Quasi 400 firme in appena tre ore, dalle 17 alle 20. Nel tardo pomeriggio di ieri in piazza a Marostica si è verificato un vero e proprio “assalto solidale” al banchetto predisposto su un tavolino del Caffè Centrale da una rete di associazioni rappresentative della società civile per una raccolta firme a sostegno delle insegnanti della scuola primaria “Arpalice Cuman Pertile” di Marostica, scaraventate nel tritacarne mediatico e dei social dopo l’ormai nota (a livello nazionale) visita scolastica di due classi quinte ai migranti ovvero ai profughi della rotta balcanica a Trieste, quotidianamente assistiti dall’ODV Linea d’Ombra e dai volontari della rete nazionale “Fornelli Resistenti”.
La raccolta di adesioni è stata promossa in primis dall’Unione Pastorale Marostica-Pianezze e dall’associazione spontanea Marostica per Gaza, con il sostegno di varie realtà associative del territorio: Caritas UP Marostica-Pianezze, Agesci Marostica 1, ANPI Marostica, CGIL Marostica-Vicenza, Vivere e creare per la pace, Tavolo della Pace, Marostica partecipa, Associazione 26 settembre 1944-Vittorio Andolfato, UCIM Marostica, UCIM Este, Danza Marostica, Ujamaa, Insieme per leggere, Gruppo Grafico Marosticense, Sodalitas Cantorum, Aula33, Fornelli Resistenti BDG, Libera Bassano-Marostica.
“Come cittadini e membri della società civile, esprimiamo preoccupazione per il deteriorarsi della qualità del dibattito pubblico”, afferma un comunicato stampa delle associazioni promotrici. Prosegue la nota trasmessa in redazione contestualmente alla raccolta delle firme in piazza: “L’intromissione indebita e irrispettosa nella professionalità e nella libertà d’insegnamento, sancita dalla Costituzione, ci spinge a condannare, nella forma e nella sostanza, l’intervento diffuso sui social dall’europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint contro le insegnanti della scuola primaria di Marostica, ritenute responsabili di indottrinamento ideologico per aver fatto conoscere alle loro classi la tragedia della Rotta balcanica, la fuga dalla guerra e dalla fame di persone, adulti e bambini, in cerca di vita e di speranza. Esprimiamo tutto il nostro dissenso perché sono state indicate colpevoli di aver educato al rispetto dei diritti sanciti dalla Dichiarazione universale del 1948 e sono state denigrate per aver coltivato il valore dell’umanità.”
“Riteniamo che tutto ciò rappresenti un sintomo grave di sordità morale e non condividiamo, per il rispetto che è dovuto ai diritti sanciti dalla nostra Carta costituzionale, la crescente violenza dei toni di cui danno prova alcuni esponenti politici che sono stati deputati per elezione popolare a rappresentarci nella sfera pubblica – aggiunge il comunicato –. Condanniamo, pertanto, l’attacco rivolto alle nostre docenti nello svolgimento dell’attività didattica e la strumentalizzazione politica di uno dei problemi più drammatici e seri del nostro presente, che da tutti, non meno che dai rappresentanti politici, devono essere affrontati con competenza e umana sensibilità.” “Esprimiamo solidarietà e vicinanza al Dirigente e alle Insegnanti della scuola di Marostica – i promotori –. Educazione e cultura vanno nella direzione opposta a quella alimentata dal linguaggio dell’odio, inaccettabile sempre e, ancor più, se a parlarlo sono proprio rappresentanti delle istituzioni.”
“Chiediamo quindi – conclude la nota stampa trasmessa a Seven – rispetto del ruolo dell’istituzione scolastica e dei progetti didattico-educativi degli insegnanti, rispetto dei valori fondativi della nostra Repubblica che, come ha detto il nostro Presidente Mattarella, “è umanità e difesa della pace e della vita”, della vita di tutti gli esseri umani. Educare al rispetto per l’altro, all’empatia e alla solidarietà significa coltivare il valore dell’umanità: il compito della scuola è proprio questo.”
Una presa di posizione che ha consentito di raccogliere, in sole tre ore, un firmamento di firme.
