E allora, signore e signori: les jeux sont faits, rien ne va plus. A Colceresa la pallina della roulette si è fermata sul numero 29. 29 aprile, per l’esattezza: la data del consiglio comunale nel quale è stata approvata la nota e discussa variante urbanistica Faresin. Per i non addetti ai clamori, ricordo che si tratta del progetto dell’azienda Faresin Industries di Breganze, gruppo internazionale produttore di macchinari e strumenti per i settori zootecnico, agricolo e industriale, che intende realizzare un nuovo insediamento produttivo di 25mila mq in un’area attualmente ad uso agricolo, coltivata in parte a vite e in parte a prato, in località Molvena. L’area agricola interessata dalla variante di destinazione d’uso è ubicata a sud della zona produttiva già esistente e contigua alla bretella che collega il casello della Superstrada Pedemontana Veneta e la sua complanare con la strada provinciale Vecchia Gasparona.
Sulla questione sono già state scritte brentane d’inchiostro, soprattutto per le manifestazioni e le reiterate proteste del Comitato dei cittadini, mobilitati contro la “cementificazione dell’area” e preoccupati dei possibili rischi per la falda acquifera sulla quale verrebbe a gravare l’intervento. Niente di tutto ciò, per l’amministrazione comunale: la tutela delle acque e dell’ambiente “è garantita”.
“Con il voto favorevole da parte della maggioranza consiliare di Colceresa si conclude l’iter relativo alla variante urbanistica Faresin – dichiara e conferma a Seven il sindaco di Colceresa Enrico Costa –. Un iter che difendiamo in maniera convinta, per la sua correttezza dal punto di vista tecnico che certifica secondo noi quella che è la difesa, che abbiamo fin da subito garantito, dell’interesse pubblico di questa operazione.” “Garantito – aggiunge il sindaco – perché i dati in possesso certificano la tutela dell’aspetto ambientale, dell’aspetto idraulico e anche dell’aspetto economico con una perequazione adeguata all’operazione proposta.” “Riteniamo – conclude Costa – che ci possa essere sviluppo economico aprendo investimenti sul territorio, tutelando anche la risorsa idrica, l’ambiente e il paesaggio.”
Ma vediamo, nello specifico, quali elementi hanno motivato la scelta del consiglio comunale di approvare la variante al Piano degli Interventi.
Innanzitutto, un iter validato dagli enti preposti. “Non si tratta di una decisione isolata – afferma il comunicato stampa del Comune di Colceresa diffuso in merito –, ma di un progetto che ha superato il vaglio di tutti i soggetti competenti. Sulla variante sono stati infatti acquisiti i pareri favorevoli, per le rispettive competenze, di Regione Veneto, Provincia di Vicenza, SPV, Ulss 7 Pedemontana, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, Consorzio di Bonifica, Consiglio di Bacino Brenta e Comune di Pianezze, in quanto ente coinvolto del PATI (Piano di Assetto del Territorio Intercomunale). Tutti insieme appassionatamente per dare il loro nulla osta all’intervento di Molvena.
Secondariamente, anche si in realtà si è trattato della questione primaria di tutta questa vicenda, la tutela delle acque. “Monitoraggio scientifico, non supposizioni”, ammonisce l’amministrazione comunale, che incalza: “Massima attenzione è stata posta alla questione idraulica e idrologica, avendo piena contezza delle criticità del territorio.” “La variante – puntualizza la nota stampa del Comune – non si limita a rispettare i parametri di legge, ma impone soluzioni di invarianza idraulica rigorose, per garantire una gestione moderna e sicura delle acque e la massima protezione del territorio dal rischio idrogeologico. A differenza di quanto affermato da alcune voci critiche, i dati tecnici smentiscono rischi per la falda acquifera.”
Gestione delle acque: “il progetto prevede due bacini di laminazione (per quasi 15.000 mc) che non solo garantiscono l’invarianza idraulica, ma risolvono criticità storiche della zona”. Ricarica della falda: “gli studi geologici confermano che il saldo del volume infiltrato nel sottosuolo rimarrà sostanzialmente invariato rispetto allo stato attuale, smentendo le stime allarmistiche da alcune parti sollevate”. Riguardo invece alla sostenibilità: “l’edificio sarà in classe A4, con un impianto fotovoltaico da oltre 2.000 kWp, ben superiore agli obblighi di legge”. Monitoraggio: “sono stati prescritti due piezometri per il controllo costante della falda, posizionati secondo criteri tecnico-scientifici approvati dal Consiglio di Bacino Brenta, oltre a specifici sistemi di filtrazione per le acque di scarico”.
Infine, l’aspetto della perequazione urbanistica e del lavoro. La variante prevede oltre 1.700.000 euro in opere pubbliche (parcheggi, verde, ciclabili e bacini di laminazione per la sicurezza idraulica di via Oppio e via San Pio X. Poi una perequazione monetaria di € 867.439,82. “Una cifra – rimarca il Comune – superiore persino alle stime di periti terzi, a dimostrazione sia della capacità dell’amministrazione di negoziare nell’interesse dei cittadini, sia della buona fede dei tecnici comunali.” E ancora, la garanzia occupazionale: “L’accordo prevede l’assunzione di almeno 50 addetti nei primi tre anni di attività. Per dare concretezza a questo impegno, abbiamo inserito in convenzione una penale di 50.000 euro in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi occupazionali, una misura di garanzia eccezionale nel panorama urbanistico, condivisa a livello legale.”
“Alla luce di quanto sopra esposto – dichiara l’amministrazione di Colceresa –, possiamo affermare con serenità che stiamo valorizzando un’area la cui vocazione era già mutata con la realizzazione della bretella SPV. Stiamo accogliendo un impianto produttivo ad altissima tecnologia che tutela l’ambiente, si integra bene con la viabilità esistente e garantisce opportunità di lavoro e sicurezza idraulica al nostro Comune.” “In conclusione – è l’ultimo passaggio del comunicato stampa dell’amministrazione Costa –, si tratta di un provvedimento strategico che non solo risponde a esigenze di sviluppo economico, ma si qualifica come un modello di rigenerazione e tutela attiva del territorio e della risorsa idrica. Abbiamo agito con trasparenza e con la consapevolezza di chi mette l’interesse di Colceresa e dei suoi abitanti davanti a tutto.”
Non la pensa così, tuttavia, il gruppo di minoranza Comunità Colceresa che in consiglio comunale ha votato contro la variante urbanistica. Contattato da Seven, il capogruppo di minoranza Andrea Corradin presenta una lettura e una narrazione della questione completamente diverse dalla visione del sindaco e della sua maggioranza. Me ne occuperò, anche per motivi di spazio, nel prossimo articolo.
Ma intanto, come ho esordito in questo pezzo, les jeux sont faits. A Molvena sorgerà il nuovo stabilimento di Faresin Industries grazie a una variante che l’amministrazione, acquisiti i pareri favorevoli e valutati i vantaggi dell’operazione, ha voluto approvare a tutti i Costa.
