“Siamo i ragazzi di oggi”, cantava un giovanissimo Eros Ramazzotti nel suo primo grande successo “Terra promessa”. Da allora sono passati più di quarant’anni, ma il concetto è sempre lo stesso: ogni nuova generazione ha la sua visione sulla realtà del presente e le sue domande, attese e speranze rispetto al proprio futuro. In questo caso il punto di vista dei giovani è focalizzato sul loro rapporto col territorio. Di seguito pubblichiamo il primo dei quattro articoli dei partecipanti al “Corso di introduzione al giornalismo territoriale”, organizzato a Velo d’Astico dall’associazione cultgenuss.eu Aps e condotto dal sottoscritto, direttore responsabile di Seven Magazine. L’autrice del pezzo è Emily Sella, studentessa all’ITET Einaudi di Bassano del Grappa, che con una riflessione nel preambolo del testo e un taglio oggettivo nei contenuti riportati, racconta cinque storie: quelle dei suoi coetanei e anche di lei stessa.
SIAMO I RAGAZZI DI OGGI
Territorio. Termine che, da definizione nel vocabolario, indica uno spazio geografico delimitato, un luogo fisico che può essere rappresentato su una carta. Ma davvero potremmo ridurre il territorio solo a questa definizione?
È anche luogo natio, dove le persone instaurano legami con la collettività. È anche luogo di rimpianto, di sofferenza: pensiamo a coloro che sono costretti a lasciare la propria terra. Un tempo questa scelta non si proponeva ai nostri nonni. Per loro avrebbe rappresentato rimanere legati per la vita al proprio paese. La comunità era dunque radicata e non vi era la possibilità di spostarsi altrove. Oggi invece ci troviamo in una realtà in cui tutto è possibile. Possiamo comunicare con persone dall’altra parte del mondo, ad esempio. Nonostante ciò, il territorio ci segna. Ed è proprio di questo che oggi vorrei parlarvi, portando le storie di cinque ragazzi che oggi sono inseriti nel contesto territoriale di Bassano del Grappa, nella comunità montana Astico-Posina e dintorni.
LA STORIA DI ELISA
Elisa ha 18 anni ed è nata a Thiene. Vive a Meda e frequenta l’IPSIA Garbin a Schio. Ha frequentato le scuole vicino al suo territorio con le stesse persone. È strettamente legata alla famiglia: per lei è tutto. Questo condiziona le sue scelte. Non ha intenzione di lasciare il paese. Al suo interno si sente accolta, utile e apprezzata. Vede il territorio circostante come grande ricchezza. Come cita lei “il mio paesino è piccolo, ma c’è tutto”. L’eremo, quindi la storia, l’Astico e quindi divertimento, la parrocchia, motivo di incontro fra i giovani. Il contesto territoriale è di tipo naturalistico ed è immersa nel verde. Approva sia conoscere una persona fino a fondo a partire dall’asilo perché le permette di condividere esperienze insieme, ma non per forza. Riporta la recente esperienza al Sermig come esempio di apertura alle relazioni. Dunque, Elisa nel suo territorio cerca relazioni ed ambienti semplici che la fanno stare bene e le permettono di essere autentica.
LA STORIA DI EMILY
Emily ha 19 anni ed è nata a Thiene, ora vive con la mamma a Colceresa e frequenta l’ITET Einaudi a Bassano del Grappa. Il padre è nato e cresciuto a Tonezza Del Cimone. Non ha mai frequentato scuole nello stesso territorio. Questo non le ha mai permesso di instaurare rapporti duraturi. L’ha portata a legarsi profondamente per poi essere costretta a mantenere i rapporti distanti. Rimpiange di non aver avuto “la stessa amica dall’asilo”. È però contenta di aver incontrato tante persone. È attiva nel territorio rispettivamente di ambo i genitori. Svolge progetti di volontariato con Villa Angaran, attiva nei progetti scolastici e nella parrocchia dell’unità montana. Inoltre, presenta grande interesse per la realtà enogastronomica del territorio facendo la cameriera in un agriturismo.
LA STORIA DI ASH
Ash ha 19 anni ed è nato a Thiene, dove tutt’ora vive. Frequenta l’IPSIA Garbin a Schio. È cresciuto ad Arsiero dove ha frequentato le elementari e le medie. Descrive il suo paese come piccolo e chiuso di mente. Il fatto che tutti si conoscano lo vive come un’arma a doppio taglio. Qualsiasi cosa si faccia tutti lo sanno, risultando dunque invadente. Talvolta proprio perché si sa tutto di tutti il cambiamento difficilmente viene concepito. Le “ciacole di paese” vivono proprio perché è più facile non andare oltre le apparenze. Per motivi personali si è trasferito in Trentino. Questo frangente di vita gli ha permesso un grande risvolto nelle relazioni. Se prima nel suo paese si sentiva stretto ed oppresso, lì in quel luogo ha avuto la possibilità di manifestarsi per come è davvero senza il giudizio di qualcuno che lo conosceva già da piccolo. Ora è attivo in progetti di volontariato e ha pubblicato un suo libro.
LA STORIA DI JAMES
James ha 22 anni ed è nato a Modica. Ora lavora come operaio alla Mitsubishi a Bassano del Grappa. La madre è filippina e il padre siciliano. Proprio per i suoi diversi tratti fisici veniva bullizzato a scuola. È così che ha vissuto il tempo scolastico fino alle superiori, quando ha finalmente potuto fare nuove amicizie, alcune delle quali sono rimaste. Già all’epoca nell’estate lavorava per aiutare la famiglia. Sarà proprio la ricerca di condizioni di vita migliore che lo spingeranno a trasferirsi al nord. Vivere da solo e mantenersi economicamente non è semplice. Quando vuole mollare tutto per tornare a casa, il padre gli ricorda della fortuna che ha avuto e lo incoraggia. Ha una grande passione per le auto. Grazie a questa esplora luoghi naturalistici territoriali come il Grappa e il Menador. Ritiene di aver realizzato qui al Nord i propri sogni ed avere instaurato ottime amicizie.
LA STORIA DI LEONARDO
Leonardo ha 17 anni ed è nato Larino. Ora frequenta l’ITET Einaudi a Bassano del Grappa. Ha vissuto in Olanda e Grecia per spostamenti lavorativi del padre. La sua vita è stata un continuo trasferirsi. Diversamente da tanti altri non si è mai trovato spaesato, bensì tali trasferimenti gli hanno insegnato ad avere flessibilità mentale permettendogli di fare anche ciò che non gli piace. È innegabile che lasciare i suoi amici abbia lasciato in lui tristezza. Sente il territorio come un grande valore che purtroppo con l’avvento della digitalizzazione e dei social non viene più vissuto come una volta. In tutto ciò che fa ricerca la semplicità e la coesione comunitaria. L’emblema del suo rapporto con la comunità è l’impegno e la passione che mette nel territorio. Ad esempio, nel suo paesino di origine in Molise, Montorio nei Frentani, ha fondato e ogni anno organizza una nuova edizione del torneo sportivo “Frentani League”, in aggiunta al lavoro con la Pro Loco. Alcuni dei suoi sogni sono studiare economia e marketing all’estero, ma anche diventare regista di film. Tuttavia, il suo più grande sogno è quello di rendere, attraverso il cinema, infinito il ricordo del suo paesino, destinato probabilmente a scomparire. Spiegandolo, Leonardo richiama i temi del sonetto “A Zacinto” di Ugo Foscolo: il poeta spiega come, grazie ai versi di Omero, il ricordo di Ulisse e della sua terra sia diventato eterno. Allo stesso modo, Leonardo desidera usare il cinema per conservare nel tempo il proprio luogo d’origine, sottraendolo all’oblio. Citando Leonardo, egli ritiene che “anche l’effimero può diventare infinito, se il desiderio di renderlo tale è reale”.
Emily Sella