AttualitàEvidenzaSeven +
  • 6 min lettura

I tre giorni del Condor

Emergono nuovi dettagli sul caso della “pastasciutta antifascista” annullata a Solagna. Il presidente della sezione ANPI Valbrenta Ottorino Bombieri: “Abbiamo saputo solo mercoledì sera che la SCIA del Chiosco Terrabona non era adeguata al nostro evento”. È iniziata così l’inutile corsa contro il tempo.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Lug 29, 2026

magzin magzin
Il presidente della sezione ANPI Valbrenta Ottorino Bombieri (foto Alessandro Tich)

Caspita: pensavo di aver finalmente esaurito la scorta di pasta e di aver concluso la serie di articoli e editoriali sulla “pastasciutta antifascista” di Solagna, prevista sabato scorso 25 luglio al Chiosco Terrabona in riva al Brenta e poi annullata per problemi burocratici. Quello che ritenevo fosse il mio ultimo aggiornamento risale a ieri, con la ricostruzione di quanto avvenuto al palazzo comunale: la pratica SCIA per l’evento conviviale trasmessa in via telematica dal professionista incaricato appena due giorni prima della pastasciutta, e cioè giovedì 23 luglio, e la risposta degli uffici comunali che hanno richiesto la necessaria documentazione aggiuntiva da produrre entro il giorno successivo, e cioè venerdì 24 luglio. Cosa ovviamente impossibile da espletare in una sola giornata, al punto da costringere l’ANPI ad annullare l’evento, al quale si erano prenotate circa 200 persone.

Va chiarito ancora una volta che la “pastasciutta antifascista” era già inserita nella SCIA cumulativa del Chiosco Terrabona, presentata a maggio ed approvata dal Comune, per tutti gli eventi temporanei in programma quest’estate. Tuttavia la pastasciutta di sabato 25 era solo ospitata e non organizzata dal Chiosco, essendo l’organizzazione in capo alle sezioni di Valbrenta, Bassano del Grappa e Marostica dell’ANPI. Di conseguenza, a norma di legge, l’ANPI ha dovuto presentare una SCIA temporanea aggiuntiva per la serata da lei organizzata.

Ma come è stato possibile che l’ANPI, per trasmettere al Comune la SCIA richiesta per gli eventi pubblici con somministrazione di prodotti alimentari, si sia “svegliata” soltanto due giorni prima, ovvero giovedì per sabato?

Tutta questa frenetica storia ha avuto inizio nella serata di mercoledì 22 luglio, quando  il direttivo dell’ANPI Valbrenta – come mi riferisce il presidente Ottorino Bombieri – ha avuto una riunione nella sua sede di San Nazario con i gestori del Chiosco Terrabona, nel corso della quale è venuto fuori che la SCIA cumulativa del locale, presentata a maggio e approvata dal Comune, non era adeguata all’evento di sabato 25. 

Si aggiunge pertanto un’ulteriore data nella ricostruzione di questa ormai infinita Pastasciutta Story. Mercoledì 22 luglio, giovedì 23 luglio e venerdì 24 luglio: sono i tre giorni del Condor dell’incontro ravvicinato tra l’organizzazione della serata e le normative della burocrazia comunale.

Per capire come mai si sia giunti a tempi così ristretti e tecnicamente ingestibili, intervistiamo lo stesso presidente della sezione ANPI Valbrenta Ottorino Bombieri.

Presidente Bombieri, quando vi siete dunque accorti che la SCIA del Chiosco Terrabona, che c’era già, non era sufficiente per la vostra pastasciutta?

Mercoledì 22 luglio. In sostanza, i gestori del Chiosco si sono resi conto che avevano una SCIA per spettacoli e per eventi musicali ma non per la somministrazione alimentare.

Voi però eravate già a posto con l’Ufficio Igiene dell’Ulss…

Noi eravamo già a posto, spinti da un altro scrupolo di coscienza. Il discorso dell’Ufficio Igiene era stato sistemato perché avevamo deliberato, sempre il 22 sera, di farci fornire la pasta dall’esterno, in contenitori adeguati, e di far distribuire la pasta direttamente agli utenti da personale con il cartellino HACCP. Questo è stato studiato apposta e quindi eravamo tranquilli da questo punto di vista. Altrimenti, i gestori del Chiosco avrebbero dovuto in teoria preparare loro la pasta, ma diventava appunto un problema di igiene, di contatto col cibo.

Dunque, l’Ufficio Igiene era a posto ma la SCIA no. E quindi voi giovedì 23 avete trasmesso la pratica SCIA al Comune di Solagna. Ci spiega intanto questa storia, riferita dal Comune, della ditta che ha presentato la domanda per l’ANPI ma che ha cessato l’attività nel 1990?

Questa è un po’ comica. La ditta era la mia. Io nel ‘90 ho chiuso i rapporti con la Partita Iva perché mi occupavo di prodotti all’ingrosso per l’apicoltura e per l’erboristeria. Nel ‘90 ho chiuso la ditta perché ho cominciato a insegnare e la scuola mi ha imposto di chiudere la partita Iva.

Perché, allora, ha fatto trasmettere la domanda col suo nome?

Perché l’evento vedeva come protagonista l’ANPI Valbrenta, assieme ad ANPI Bassano e ad ANPI Marostica. ANPI Valbrenta però non ha un codice fiscale suo. Si appoggia sempre all’ANPI provinciale. Quindi a quel punto io, di fronte alla domanda “a chi la intestiamo?” ho deciso di intestare la domanda a me. Perché poi nella SCIA risultavo come responsabile dell’ANPI. Quindi se in Comune qualcuno andava a guardare chi era questo benedetto Bombieri Ottorino, probabilmente capiva.

Quindi: non è stato il Comune a “decidere” all’improvviso di richiedere di regolare la situazione. Siete voi che mercoledì vi siete accorti che mancava la SCIA.

Noi ce ne siamo accorti quando i gestori del Chiosco ce l’hanno detto. Perché molto probabilmente qualcuno, che può essere stato l’Ufficio Tecnico del Comune, gli ha detto, martedì o mercoledì mattina: “guardate che voi avete la SCIA ma non è adeguata”.

Però avete presentato la vostra SCIA il giovedì per il sabato. Speravate oggettivamente di farcela?

Sono andato da un mio amico architetto e in due ore l’abbiamo fatta. Ma non era solo il documento sul portale che serviva. C’era tutta una serie di altri documenti, di certificati, di permessi, i vari documenti relativi alla sicurezza, alle vie d’uscita. Tutta quanta una serie di documentazioni che ci sono state richieste. Io mi sono trovato alle cinque e mezza di giovedì pomeriggio a scoprire di doverle fare. Giovedì ero tornato a casa contento di aver fatto la SCIA e alle 17:31 è arrivata la mail del Comune che mi chiedeva i documenti integrativi e anche di fare anche una relazione su quello che avveniva, che io ho fatto. Ma a quel punto non c’era più il tempo materiale per completare la pratica.

L’ultima domanda è questa. Se vi siete accorti voi che mancava la SCIA perché ve l’hanno detto i gestori del Chiosco, se comunque il Comune ha tentato di fare la procedura d’urgenza, eccetera, perché si va dicendo da qualche parte che qualcuno ha “soffiato sotto” per ostacolare la vostra manifestazione?

Perché è successo. Lo sappiamo per certo. Perché sono emersi dei fatti concomitanti. Una signora fotografa un manifesto del nostro evento e manda la foto a un’autorità, segnalando che noi stiamo organizzando questa cosa. Poi un ufficio riceve una telefonata che gli dice di andare a fare un’ispezione. L’ispezione è stata fatta. Alle sette di sera di sabato c’è stata l’ispezione dell’Ufficio Igiene. Ovviamente non c’era nessuno che mangiava. Hanno chiesto “come avreste fatto” ed è stato loro spiegato. Poi qualcuno gli ha chiesto: “Ma perché siete qua alle sette di sabato sera?”. E uno di loro, un giovane dottore dell’Ufficio Igiene, si è messo a ridere. 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.