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Gianluca Pietrosante (Futuro Nazionale) attacca i consiglieri di È il Momento: “Uso improprio delle mailing list dei Quartieri”. E li chiama “civici di sinistra”: “Troppo facile fare e appoggiare la sinistra celandosi come civici puri”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Giu 10, 2026

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Gianluca Pietrosante col generale Roberto Vannacci (archivio Seven Magazine)

“È il Momento. Civici di sinistra”. Così è intitolata la mail trasmessa oggi in redazione da Gianluca Pietrosante, consigliere comunale di Bassano del Grappa, ora confluito nel Gruppo Misto, notoriamente non più affratellato con Fratelli d’Italia ma – come si firma nel comunicato stampa – referente di Futuro Nazionale Bassano.

E che cosa avranno fatto così tanto di sinistra i consiglieri della civica È il Momento, al punto da meritare nientemeno che l’attenzione del neo adepto vannacciano? Agli occhi dell’esponente di destra, sono colpevoli di un “uso improprio delle mailing list dei Quartieri”. Cosa che, come leggeremo di seguito, se fosse stata fatta dai “partiti del governo cittadino riconducibili al centro destra”, avrebbe “sollevato il putiferio”.

“Ho appreso da molti consiglieri di quartiere, non senza imbarazzo, che il gruppo consiliare “È il Momento” continua ad inviare mail programmatiche sulle loro iniziative politiche ai Presidenti di Quartiere, chiedendo la diffusione agli stessi Consigli dei propri appuntamenti e atti consiliari – esordisce Pietrosante nella la nota –. L’ultima risale al 31 maggio scorso. Ritengo doveroso porre una questione di metodo, perché a mente calda si è creato un precedente, visto che mai una formazione politica della città aveva “sfruttato” i canali dei Quartieri per fare propaganda.”

“I Quartieri – prosegue il referente cittadino di FN – rappresentano uno strumento di partecipazione civica e para-istituzionale, non uno spazio di promozione dell’attività politica di singoli gruppi consiliari, gruppi politici e consiglieri. I canali di comunicazione dei Quartieri devono restare strumenti neutrali, a servizio dell’intera comunità, non veicoli di divulgazione selettiva di iniziative di parte.” “Ogni consigliere comunale ha pieno diritto di presentare mozioni, interrogazioni e proposte per la città coi propri canali di comunicazione – aggiunge –. Tuttavia, la promozione di tali eventi ed atti deve avvenire attraverso i canali politici e comunicativi consoni propri, non mediante richieste di inoltro attraverso strutture apartitiche che rappresentano tutti i cittadini perché regolamentate dal Comune.”

Incalza il già presidente dell’associazione Destra Brenta: “Soprattutto da chi spesso richiama al rispetto delle regole e della correttezza istituzionale, ci si aspetta altrettanta coerenza nei comportamenti, perché la trasparenza e la partecipazione sono valori fondamentali, ed è proprio per questo che vanno tutelati da ogni possibile sovrapposizione tra funzione istituzionale e comunicazione politica di parte.”

Ma dov’è la sinistra, in tutto il discorso pietrosantiano? Eccola qua: “Se essere un gruppo politico apartitico, ma non apolitico, vuol dire fare ciò che si vuole, È il Momento non ha chiare le regole su come comportarsi: anche perché politicamente stiamo parlando di una formazione sì civica, ma chiaramente di sinistra: lo abbiamo visto al ballottaggio delle scorse comunali del 2024 e alle scorse regionali, dove hanno palesemente appoggiato candidati che hanno corso per il candidato Presidente di centro sinistra Manildo. Troppo facile fare e appoggiare la sinistra celandosi come civici puri.”

“Non oso immaginare – conclude Pietrosante – che putiferio avrebbero sollevato se le mail propagandistiche inviate ai quartieri, le avessero inviate i partiti del governo cittadino riconducibili al centro destra. Vorrà dire che d’ora in avanti anche Futuro Nazionale si riserverà di sfruttare i canali dei Quartieri per propagandare la propria attività politica e consiliare.”

Caspita: quelli di È il Momento sono davvero dei ragazzacci, tanto per fare rima con Vannacci. Dei Momentacci.

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.