A volte le cose sono molto più semplici di quello che sembrano. Di una semplicità incredibile. Ma basta narrarle in maniera diversa, fornendo una visione di parte dei fatti, e la questione si ingigantisce, scatenando il putiferio.
È il caso della ormai famosissima “pastasciutta antifascista”, organizzata dalle sezioni di Valbrenta, Bassano del Grappa e Marostica dell’ANPI, che era in programma nella serata di sabato 25 luglio al Chiosco Terrabona di Solagna e che è stata annullata per problemi burocratici. Che l’evento sia stato sospeso per cause tecniche lo ha confermato a Seven lo stesso gestore del Chiosco Paolo Todesco.
Ma il “tempismo” del Comune di Solagna nel comunicare agli organizzatori che servivano ulteriori documentazioni per svolgere la serata – cosa fatta solamente due giorni prima, giovedì 23 luglio – ha insinuato in molti il dubbio dietrologico che quella dell’amministrazione solagnese sia stata una decisione politica. E cioè che il Comune “abbia fatto apposta” ad aspettare fino all’ultimo per fare in modo che l’evento conviviale dell’anniversario della caduta del fascismo (25 luglio 1943) non potesse avere luogo.
Niente di tutto ciò: come leggerete, le cose sono andate del tutto diversamente.
Lo stesso Chiosco Terrabona, nella serata del 25 luglio, aveva cercato di placare gli animi delle accese discussioni sui social a seguito della pastasciutta bloccata. “L’evento non è stato vietato dal Comune – ha precisato il Chiosco sulla sua pagina Fb –. A causa di alcuni adempimenti burocratici ancora da completare, abbiamo deciso di rinviarlo. Verrà riprogrammato appena tutte le pratiche necessarie saranno concluse.” “Vi chiediamo un favore – concludeva il messaggio dei gestori dello spazio in riva al Brenta –: manteniamo toni rispettosi anche nei commenti, sempre con educazione.” Richiesta che, a giudicare dalla bagarre scatenatasi sui social, è caduta nel vuoto.
Il rischio, per un episodio del genere, è che diventi una Pastanovela senza fine nel cuore dell’estate. E allora, dopo il mio primo resoconto sull’annullamento della serata pubblicato il 25 luglio, è arrivato il momento di chiarire una volta per tutte l’esatta sequenza di quello che è avvenuto.
Fino adesso, le informazioni in nostro possesso sul “perché” dell’annullamento sono derivate dalle dichiarazioni rese alla nostra testata dal gestore del Chiosco Terrabona Paolo Todesco. Il quale ha riferito di aver presentato al Comune di Solagna la pratica SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per gli eventi temporanei ancora lo scorso mese di maggio. Va ricordato che il Chiosco in riva al Brenta organizza regolarmente, come sta facendo anche quest’anno, eventi aggregativi e musicali per tutto il corso dell’estate. Per questo quella di Terrabona è stata una SCIA “cumulativa”, comprendente cioè tutti gli eventi in programma quest’estate, inclusa dunque anche la “pastasciutta antifascista”.
Il problema è sorto quando l’amministrazione solagnese ha comunicato la necessità di presentare dei documenti integrativi proprio a ridosso dell’evento conviviale del 25 luglio e cioè due giorni prima. Già: ma come mai il Comune di Solagna si è improvvisamente “svegliato” dopo tre mesi, per una SCIA presentata a maggio, chiedendo di regolarizzare la situazione proprio all’antivigilia della pastasciutta?
Nel racconto di questa storia, fino ad oggi, c’è stato un anello mancante. Che il vostro umile cronista ha finalmente rintracciato.
E l’anello mancante è questo: non è per la SCIA del Chiosco Terrabona – che ha avuto il semaforo verde, altrimenti non potrebbero svolgersi le serate musicali di quest’estate – che il Comune di Solagna ha richiesto delle integrazioni. È vero che l’evento della “pastasciutta antifascista” era incluso nella SCIA cumulativa del Chiosco ma Terrabona ha solo offerto in comodato d’uso gratuito il terreno per lo svolgimento della serata del 25 luglio, la cui organizzazione è stata tutta in capo all’ANPI.
E l’ANPI, in quanto soggetto organizzatore, ha dovuto a norma di legge presentare a sua volta al Comune una specifica SCIA temporanea per evento con somministrazione di prodotti alimentari. Soltanto che lo ha fatto appena due giorni prima della pastasciutta, con richiesta telematica trasmessa nella mattinata di giovedì 23 luglio. Tra l’altro la richiesta non è stata inviata direttamente dall’ANPI ma da un professionista incaricato che ha trasmesso la pratica in nome e per conto di una ditta privata di cui poi è risultata al Comune, tramite visura camerale, la cessazione di attività nel lontano 1990. E già questa è stata una bella anomalia di partenza.
Nel pomeriggio di giovedì 23 gli uffici comunali hanno risposto chiedendo al professionista di produrre della documentazione integrativa. Mancavano infatti tutti i documenti per la tutela della salute pubblica e della sicurezza, richiesti per la SCIA di qualsiasi manifestazione con somministrazione temporanea di alimenti e bevande.
Di solito una pratica del genere viene evasa nel termine di 30 giorni, ma vista l’urgenza della situazione il Comune di Solagna ha invitato il richiedente a provvedere all’integrazione entro il giorno successivo (venerdì 24 luglio) dei seguenti documenti: relazione tecnica e planimetria delle strutture; descrizione dettagliata delle modalità di conservazione, preparazione e somministrazione dei cibi con planimetria/schema grafico delle attrezzature utilizzate (che poi il Comune è tenuto a trasmettere all’Ulss); dichiarazione di assenso del proprietario dell’area per lo svolgimento dell’evento ed eventuali altri documenti obbligatori previsti dalla normativa di settore. Tutte cose fattibili se la richiesta SCIA viene presentata ampiamente per tempo. Ma a due soli giorni dalla pastasciutta, e con un solo giorno a disposizione per fare il tutto, l’integrazione delle carte si è ovviamente rivelata una Mission: Impossible.
La richiesta di documenti integrativi non è stata un capriccio comunale: in caso di problemi di qualsiasi tipo nel corso dell’evento, la responsabilità ricadrebbe su chi lo ha autorizzato senza aver controllato che la domanda sia stata fatta correttamente. E non essendo in grado l’ANPI (o chi per essa) di produrre la documentazione integrativa necessaria entro venerdì 24 luglio, nella giornata stessa di venerdì gli organizzatori hanno quindi deciso di annullare la serata e di rifarla con probabilità in data da destinarsi. Come ha giustamente puntualizzato il Chiosco Terrabona, il Comune pertanto non ha “vietato” nulla. Ha solo evitato che lo svolgimento dell’appuntamento conviviale fosse irregolare, con tutte le possibili conseguenze del caso.
Lo stop all’evento per impedimenti puramente tecnici è stato però riferito in maniera completamente diversa dall’ANPI, nella sua comunicazione postata su Fb venerdì 24 luglio: “A causa di problemi burocratici la Pastasciutta antifascista prevista per domani sera non si farà. Il rispetto ossessivo delle norme da parte dell’ufficio tecnico comunale non ci permette più di organizzarla. Ci siamo proposti di farla comunque, in altra data. Non possiamo lasciarci sopraffare da chi delle regole ne fa un uso politico.” E da qui è partita la cascata delle reazioni social a catena.
“È stata presentata una domanda per fare quel tipo di festa – dichiara a Seven il sindaco di Solagna Stefano Bertoncello –. E a questo tipo di domanda noi abbiamo dato una risposta, che non è né di sinistra, né di destra. Ci sono dei documenti previsti dalla pratica e che sia la Pro Loco, o che sia qualsiasi altra associazione, li deve semplicemente presentare perché poi la responsabilità ricade su chi rilascia l’autorizzazione.” “Possono scrivere quello che vogliono – aggiunge Bertoncello riferendosi alle varie illazioni comparse sui social – ma alla fine quei documenti l’ANPI non li ha procurati e hanno deciso loro di non fare l’evento. Non è che il Comune gli ha impedito di farlo. Hanno deciso loro di non farlo proprio per questo motivo, perché non avevano la possibilità di portare in tempo questi documenti.”
Nessuna decisione di natura “politica”, quindi. Nessuna “intromissione della Donazzan”, come fantasticato da voci incontrollate diffuse tra i telefonini. Nessun intervento di un presunto Comune “di destra” contro un’iniziativa “di sinistra”. La pratica SCIA dell’ANPI è stata presentata improvvidamente all’ultimo momento e, che piacciano o meno, a costringere gli organizzatori ad annullare la pastasciutta antifascista del 25 luglio a Solagna sono state le normative vigenti, a cui un’amministrazione pubblica è obbligata ad attenersi.
Questa è la notizia definitiva che taglia la testa al toro su questa vicenda e che si spera possa placare una volta per tutte la SCIA di polemiche che l’hanno accompagnata.

