il Balletto della Scala, il Balletto dell’Opera di Parigi, quello di Montecarlo, il Royal Ballet of Flanders e tante altre. Poi abbiamo voluto dare spazio anche a nuovi coreografi e a nuovi linguaggi. La manifestazione ha mantenuto sempre l’equilibrio tra coreografi molto famosi e giovani artisti emergenti. Oggi sono orgogliosa di essere andata avanti per 23 anni e sto preparando la 24esima edizione del Belgrade Dance Festival.”

Dal 2024, Aja Jung è anche la direttrice del Balletto del Teatro Nazionale Serbo, che ha sede a Novi Sad. “Tre anni fa mi è stato chiesto di dirigere il Balletto del Teatro Nazionale – riferisce l’artista –. Non avevo mai fatto parte di un’istituzione, avevo sempre fatto le mie cose, la mia scuola di danza e il mio festival a Belgrado oltre ad altri progetti. Quando mi è stata data questa opportunità la compagnia, che aveva 75 anni di storia, si trovava in cattive acque, in termini di repertorio, di danzatori, ed era a rischio di chiusura. Per me è stata dunque una grande sfida e l’ho accettata. Abbiamo fatto numerose audizioni, introdotto nuovi danzatori, realizzato un repertorio nuovo e oggi sono molto contenta di aver costruito, oltre a quello della danza classica che c’era già, anche un repertorio di danza contemporanea.” 

In questa veste, la tanto cordiale quanto tenace Aja ha portato un gruppo di danzatori e danzatrici dell’ensemble di Novi Sad – ma originari di diversi Paesi – nuovamente a Bassano, dove si erano esibiti con grande successo anche l’anno scorso.

Ieri sera, al Teatro Remondini, quale evento speciale fuori abbonamento per l’apertura della stagione teatrale 2026/27, il Balletto del Teatro Nazionale Serbo ha dato vita ad un suggestivo ed applauditissimo spettacolo, suddiviso in tre momenti e intitolato Somewhere Beyond the Planets. Un programma che ha unito virtuosismo tecnico e intensità emotiva, composto da un trittico di coreografie firmate da Annabelle López Ochoa, acclamata e pluripremiata coreografa belga-colombiana.

“Annabelle è venuta a Novi Sad, ha ricreato questi tre pezzi per noi ed è un programma leggero – spiega la direttrice –. Noi siamo una compagnia con più di 100 danzatori e in questo programma ne partecipano solo 16, è facile da portare in tour.”

Una prima performance, Bellezza illusoria, sospesa nel sogno e ispirata dal mondo surreale di Salvador Dalì e in particolare dal suo dipinto Donna con la testa di rose del 1935. Una più breve ma intensa parte centrale, La pioggia, duetto finale dell’opera Pioggia Nera creata da López Ochoa nel 2005. E infine la terza e trascinante coreografia di Linea retta, dove la tradizione e i costumi del flamenco vengono reinventati in un nuovo linguaggio, originale ed esplosivo. Sono state le tre creazioni eseguite sul palco di una serata che ha regalato a Bassano una ventata di eccellenza internazionale, col gradimento del pubblico alle stelle.  

E a proposito di Bassano. Come ho “spoilerato” all’inizio dell’articolo, Aja Jung ha anche qui la sua residenza, oltre alla residenza a Belgrado: ha comprato un appartamento in centro storico e appena può, tra una tournée e un festival, ritorna all’ombra della Torre Civica, abitando in via Vendramini.

“Io amo la città di Bassano del Grappa  – dichiara l’artista serba, greca e cittadina del mondo –. Mio nonno era un ingegnere, ha progettato alcune macchine per il legno e per una parte della sua vita ha abitato a Vicenza. Quand’ero piccola andavo a trovarlo a Vicenza, e mia mamma e mia nonna erano molto legate a Vicenza come città. Poi molti anni dopo ho cominciato a venire da sola da queste parti per Operaestate Festival, quando la danza la seguiva Roberto Casarotto, e mi sono davvero innamorata di Bassano, molto più di Vicenza che pure esisteva nella storia della mia famiglia.”

“Così, quando ho venduto il mio appartamento a Corfù, in Grecia, pensavo dove poter impiegare il denaro – rivela la mia interlocutrice –. Pensavo che forse si poteva comprare un piccolo appartamento a Vicenza ma le mie figlie mi hanno detto: “No, no, Bassano è la città giusta”. Sono molto fiera e contenta di essere residente a Bassano del Grappa. Abito in via Vendramini, ho ancora il mio lavoro a Belgrado per cui non posso starci tanto come vorrei, ma sto cercando di combinare la mia vita tra Bassano e Belgrado.”

E Bassano, la sua città di adozione, le ha ricambiato l’affetto tributando ancora una volta una calorosa accoglienza al Balletto del Teatro Nazionale Serbo da lei diretto.

Ma non c’è il tempo per dormire sugli asparagi, pardon sugli allori. Lo spettacolo è in tour e già questa sera, venerdì 23 ottobre, viene replicato al Teatro Duse di Bologna, dove Aja è la direttrice del concorso internazionale di danza Bologna Ballet Competition.

Un giorno di qua e un giorno di là. Con tanti impegni in agenda e con una 24sima edizione del Belgrade Dance Festival da organizzare, l’attività della portacolori di BDG (Belgrado del Grappa) non conosce sosta. Del resto, questa è la sua vita. Forever Jung.

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.