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Segantini al sugo

Roberto Astuni e Massimo Vallotto lanciano un “pacchetto esperienza” nelle rispettive strutture alberghiere collegato alla mostra di Segantini a Bassano. Soggiorno in hotel, visita in mostra, menù a tema sui capolavori del pittore, scoperta del territorio: quando un grande evento diventa volano di marketing territoriale

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Gen 20, 2026

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Massimo Vallotto e Roberto Astuni (foto Alessandro Tich)

Ed ecco a voi, egregi lettori, una nuova specialità culinaria bassanese: Segantini al sugo. Da non confondere coi sedanini, ovviamente. E non può che trattarsi di Segantini rigati, in onore alla miriade di righe ovvero filamenti distinti di colore che compongono i sorprendenti dipinti del maestro del Divisionismo. È la ricetta che mi sono inventato di sana pasta per introdurre idealmente il nuovo e inedito aspetto collegato alla mostra “Giovanni Segantini” (oltre 61.000 visitatori quale ultimo dato aggiornato) in corso fino al 22 febbraio al Museo Civico di Bassano del Grappa: quello gastronomico. Non solo ristorazione però: ma anche ospitalità alberghiera, diffusione della cultura e conoscenza del territorio.

È la “Segantini Experience” ovvero il “pacchetto esperienza” tutto compreso che in occasione della mostra bassanese sul grande pittore trentino del secondo Ottocento viene proposto alla propria clientela da due notissimi albergatori della nostra zona, riconosciuti pionieri del marketing territoriale, che cito in rigoroso ordine alfabetico di cognome: Roberto Astuni e Massimo Vallotto. Il primo general manager dell’Hotel Alla Corte col ristorante Sant’Eusebio nell’omonima frazione di Bassano del Grappa e il secondo contitolare, assieme alla moglie Maria Pia Viaro, di Ca’ Apollonio Heritage, il Boutique Hotel a 5 Stelle Lusso con ristorante Gourmet ubicato a Romano d’Ezzelino.

Il pacchetto esperienziale viene proposto – in modo distinto ma coordinato – nelle rispettive strutture alberghiere e sarà valido dal 22 gennaio al 22 febbraio, nell’ultimo mese di allestimento della mostra di Segantini a Bassano. Possiamo dire che anche l’iniziativa lanciata dai due albergatori è a suo modo “divisionista”: è costituita cioè da offerte separate ma che compongono un armonico quadro d’insieme per chi intende scoprire il nostro territorio al di là dei soliti luoghi comuni.

Che cosa è riservato, dunque, al cliente che sceglie e prenota il “Segantini pack”?

La particolare offerta prevede innanzitutto ed ovviamente il pernottamento, per due persone e per una o due notti. Al check-in, gli ospiti ricevono informazioni e biglietti per la mostra dedicata a Segantini. Alla sera, dalla gioia per gli occhi stimolata dai dipinti in mostra al Museo Civico si passa a quella del palato con il “Menù Segantini”: una speciale cena ispirata ai quadri e alla figura del maestro, predisposta rispettivamente dallo chef Alessandro Alessi per l’Hotel alla Corte col ristorante Sant’Eusebio e dallo chef Alessio Longhini per Ca’ Apollonio Heritage. La promozione turistico-culturale, in onore al Segantini “pittore della montagna”, prevede inoltre l’opzione di compiere nella seconda giornata una visita nel territorio montano circostante con guide specializzate, a seconda degli interessi (storia, ambiente, eccetera) del cliente. Al commiato degli ospiti viene infine omaggiato il catalogo della mostra. Et voilà, il pacchetto è servito.

Come sottolinea l’Hotel Alla Corte, si tratta di “un’esperienza da vivere con lentezza; un invito a osservare, emozionarsi e lasciarsi avvolgere dalla luce e dal paesaggio”, concetti ribaditi Ca’ Apollonio Heritage: “Immaginiamo questo soggiorno come un ritorno al respiro naturale delle cose”. Una cosa è certa, come rimarcano i due promotori: non si tratta di un’operazione-spot, fine a sé stessa in occasione della mostra, ma dell’apertura di una nuova strada che si intende percorrere.

“Può essere intesa come un embrione – afferma Massimo Vallotto –. Quindi è una sintesi di quel progetto di marketing territoriale che da anni abbiamo cercato di elaborare e anche di condividere con i colleghi, con i pubblici amministratori e con la cittadinanza. Ora siamo passati ad essere operativi. E quando abbiamo visto che non c’era un certo tipo di tessuto su cui poter costruire qualcosa di comune, abbiamo pensato di operare privatamente. Per noi di Ca’ Apollonio è un passo in avanti perché stiamo cercando di collegarci al territorio sempre di più, un territorio straordinario che amiamo. E la mostra di Segantini ci ha dato veramente questo spunto.”

Perché è stato scelto ultimo mese della mostra per proporre l’iniziativa?

“Perché tutte le altre occasioni di fare turismo si sono consumate, intendo le festività natalizie – spiega il contitolare di Ca’ Apollonio Heritage –. Quindi in questo mese, in attesa di San Valentino che può essere il prossimo momento di vivacità per le strutture alberghiere, abbiamo proprio pensato di legarci a una mostra che è nella sua fase conclusiva ma che ha ancora tanto da dare.”

“Da sempre ho cercato, confrontandomi con i colleghi, con l’amministrazione e con chi è preposto al turismo, di abbinare qualcosa di diverso agli eventi – dichiara Roberto Astuni –. E poi legare il marketing territoriale alla cultura valorizza l’identità di un luogo attraverso gli eventi e attraverso il patrimonio artistico, storico, creativo ed anche enogastronomico. Con la fortuna di avere un territorio ricco di tutto questo, dovremmo cercare ogni volta di usare eventi, narrazioni e simboli culturali per renderlo ancora più attrattivo ma anche riconoscibile, dandogli un’identità diversa da quella che siamo abituati a sentirci raccontare e quindi attirando visitatori più qualificati. E nel momento in cui ti rendi riconoscibile per un certo target, questo secondo me potrebbe portare a investimenti diversi anche da fuori.” “In questo modo – aggiunge il general manager dell’Hotel Alla Corte – la cultura come in questo caso, ma anche lo sport e tante altre cose, si trasforma in un motore di sviluppo turistico ed economico ma soprattutto ti fa aumentare la reputazione.”

L’altro ed importante messaggio lanciato dai due albergatori su questo nuovo modo di abbinare i grandi eventi ad offerte di soggiorno mirate è che non si tratta di una “poltrona per due”. Entrambi auspicano infatti che questa nuova strada venga percorsa anche dagli altri colleghi della città e del territorio.

“Il messaggio che vogliamo trasmettere è proprio questo – conferma Roberto Astuni –. E cioè che il vestito bello non fa bello solo te ma fa bello il territorio e fa belli tutti quanti.” “Potevamo tranquillamente portare avanti l’iniziativa in modo indipendente, perché abbiamo le nostre identità – aggiunge Massimo Vallotto –, ma l’idea invece di unire le forze e aumentare l’attrattività del territorio è proprio quella di farlo insieme ad altri colleghi.”

Morale della tavola, in attesa di possibili sviluppi futuri: la “Segantini Experience” è un concentrato di piacere per gli occhi, sollievo dello spirito e acquolina in bocca.

Questo è quanto, egregi lettori. E direi che è veramente tanto. Ora vado al supermercato per vedere se riesco a trovare un pacco di Segantini trafilati al bronzo.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.