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Legittima difesa: un altro caso shock dopo Roggero

Spara e uccide un ladro che si era introdotto in casa, ma non era più in pericolo. Si riaccende la polemica sulla legittima difesa.

Domenico Riccio Domenico Riccio
  • Set 23, 2026

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Il luogo dove è accaduto il fatto di cronaca

Baldissero d’Alba, provincia di Cuneo. L’autotrasportatore Roberto Mollo, 35 anni, vive nella parte abitabile di una cascina che ha ereditato dai suoi nonni mentre ristruttura il resto della struttura. Ha scelto, stando alle sue dichiarazioni, di vivere lì per proteggere il materiale e i mezzi destinati alla ristrutturazione. Nella notte tra venerdì 19 e sabato 20 settembre viene svegliato da alcuni rumori, cosi decide di uscire dal balcone del primo piano da cui vede quattro o cinque persone a volto coperto. A quel punto decide di impugnare la pistola semiautomatica regolarmente denunciata per uso sportivo e spara una dozzina di volte nella direzione da cui vede arrivare la luce delle torce dei ladri, colpendone uno tra collo e spalla. Gli altri ladri riescono a scappare e lo stesso Mollo chiama il 112 perché vede una persona ancora a terra. Gjovalin Lazri, 36 anni, muore nonostante i tentativi di rianimazione dei sanitari arrivati sul posto.

Questa la cronaca.

Mollo al momento è indagato a piede libero per omicidio volontario, mentre gli inquirenti stanno ricostruendo nel dettaglio la dinamica della sparatoria dopo aver effettuato tutti i rilievi nel nel cortile della cascina.

Nel frattempo il suo legale, l’avvocato Piermario Morra, ha dichiarato che il suo assistito è “totalmente affranto, distrutto per quello che è successo. Voleva solo spaventarli”.

Questa vicenda ha ricordato a molti quella di Mario Roggero, l’ex gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori in fuga.

Esattamente come nel caso Roggero, le prime dichiarazioni della politica non si sono fatte attendere. In pole position questa volta l’eurodeputata nostrana Elena Donazzan, che ha scritto sui propri social “La casa è sacra, chi la viola deve assumersene la responsabilità”.

Il nostro abbraccio a chi è stato aggredito e si è difeso a casa sua“, ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini da Pontida.

Si torna dunque a parlare di legittima difesa, ma è davvero questo il caso?

In Italia la legittima difesa è regolamentata dall’articolo 52 del Codice Penale, che recita:
 “Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta”.

Aggiunge inoltre: “se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:
 a) la propria o la altrui incolumità;

b) i beni propri o altrui, quando non vi è resistenza e vi è pericolo di aggressione.

Alla luce del codice penale il caso Mollo non rientra nella casistica della legittima difesa. Il camionista stava sì difendendo una sua proprietà, ma non era in pericolo di aggressione visto che, dai primi rilevamenti dei carabinieri, i colpi sono stati esplosi da un balcone distante oltre 30 metri dai ladri. Inoltre la pistola era detenuta per il tiro sportivo, quindi utilizzabile solo ed esclusivamente all’interno di un poligono di tiro e non utilizzabile per la difesa personale.

Al di là del dramma personale che può aver vissuto Mollo, per la paura provata, 12 o 13 colpi esplosi da 30 metri a dei ladri non sono giustificabili come “legittima difesa”.

Chi decide di impugnare un arma deve essere sempre consapevole di quello che sta facendo, soprattutto perché mai come in casi del genere la legge prevede dei paletti molto stretti su quello che si può o non può fare. Per spaventare dei ladri distanti decine di metri poteva sparare verso l’alto, cosi come avrebbe potuto chiamare subito il 112 impugnando lo smartphone invece della pistola. Ha deciso di puntare un’arma ad altezza uomo ed esplodere una dozzina di proiettili, mettendo in pericolo anche chi vive nelle abitazioni adiacenti alla cascina.

Si può difendere la propria incolumità, ci si può difendere da un’aggressione o si possono difendere i propri beni, ma non quando non esiste un pericolo reale e i ladri sono in fuga o a 30 metri di distanza. Perché in questo caso l’unico risultato che si ottiene è di mettere fine ad una vita e distruggere anche la propria.

Domenico Riccio

“Ho lavorato come Responsabile Comunicazione in ambito politico per anni, poi ho deciso di fare il salto dall’altro lato. Appassionato di politica, storia e citazioni. Vedo il giornalismo come l’arte di raccontare la verità, non formare opinioni.”