Signore e signori, benvenuti a Temptation Island, il nuovo reality show di Bassano del Grappa. L’Island in questione è l’isola Pusterla, ubicata di fianco all’omonima via sulla riva del Brenta, con relativa spiaggetta, chiusa alla fruizione del pubblico ormai da anni e anni. La Temptation è invece il forte desiderio dell’amministrazione comunale di riaprire il libero accesso a questa sorta di “spiaggia dei bassanesi” il prima possibile, una volta risolta la partita ancora pendente con i proprietari privati di una striscia di terreno dell’isola medesima. Tuttavia, è proprio questo l’aspetto più complicato dell’intera questione. Ma non preoccupatevi: cercherò di semplificarlo al massimo.
Partiamo dalle due notizie più recenti. La prima – di cui mi sono occupato con apposito articolo – risale al 6 giugno scorso, con l’esercitazione del coordinamento di protezione civile Bassano Emergenze che su iniziativa dell’amministrazione comunale ha provveduto al taglio e allo sfalcio degli alberi, arbusti e cespugli proliferati sull’Isola Pusterla lasciata a sé stessa, costituendo un oggettivo pericolo dal punto di vista idraulico in caso di piena del fiume. Un’occasione che ha portato il sindaco Nicola Finco ad affermare di voler “giungere nel più breve tempo possibile alla riapertura definitiva dell’area”. “C’è ancora una diatriba con i privati che stiamo risolvendo – ha dichiarato Finco a Seven Magazine – e stiamo dialogando col Genio Civile per la riqualificazione dell’intero sito. Insomma, questo è un primo passo verso il riconsegnare questa spiaggetta alla cittadinanza.”
La seconda notizia è la presentazione nell’ultimo consiglio comunale di un’interrogazione delle minoranze, con primo firmatario Roberto Campagnolo, sulla “riapertura area “spiaggetta” di via Pusterla”, alla quale ha risposto l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Viero. Nello stesso consiglio è stata inserita all’ultimo minuto anche una delibera da approvare sul comodato d’uso per la riapertura dell’area, che però è stata rinviata. Ma prima di darvi ragguagli su questi due atti consiliari, è arrivato – ahimè – il momento di spiegarvi come stanno attualmente le cose nell’Isola che non c’è di Bassano del Grappa e soprattutto come ci si è arrivati.
In principio era Infotrade
L’isola Pusterla è una mixed zone: in grandissima parte di proprietà del demanio dello Stato (per questo il sindaco parla di “dialogo col Genio Civile”) e per un minimo settore, vale a dire una striscia di terreno larga appena 80 centimetri, posta sul lato del canale di derivazione Arcon, di proprietà privata. Ed è su questa striscia che si aggrovigliano tutti i nodi di questa storia, che trae le sue origini dal progetto che alla fine non è stato realizzato e su cui dal 2014 (anche se il progetto era stato presentato alla Regione dai proponenti privati nel lontano 2000) e fino al 2022 sono state scritte brentane d’inchiostro: la famosa centralina idroelettrica privata d’iniziativa della ditta Belfiore ‘90 di Bortoli Antonio & C. Snc di Nove.
La “Striscia di Casa” dell’isolotto sul Brenta ha un proprietario privato originario: è la società Infotrade Srl di Bassano del Grappa, il cui presidente è Livio Bertacco e il cui consigliere delegato e socio di maggioranza è Bruno Bertacco, noto architetto bassanese. Infotrade aveva acquistato l’area nel 2008 e non per il panorama: era infatti anch’essa interessata alla concessione della Regione Veneto per la centralina idroelettrica.
Ma la concessione è stata vinta da Belfiore ‘90 che, per fare i lavori della centralina sul canale di derivazione Arcon, ha dovuto quindi entrare in possesso di quella fascia di terreno. Tralascio tutte le storie di contenziosi e carte bollate, anche in sede di Conferenza dei Servizi, tra le due società e arrivo al dunque: nel 2017, con procedimento d’urgenza, la Regione ha provveduto all’esproprio della “striscia” ai danni di Infotrade, disponendo il passaggio di proprietà a favore di Belfiore ‘90 per l’opera idroelettrica da realizzare e quindi da gestire. Poi però…
I martiri di Belfiore
Poi però è successo, come ben sappiamo, che nel dicembre del 2022, dopo un’infinita serie di vicissitudini amministrative e giudiziarie che in questa sede ovviamente vi risparmio, i legali rappresentanti della società Belfiore ‘90 hanno desistito dal proposito di realizzare la centralina idroelettrica di via Pusterla.
Di comune accordo con l’amministrazione di Bassano, all’epoca guidata da Elena Pavan, è stato quindi sottoscritto un accordo transattivo tra le due controparti con il quale Belfiore ‘90 ha rinunciato all’autorizzazione in suo possesso per eseguire l’intervento mentre sul fronte comunale sono state annullate tutte le cause legali relative all’intricata vicenda, pendenti dal 2016. In più, alla ditta privata è stato riconosciuto un corrispettivo di 230 mila euro (di cui 200 mila da parte della Regione e 30 mila da parte del Comune) a compensazione delle spese di progetto e a indennità della concessione regionale venuta a mancare.
Ma c’era anche un’altra cosa prevista dall’accordo transattivo: dopo lo smantellamento del cantiere non più attivo della centralina, l’isola Pusterla avrebbe dovuto tornare nuovamente a disposizione del libero ingresso e frequentazione dei cittadini. Una “restituzione pubblica” che però, fino ad oggi e trascorsi già quattro anni da quell’accordo, non è ancora avvenuta.
“Striscia” la notizia
E qui torniamo all’inizio, ovvero a quella “striscia” di terreno privato di 80 cm di larghezza, passaggio obbligato per l’accesso nell’isola e su cui si aggrovigliano tutti i nodi di questa storia. Nel momento in cui è decaduta la concessione regionale di Belfiore ‘90 per la centralina, è decaduta infatti anche la validità dell’esproprio a suo favore, con conseguente diritto di Infotrade Srl di riacquisire la proprietà della fascia di terra sul lato del canale Arcon.
Ma è proprio su questo punto che è sorto un nuovo contenzioso tra Belfiore e Infotrade, lasciando in sospeso la questione del legittimo possesso dell’area che fino ad oggi è rimasta una “terra di nessuno” (cioè nominalmente è ancora di Belfiore ma giuridicamente spetta ad Infotrade) impedendo fino a nuovo ordine la riapertura dei cancelli dell’isola alla pubblica fruizione. Le due società, in disaccordo sulla stima dell’indennità di restituzione prevista dalla legge, hanno aperto un procedimento che è ancora pendente presso la Corte d’Appello di Venezia e che, come ha riferito l’assessore Viero in consiglio comunale, è stato sospeso dalla Corte d’Appello medesima. E allora come se ne esce?
L’ultima spiaggia
Rispondendo all’interrogazione delle minoranze, Andrea Viero ha reso noto che Belfiore e Infotrade hanno finalmente trovato uno “schema di accordo” per la “chiusura tombale” del loro contenzioso, vale a dire “un atto di retrocessione che porrà fine alle ostilità tra i due privati”. E riferendosi a Infotrade e quindi al primo proprietario dell’area, ha aggiunto: “Chi riprende in gestione l’area, ce la darà in comodato d’uso gratuito per 30 anni. Questo vuol dire che, se tutto va bene, ad accordo sottoscritto la spiaggetta può essere aperta.” Eccola qua, l’ultima spiaggia.
Detto, fatto. Nel corso dello stesso consiglio comunale è stata inserita all’ultimo minuto all’ordine del giorno una delibera da approvare proprio sul comodato d’uso gratuito dei privati – ma a fronte della corresponsione di denaro da parte del Comune, per una cifra che sembra comunque modesta – per il libero accesso all’isola sul Brenta, segno della fretta e furia della giunta comunale di venire a capo della questione.
Ma il capogruppo di Fratelli d’Italia Stefano Giunta, che presiede la VI Commissione Consiliare Lavori Pubblici, ha chiesto ed ottenuto di rinviare l’argomento al prossimo consiglio comunale, dopo gli opportuni approfondimenti, non essendo stata la proposta di delibera preventivamente presentata e discussa in Commissione, né tanto meno condivisa in maggioranza.
Se ne riparlerà dunque molto probabilmente a settembre, in questo complesso gioco di scatole cinesi amministrative. E sapete che vi dico? Che Temptation Island, quello vero, è molto meglio. Almeno lì, a seconda del sesso di appartenenza, ci si gusta l’occhio.

